Scheda modello

Lamborghini Cheetah

Il Lamborghini Cheetah è un prototipo di fuoristrada militare presentato nel 1977, nato da una commessa dell'esercito statunitense e mai trasformato in un modello di serie. Nonostante l'insuccesso commerciale, ha gettato le basi tecniche e concettuali da cui sarebbe nata anni dopo la Lamborghini LM002.

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Perché sì

  • Prima incursione concettuale di Lamborghini nel mondo dei fuoristrada a trazione integrale
  • Telaio tubolare in acciaio robusto, pensato per un impiego militare fuoristrada
  • Abitacolo spazioso, pensato per ospitare l'equipaggio con equipaggiamento completo
  • Base tecnica e concettuale da cui sarebbe nata la Lamborghini LM002

Da valutare

  • Motore posizionato al retrotreno, con conseguente ripartizione dei pesi penalizzante per la maneggevolezza
  • Potenza insufficiente rispetto al peso complessivo del veicolo, oltre due tonnellate
  • Progetto rimasto a un solo esemplare completo, senza alcuno sviluppo in serie
  • Vicenda giudiziaria con l'azienda statunitense che aveva sviluppato il progetto militare originario, che contribuì a bloccare lo sviluppo

In sintesi

Segmento
Fuoristrada militare (prototipo unico)
Carrozzeria
Scocca aperta in fibra di vetro su telaio tubolare in acciaio
Anno di presentazione
1977 (Salone di Ginevra)
Esemplari costruiti
Un solo prototipo completato da Lamborghini
Motore
V8 Chrysler 5,9 litri, posizione centrale-posteriore
Trazione
Integrale permanente
Cambio
Automatico a 3 rapporti
Peso
Circa 2.042 kg

Alla fine degli anni Settanta Lamborghini attraversava una fase di grande incertezza industriale e cercava nuove strade per diversificare la produzione oltre alle granturismo sportive. In questo contesto si inserisce il Cheetah, un fuoristrada a trazione integrale nato non per iniziativa autonoma della casa di Sant'Agata, ma da un accordo con la società californiana Mobility Technology International, a sua volta incaricata dall'esercito statunitense di sviluppare un nuovo veicolo militare da ricognizione. Il progetto, che riprendeva soluzioni già sperimentate su un precedente prototipo militare americano, arrivò a un unico esemplare completo, presentato al Salone di Ginevra nel marzo 1977, prima di arenarsi tra difficoltà tecniche e una disputa legale sulla paternità del progetto.

Un fuoristrada nato per l'esercito americano

Il Cheetah non nasce da un'iniziativa diretta di Lamborghini, ma da un contratto stipulato dalla società californiana Mobility Technology International (MTI), incaricata dalle forze armate statunitensi di sviluppare un nuovo veicolo da ricognizione a trazione integrale. Fu MTI a coinvolgere la casa di Sant'Agata Bolognese come partner industriale per la realizzazione del prototipo.

Il veicolo venne costruito inizialmente negli stabilimenti californiani di MTI e successivamente inviato in Italia, dove Lamborghini ne curò le rifiniture finali prima della presentazione ufficiale.

  • Progetto guidato tecnicamente da Rodney Pharis, figura chiave di MTI
  • Impostazione derivata da un precedente veicolo militare sperimentale statunitense
  • Presentazione pubblica al Salone di Ginevra nel marzo 1977

Motore

V8 Chrysler 5,9 litri, posizione centrale-posteriore

Meccanica: motore Chrysler e trazione integrale

Sotto la carrozzeria aperta in fibra di vetro, montata su un telaio tubolare in acciaio, il Cheetah non impiegava una meccanica Lamborghini, bensì un V8 Chrysler da 5,9 litri posizionato in posizione centrale-posteriore, abbinato a un cambio automatico a tre rapporti e a una trazione integrale permanente pensata per l'impiego fuoristrada.

L'abitacolo aperto era stato dimensionato per ospitare un equipaggio di quattro militari equipaggiati più il conducente, coerentemente con la destinazione d'uso militare del progetto.

Anno di presentazione

1977 (Salone di Ginevra)

Perché il progetto non arrivò mai in produzione

Il Cheetah pagò innanzitutto un difetto di impostazione tecnica: la posizione arretrata del motore penalizzava la ripartizione dei pesi e, di conseguenza, la maneggevolezza, mentre la potenza disponibile si rivelava limitata rispetto a un peso complessivo di oltre due tonnellate.

A complicare ulteriormente il quadro intervenne una disputa legale: l'azienda statunitense che aveva sviluppato il progetto militare da cui il Cheetah derivava contestò a MTI e a Lamborghini la paternità del design, proprio in coincidenza con la presentazione di Ginevra. Il contratto militare per il nuovo veicolo da ricognizione fu infine assegnato a un altro costruttore, che ne avrebbe ricavato quello che sarebbe diventato l'Humvee.

Il progetto restò così fermo a un solo esemplare completato da Lamborghini, mentre tentativi successivi di un'altra azienda statunitense di costruirne ulteriori telai non arrivarono mai a un vero completamento in serie.

L'eredità del Cheetah: la strada verso la LM002

Nonostante l'insuccesso commerciale, l'esperienza tecnica maturata con il Cheetah non andò perduta. Il concetto di un fuoristrada Lamborghini a trazione integrale venne ripreso pochi anni dopo, dando origine al prototipo LM001, presentato al Salone di Ginevra nel 1981 e ancora impostato con motore posteriore.

Fu il lavoro successivo dell'ingegnere Lamborghini Giulio Alfieri a portare all'evoluzione decisiva: lo spostamento del propulsore all'anteriore, con l'adozione del V12 derivato dalla Countach, superando così i limiti di maneggevolezza già emersi sul Cheetah. Da questo percorso sarebbe nata, nel 1986, la Lamborghini LM002, il primo Super SUV del marchio realizzato in serie.

Le generazioni della Cheetah

  • Prototipo Cheetah (1977) — Unico esemplare completo realizzato da Lamborghini in collaborazione con la statunitense Mobility Technology International, nell'ambito di una commessa dell'esercito americano. Presentato al Salone di Ginevra nel marzo 1977, con motore Chrysler V8 posteriore e trazione integrale, non superò mai la fase di prototipo a causa di problemi di maneggevolezza e di una disputa legale sulla paternità del progetto.

Domande frequenti sulla Cheetah

La Lamborghini Cheetah è mai entrata in produzione?

No. Il Cheetah restò un prototipo unico, presentato nel 1977 e mai trasformato in un modello di serie, principalmente per problemi di maneggevolezza e per una disputa legale che coinvolse i partner del progetto.

Che motore montava il Cheetah?

Un V8 Chrysler da 5,9 litri, posizionato in posizione centrale-posteriore, abbinato a un cambio automatico a tre rapporti e a una trazione integrale permanente. Non si trattava quindi di un motore di produzione Lamborghini.

Perché fu sviluppato il Cheetah?

Il progetto nacque da una commessa dell'esercito statunitense, affidata alla società californiana Mobility Technology International, che coinvolse Lamborghini come partner industriale per realizzare un nuovo veicolo da ricognizione a trazione integrale.

Che legame c'è tra il Cheetah e la Lamborghini LM002?

Il Cheetah fu il primo passo di un percorso che, passando per il prototipo LM001 del 1981, portò alla Lamborghini LM002 del 1986. L'esperienza maturata sul Cheetah, in particolare i limiti dovuti al motore posteriore, guidò le scelte tecniche della LM002, che adottò invece un motore V12 anteriore.

Quanti esemplari di Cheetah furono costruiti?

Lamborghini, insieme a MTI, completò un solo esemplare. Tentativi successivi di un'altra azienda statunitense di realizzare ulteriori telai non portarono a un vero completamento in serie.

Fonti

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