Un progetto pionieristico nato in URSS
Quando debutta nel 1977, la Niva rompe con la tradizione dei fuoristrada dell'epoca, quasi tutti costruiti su telaio a longheroni separato dalla carrozzeria. La scelta della struttura monoscocca, insolita per un veicolo destinato a un uso intensivo su terreni difficili, permette di contenere peso e consumi senza sacrificare la rigidità. Fin dal primo anno la vettura monta un quattro cilindri di derivazione Fiat abbinato a una trazione integrale permanente con possibilità di bloccare il differenziale centrale, soluzione tecnica che all'epoca pochissime auto di serie offrivano.
- Prima vettura di massa con struttura monoscocca e trazione integrale permanente
- Debutto europeo nel 1978, con rapido successo commerciale
- Progetto firmato dall'ingegnere Pëtr Prusov
Motore
Benzina 1.7 litri, circa 80 CV
L'evoluzione della meccanica nel tempo
Nella sua lunghissima carriera la Niva ha aggiornato più volte il proprio motore, mantenendo però l'impostazione di base. Il propulsore 1.6 litri a carburatore delle origini lascia gradualmente spazio, negli anni Novanta, a versioni con carburazione elettronica e infine, tra fine anni Novanta e primi Duemila, a un 1.7 litri con iniezione, prima monopunto e poi multipunto, per adeguarsi agli standard emissivi europei. Il cambio manuale, inizialmente a quattro rapporti, diventa a cinque marce dai primi anni Novanta. Nel corso degli anni sono comparse anche varianti a passo lungo a cinque porte (VAZ-2131) e, in alcuni mercati, motorizzazioni diesel di origine Peugeot.
Anni di produzione
Dal 1977 a oggi
Vocazione fuoristradistica e prestazioni off-road
La combinazione di trazione integrale permanente, riduttore e bloccaggio del differenziale centrale rende la Niva capace di affrontare pendenze, guadi e terreni cedevoli con una facilità sorprendente per un'auto di dimensioni così contenute. Nel corso dei test di sviluppo la vettura ha dimostrato di poter superare pendenze severe e attraversare acqua e fango in profondità considerevole. Non è un caso che la Niva abbia accumulato un lungo palmarès in competizioni estreme, dalla Parigi-Dakar (con piazzamenti di vertice tra il 1981 e il 1983) fino all'impiego nelle spedizioni scientifiche in Antartide e al raggiungimento del Polo Nord nel 1998.
Dalla Lada 4x4 al ritorno del nome Niva
A metà degli anni Duemila, in seguito a un accordo di collaborazione industriale che porta alla nascita della Chevrolet Niva realizzata insieme a General Motors, AvtoVAZ è costretta a rinunciare temporaneamente al nome Niva sul proprio modello, ribattezzato Lada 4x4. Con questo nome la gamma si arricchisce di allestimenti come Urban, City e Bronto, pensati per differenziare l'uso stradale da quello più estremo. Solo tra il 2020 e il 2021, riacquisiti i diritti sul marchio, Lada può tornare a usare il nome Niva: nasce così la Niva Legend, erede diretta della vecchia gamma per il mercato interno, affiancata dalla Niva Travel, versione rivista nel frontale e negli interni ma fedele alla stessa impostazione meccanica.
Il mercato dell'usato: cosa sapere
Sul mercato dell'usato la Niva è ricercata soprattutto da chi cerca un fuoristrada vero a basso costo, capace di prestazioni off-road difficili da eguagliare per la cifra richiesta. Va però considerato che la qualità costruttiva non è sempre stata costante nel corso della produzione: sulla carrozzeria non trattata conviene controllare con attenzione punti critici come le saldature dei parafanghi e le guarnizioni del portellone, tipiche zone di innesco della ruggine. La meccanica, semplice e diffusa, resta invece generalmente facile da mantenere e riparare anche a distanza di anni.
