Una Samara vestita a festa in Belgio
La Carlota parte dalla base meccanica della Lada Samara, la compatta a trazione anteriore prodotta da AvtoVAZ, ma viene trasformata al di fuori della Russia. Le vetture arrivavano assemblate dal porto di Anversa e venivano poi lavorate negli stabilimenti belgi di Diegem, dove Scaldia-Volga curava allestimenti dedicati al mercato locale.
- Assemblaggio base ad Anversa
- Personalizzazione a Diegem, a cura di Scaldia-Volga
- Design firmato da Vladimir Yartsev
Motore
1.5 litri 4 cilindri, 68 CV
Motore e meccanica
Sotto la carrozzeria rivista, la Carlota manteneva l'impostazione meccanica della Samara di serie, con un quattro cilindri da 1,5 litri e 68 CV di potenza. Le prestazioni restavano contenute: lo 0-100 km/h veniva coperto in circa 14 secondi, con una velocità massima dichiarata di 153 km/h, valori coerenti con una compatta popolare dell'epoca più che con una vettura sportiva.
Velocità massima
153 km/h
Estetica ed equipaggiamento
Rispetto alla Samara standard, la Carlota si distingueva per un frontale con calandra ridisegnata, paraurti in plastica e un vistoso spoiler posteriore. Non mancava un tettuccio apribile, mentre l'abitacolo poteva essere personalizzato con rivestimenti alternativi, sedili dedicati e volante in pelle.
- Cinque disegni di cerchi in lega esclusivi, prodotti a Gand
- Scelta tra diversi impianti audio
- Una variante con quattro fari tondi in stile ispirato alle BMW dell'epoca
Periodo
Dal 1990 alla metà degli anni Novanta
Declino e nuova vita come auto da collezione
Nonostante i continui aggiornamenti estetici, il progetto Carlota non riuscì a reggere il confronto con le auto occidentali sempre più moderne e le vendite calarono progressivamente fino alla fine della produzione locale. Proprio la sua rarità e la storia particolare, nata dall'incontro tra l'industria sovietica e un piccolo importatore belga, ne hanno fatto oggi un'auto ricercata dai collezionisti, in particolare in Russia, dove ha raggiunto uno status quasi di culto.
