Dalla Sputnik sovietica alla Samara d'esportazione
La decisione di sviluppare per AvtoVAZ una nuova utilitaria a trazione anteriore risale al 1978, con l'obiettivo dichiarato di realizzare un modello competitivo anche sui mercati dell'Europa occidentale. Il primo prototipo viene completato a fine 1979 e la vettura, disegnata studiando da vicino rivali come Renault 9, Volkswagen Golf, Ford Escort e Opel Kadett, entra in produzione nel dicembre 1984.
Sul mercato interno sovietico la vettura viene commercializzata come Sputnik fino al 1991, quando il nome Samara, già usato per l'esportazione fin dal debutto, viene esteso anche alla versione berlina venduta in patria. In Occidente compare con diverse declinazioni locali del nome, tra cui Samara Forma in Germania e Diva nel Benelux. Nel Regno Unito, dove debutta nel novembre 1987, diventa il modello Lada più venduto in assoluto nei ventitré anni di presenza del marchio sul mercato britannico.
Motori
Benzina 1.1-1.6 litri, da 53 a 90 CV
Motori e meccanica: l'eredità Zhiguli con la consulenza Porsche
La gamma motori della Samara è interamente a benzina e comprende unità di 1,1, 1,3 e 1,5 litri, cui si aggiunge in seguito un 1,6 litri da 90 CV. Le potenze vanno dai 53 CV del più piccolo 1.1 fino ai circa 77 CV del 1.5, con alimentazione inizialmente a carburatore e poi a iniezione elettronica sugli allestimenti più recenti.
- 1.1 – 1.099 cc, circa 53 CV, destinato principalmente all'export
- 1.3 – 1.288 cc, circa 65 CV, motorizzazione originaria
- 1.5 – 1.499 cc, circa 72-77 CV, disponibile dal 1987
- 1.6 – 1.568 cc, fino a 90 CV, sulle versioni più tarde
Per la messa a punto della testata cilindri, oltre che per alcuni aspetti di sicurezza passiva, maneggevolezza ed ergonomia degli interni, AvtoVAZ si avvale della consulenza tecnica di Porsche, un dettaglio insolito per un'utilitaria di produzione sovietica.
Anni di produzione
1984-2013
Le versioni speciali: dal Wankel della polizia al rally Paris-Dakar
Accanto alle versioni di serie, la Samara è protagonista di alcuni capitoli tecnici particolari. Negli anni Novanta viene realizzata una piccola serie con motore rotativo Wankel bi-rotore VAZ-415 da 1,3 litri, capace di 140 CV: un'unità che permetteva uno 0-100 km/h in circa 8 secondi e una velocità massima di 200 km/h, ma destinata quasi esclusivamente a polizia e funzionari di partito per i suoi problemi di affidabilità.
Sul fronte sportivo, la Samara T3 preparata per la Parigi-Dakar 1990 stupisce per la sua impostazione: telaio Samara, ma sistema di trazione integrale derivato dalla Porsche 959 e un motore boxer Porsche di 3,6 litri montato posteriormente. Il progetto, sviluppato con tecnici francesi, si conclude con un settimo posto assoluto alla corsa. Esistono inoltre prototipi ad alte prestazioni come la Samara-EVA turbo da 300 CV e la Samara S-Proto da 350 CV, mai destinati alla produzione di serie.
Nome originario
Sputnik, sul mercato sovietico fino al 1991
La Samara nel mercato dell'usato oggi
La reputazione di affidabilità della Samara nasce soprattutto dalla meccanica, derivata e collaudata sulla precedente Zhiguli: un motore semplice, robusto e facile da riparare, con ricambi economici e reperibili. La qualità costruttiva e i materiali degli interni restano invece un punto debole rispetto alle utilitarie occidentali coeve, così come i risultati nei test di sicurezza: le versioni più recenti hanno ottenuto valutazioni molto basse nei crash test indipendenti condotti in Russia.
Sul mercato dell'usato italiano gli esemplari sopravvissuti, oggi rari, si trovano generalmente a partire da circa 2.000 euro: un valore che riflette più la scarsità e l'interesse da appassionati che le quotazioni di un'utilitaria comune.
