Scheda modello

Lada Samara

La Lada Samara è la prima compatta a trazione anteriore prodotta in Unione Sovietica, venduta dal 1984 al 2013 e sviluppata anche con il contributo tecnico di Porsche per la messa a punto del motore.

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Perché sì

  • Meccanica semplice e robusta, erede diretta dell'affidabile propulsore della Zhiguli
  • Testata motore sviluppata con la consulenza tecnica di Porsche
  • Prima trazione anteriore sovietica con sterzo a cremagliera e sospensioni McPherson, soluzioni moderne per l'epoca
  • Manutenzione e ricambi economici, punto di forza anche nel mercato dell'usato
  • Buona capacità di carico e abitabilità per una compatta della sua categoria

Da valutare

  • Qualità costruttiva e finiture dei materiali modeste rispetto alle concorrenti occidentali coeve
  • Risultati molto scarsi nei crash test condotti sulle versioni più recenti
  • Motorizzazioni poco potenti, con prestazioni e consumi non brillanti
  • Rete di assistenza e ricambi oggi ridotta al di fuori dei mercati storici dell'Est Europa

In sintesi

Segmento
Utilitaria/compatta
Carrozzeria
Hatchback 3 e 5 porte, berlina 4 porte
Anni di produzione
1984-2013
Nome originario
Sputnik, sul mercato sovietico fino al 1991
Trazione
Anteriore
Motori
Benzina 1.1-1.6 litri, da 53 a 90 CV
Vendita in Italia
1987-1999
Erede
Lada Granta

Il progetto nasce alla fine degli anni Settanta, quando AvtoVAZ decide di affiancare alla Zhiguli a trazione posteriore un'utilitaria moderna, a trazione anteriore, pensata fin dall'inizio anche per l'esportazione in Europa occidentale. Il primo prototipo è pronto a fine 1979 e la produzione in serie parte nel dicembre 1984 con il nome Sputnik per il mercato interno, mentre all'estero la vettura debutta subito come Samara. Sviluppata anche con il contributo di Porsche per la testata del motore, l'ergonomia e la sicurezza passiva, la Samara rappresenta per l'industria sovietica un salto tecnologico importante, introducendo per la prima volta su una vettura locale di serie lo sterzo a cremagliera e le sospensioni anteriori McPherson. In Italia arriva nel 1987 e resta in listino fino al 1999, mentre nei mercati dell'Est la produzione, rinnovata nella seconda serie Samara 2, prosegue fino al 2013.

Dalla Sputnik sovietica alla Samara d'esportazione

La decisione di sviluppare per AvtoVAZ una nuova utilitaria a trazione anteriore risale al 1978, con l'obiettivo dichiarato di realizzare un modello competitivo anche sui mercati dell'Europa occidentale. Il primo prototipo viene completato a fine 1979 e la vettura, disegnata studiando da vicino rivali come Renault 9, Volkswagen Golf, Ford Escort e Opel Kadett, entra in produzione nel dicembre 1984.

Sul mercato interno sovietico la vettura viene commercializzata come Sputnik fino al 1991, quando il nome Samara, già usato per l'esportazione fin dal debutto, viene esteso anche alla versione berlina venduta in patria. In Occidente compare con diverse declinazioni locali del nome, tra cui Samara Forma in Germania e Diva nel Benelux. Nel Regno Unito, dove debutta nel novembre 1987, diventa il modello Lada più venduto in assoluto nei ventitré anni di presenza del marchio sul mercato britannico.

Motori

Benzina 1.1-1.6 litri, da 53 a 90 CV

Motori e meccanica: l'eredità Zhiguli con la consulenza Porsche

La gamma motori della Samara è interamente a benzina e comprende unità di 1,1, 1,3 e 1,5 litri, cui si aggiunge in seguito un 1,6 litri da 90 CV. Le potenze vanno dai 53 CV del più piccolo 1.1 fino ai circa 77 CV del 1.5, con alimentazione inizialmente a carburatore e poi a iniezione elettronica sugli allestimenti più recenti.

  • 1.1 – 1.099 cc, circa 53 CV, destinato principalmente all'export
  • 1.3 – 1.288 cc, circa 65 CV, motorizzazione originaria
  • 1.5 – 1.499 cc, circa 72-77 CV, disponibile dal 1987
  • 1.6 – 1.568 cc, fino a 90 CV, sulle versioni più tarde

Per la messa a punto della testata cilindri, oltre che per alcuni aspetti di sicurezza passiva, maneggevolezza ed ergonomia degli interni, AvtoVAZ si avvale della consulenza tecnica di Porsche, un dettaglio insolito per un'utilitaria di produzione sovietica.

Anni di produzione

1984-2013

Le versioni speciali: dal Wankel della polizia al rally Paris-Dakar

Accanto alle versioni di serie, la Samara è protagonista di alcuni capitoli tecnici particolari. Negli anni Novanta viene realizzata una piccola serie con motore rotativo Wankel bi-rotore VAZ-415 da 1,3 litri, capace di 140 CV: un'unità che permetteva uno 0-100 km/h in circa 8 secondi e una velocità massima di 200 km/h, ma destinata quasi esclusivamente a polizia e funzionari di partito per i suoi problemi di affidabilità.

Sul fronte sportivo, la Samara T3 preparata per la Parigi-Dakar 1990 stupisce per la sua impostazione: telaio Samara, ma sistema di trazione integrale derivato dalla Porsche 959 e un motore boxer Porsche di 3,6 litri montato posteriormente. Il progetto, sviluppato con tecnici francesi, si conclude con un settimo posto assoluto alla corsa. Esistono inoltre prototipi ad alte prestazioni come la Samara-EVA turbo da 300 CV e la Samara S-Proto da 350 CV, mai destinati alla produzione di serie.

Nome originario

Sputnik, sul mercato sovietico fino al 1991

La Samara nel mercato dell'usato oggi

La reputazione di affidabilità della Samara nasce soprattutto dalla meccanica, derivata e collaudata sulla precedente Zhiguli: un motore semplice, robusto e facile da riparare, con ricambi economici e reperibili. La qualità costruttiva e i materiali degli interni restano invece un punto debole rispetto alle utilitarie occidentali coeve, così come i risultati nei test di sicurezza: le versioni più recenti hanno ottenuto valutazioni molto basse nei crash test indipendenti condotti in Russia.

Sul mercato dell'usato italiano gli esemplari sopravvissuti, oggi rari, si trovano generalmente a partire da circa 2.000 euro: un valore che riflette più la scarsità e l'interesse da appassionati che le quotazioni di un'utilitaria comune.

Le generazioni della Samara

  • Prima serie – VAZ-2108 / VAZ-2109 / VAZ-21099 (1984-1997 circa) — Versione originaria della Samara, disponibile come hatchback a 3 porte (VAZ-2108, dal 1984), a 5 porte (VAZ-2109, dal 1987) e come berlina 4 porte (VAZ-21099, dal 1990). È la generazione esportata anche in Italia tra il 1987 e il 1999, con motori 1.1, 1.3 e 1.5 litri.
  • Samara 2 – VAZ-2113 / VAZ-2114 / VAZ-2115 (1997-2013) — Restyling tecnico ed estetico della gamma, con berlina VAZ-2115 dal 1997, 5 porte VAZ-2114 dal 2001 e 3 porte VAZ-2113 dal 2004. Nel 2007 viene introdotto un motore 1,6 litri con iniezione elettronica più moderna, prima della sostituzione definitiva con la Lada Granta nel 2013.

Domande frequenti sulla Samara

Perché la Lada Samara in Unione Sovietica si chiamava Sputnik?

Il nome Samara era inizialmente riservato alle vetture destinate all'esportazione. Sul mercato interno sovietico il modello veniva invece venduto come Sputnik, nome che rimase in uso fino al 1991, quando con l'arrivo della versione berlina anche in patria si adottò definitivamente la denominazione Samara.

Che ruolo ha avuto Porsche nello sviluppo della Samara?

Porsche fu coinvolta come consulente tecnico da AvtoVAZ per lo sviluppo della testata del motore e per alcuni aspetti legati alla sicurezza passiva, alla maneggevolezza e all'ergonomia degli interni, contribuendo a rendere la Samara più moderna rispetto ai modelli Lada precedenti.

Quali motori montava la Lada Samara?

La gamma comprendeva motori a benzina di 1,1, 1,3 e 1,5 litri, con potenze comprese tra 53 e circa 77 CV, cui si aggiunse successivamente un 1,6 litri fino a 90 CV sulle versioni più recenti della seconda serie.

È vero che esisteva una Lada Samara con motore Wankel?

Sì, negli anni Novanta fu prodotta in piccola serie una Samara con motore rotativo bi-rotore VAZ-415 da 140 CV, utilizzata quasi esclusivamente da polizia e funzionari sovietici per via della sua scarsa affidabilità e dei costi di produzione elevati.

Una Lada Samara usata oggi è affidabile?

La meccanica, erede diretta di quella della Zhiguli, è generalmente semplice e robusta, ma la qualità dei materiali e delle finiture resta modesta e i livelli di sicurezza passiva, valutati con gli standard attuali, sono nettamente inferiori a quelli delle utilitarie occidentali coeve.

Fonti

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