Un cabriolet nato lontano dalla Russia
A differenza della quasi totalità dei modelli Lada, la Natacha non viene progettata né costruita a Togliatti. L'idea parte dall'importatore belga della Lada, Scaldia-Volga, che nel 1990 commissiona al carrozziere EBS la trasformazione della Samara in un'auto scoperta. EBS, fondata dall'ex pilota olandese Ernst Berg, aveva già maturato esperienza nel settore realizzando conversioni cabriolet per altri costruttori generalisti.
- Primo prototipo realizzato nel 1990
- Debutto commerciale in Belgio nel 1991 come Lada Cabrio
- Esportazione verso Olanda e Germania dal 1992
- Arrivo in Francia nel 1993 con il nome Natacha
La produzione si chiude nel 1994, e la vettura non viene mai commercializzata in Russia, restando un episodio isolato e curioso nella storia del marchio.
Motorizzazioni
Benzina 1.1, 1.3 e 1.5 (53-77 CV)
Meccanica e motorizzazioni
Sotto la carrozzeria scoperta la Natacha conserva l'impianto meccanico della Samara di serie, con trazione anteriore e motori a benzina disponibili in tre tagli di cilindrata.
- 1.1 litri da 53 CV, la versione d'accesso alla gamma
- 1.3 litri da 65 CV
- 1.5 litri, la variante più prestazionale, capace di raggiungere 156 km/h
La trasformazione in cabriolet comporta l'eliminazione del tetto rigido e dell'arco di sicurezza centrale, scelta che regala una linea pulita ma che, secondo le prove dell'epoca, penalizza la rigidità strutturale della vettura rispetto alla Samara berlina di partenza.
Velocità massima
156 km/h (versione 1.5)
Pregi, limiti e percezione dell'epoca
Il punto di forza principale della Natacha era il prezzo: in Francia costava circa 89.400 franchi, una cifra nettamente inferiore rispetto a rivali diretti come la Renault 19 Cabriolet, proposta a circa 140.500 franchi. Questo la rendeva l'accesso più economico al piacere della guida a cielo aperto.
Di contro, la critica automobilistica dell'epoca segnalava una qualità di assemblaggio modesta, una plancia spoglia e una dotazione di serie ridotta all'osso, elementi che ne limitavano l'appeal rispetto a cabriolet più blasonati pur restando coerenti con il posizionamento economico del modello.
Anni di produzione
1991-1994
Fine produzione e mercato dell'usato oggi
La Natacha resta un capitolo breve: complessivamente furono realizzati 446 esemplari di serie, a cui si aggiungono 10 unità di preserie, per un totale di 456 vetture. La Francia fu il mercato più ricettivo con 164 unità vendute, seguita dal Belgio con 144 e dalla Germania con 106.
Oggi la Natacha è considerata un oggetto da collezionisti di curiosità automobilistiche più che un'auto d'uso quotidiano: gli esemplari in buono stato si scambiano generalmente intorno ai 3.000 euro, ma la rarità del modello rende la ricerca di ricambi e di assistenza specializzata piuttosto complicata.
