Sviluppo e debutto
Il progetto che porta alla Diablo viene avviato a metà degli anni Ottanta come naturale successore della Countach, con l'obiettivo dichiarato di realizzare la Lamborghini stradale più veloce mai costruita fino a quel momento. Lo stile originale porta la firma di Marcello Gandini, ma l'acquisizione di Lamborghini da parte di Chrysler nel 1987 porta a una revisione del progetto da parte del centro stile americano del gruppo, che interviene soprattutto sulle proporzioni e sui dettagli della carrozzeria.
La vettura arriva sul mercato all'inizio del 1990, presentandosi come una granturismo a motore centrale longitudinale capace di superare per la prima volta nella storia del marchio i 320 km/h di velocità massima, un traguardo che la colloca immediatamente tra le auto stradali più veloci al mondo in quel periodo.
Motore
V12 aspirato 5,7 litri e 6,0 litri
Motore e prestazioni
Il cuore della Diablo è un V12 aspirato che nella prima fase di produzione ha una cilindrata di 5,7 litri, alimentato da un sistema di iniezione elettronica che sostituisce i carburatori ancora utilizzati sulla Countach. Le versioni di inizio carriera erogano circa 492 CV, sufficienti per accelerazioni da 0 a 100 km/h in circa quattro secondi.
Nel corso degli anni Novanta il propulsore viene progressivamente potenziato fino ai 6,0 litri, adottati sulle versioni più evolute come la GT e la VT 6.0, che raggiungono potenze comprese tra i 550 e i 600 CV a seconda dell'allestimento, con tempi di accelerazione che scendono fino a circa 3,7 secondi nello 0-100 km/h per gli allestimenti più estremi.
Potenza massima
Da 492 CV a 600 CV a seconda della versione
Trazione integrale e carattere di guida
Una delle innovazioni più importanti introdotte durante la carriera della Diablo è la trazione integrale, debuttata con la versione VT (Viscous Traction): un giunto viscoso ripartisce parte della coppia motrice anche sull'asse anteriore, migliorando la trazione in uscita di curva rispetto alle versioni a trazione posteriore.
Nonostante il peso elevato, che nelle versioni finali si avvicina ai 1.600 kg, la Diablo si distingue per un'agilità superiore alle aspettative. Resta però una vettura dal carattere old style, che richiede un impegno fisico notevole al guidatore: sterzo diretto ma privo di servoassistenza sulle prime versioni, frizione molto dura e pedale del freno che va azionato con decisione.
Velocità massima
Oltre 325 km/h
Diablo oggi: collezionismo e mercato dell'usato
Uscita di produzione nel 2001 dopo aver lasciato il testimone alla Murciélago, la Diablo è oggi considerata una delle Lamborghini più rappresentative della sua epoca ed è entrata stabilmente nel mercato del collezionismo. Le quotazioni variano molto in base a versione, allestimento e stato di conservazione, con un premio significativo per gli esemplari rimasti fedeli alla configurazione originale.
Chi valuta l'acquisto di un esemplare usato deve mettere in conto costi di manutenzione elevati, tipici di una supercar analogica con meccanica complessa, e prestare particolare attenzione alla storia manutentiva e alla originalità della vettura, un fattore che il mercato dei collezionisti premia in modo netto rispetto agli esemplari modificati.



