Il debutto che cambiò le regole delle supercar
Quando il prototipo P400 viene svelato al Salone di Ginevra del 1966, nessuna vettura stradale aveva mai montato un motore V12 in posizione centrale e trasversale, soluzione fino ad allora riservata alle vetture da competizione. La carrozzeria di Marcello Gandini, con il frontale basso e affilato e i fari circondati dalle celebri "ciglia", stabilisce un nuovo linguaggio stilistico che influenzerà il design automobilistico per decenni.
- Layout inedito: V12 centrale-trasversale alle spalle dell'abitacolo
- Linea firmata dal giovane designer Marcello Gandini per Bertone
- Considerata la prima vera supercar di serie della storia
Motore
V12 3,9 litri centrale-trasversale
Motore e prestazioni
Il cuore della Miura è un V12 di 3.929 cm³, montato in posizione centrale-trasversale. La potenza cresce progressivamente nel corso della produzione: si parte dai 350 CV della P400 originaria, si passa ai 370 CV della P400 S, fino agli 385 CV della P400 SV, la versione più estrema. Le prestazioni, con una velocità massima misurata attorno ai 275-280 km/h, la rendono per un periodo una delle vetture di serie più veloci al mondo.
Potenza
Da 350 CV (P400) a 385 CV (P400 SV)
Le tre versioni ufficiali: P400, P400 S, P400 SV
Nel corso dei sette anni di produzione la Miura viene costantemente aggiornata per correggere i difetti di gioventù e renderla più guidabile.
- P400: la versione originaria, con 350 CV
- P400 S: aggiornamenti a interni, potenza (370 CV) e finiture
- P400 SV: la più evoluta, con 385 CV, carreggiata posteriore allargata di circa 130 mm, pneumatici maggiorati e, esteticamente, priva delle storiche "ciglia" attorno ai fari
Accanto alla produzione di serie nascono anche rarissimi esemplari speciali, come la Jota sperimentale e la SV/J, costruiti in pochissime unità e oggi tra i pezzi più ricercati dai collezionisti.
Velocità massima
275-280 km/h
La Miura oggi: mito e mercato del collezionismo
Diventata celebre anche grazie alla sua apparizione nel film "The Italian Job" del 1969, la Miura ha consolidato negli anni lo status di icona assoluta tra le auto da collezione. Gli esemplari meglio conservati raggiungono oggi valutazioni che superano il milione di euro, con punte di alcuni milioni per le versioni più rare o con una storia documentata, mentre il dipartimento Polo Storico di Lamborghini si occupa della certificazione e del restauro filologico degli esemplari sopravvissuti.









