Un'auto Moskvič con il marchio Lada
Il caso della Aleko resta uno dei più curiosi della storia automobilistica sovietica. La vettura viene progettata e costruita interamente dalla AZLK di Mosca, storica produttrice del marchio Moskvič, e debutta nel 1986 come Moskvič-2141. Il nome Aleko, secondo la tradizione più diffusa, deriva dall'acronimo dello stabilimento moscovita che la realizza.
Quando il modello viene proposto su alcuni mercati esteri, in particolare Francia e Germania, viene commercializzato con il marchio Lada anziché Moskvič. La ragione è puramente commerciale: AvtoVAZ dispone già di una rete di importatori e concessionari consolidata in Europa occidentale grazie al successo della VAZ-2101, mentre Moskvič ne è priva. Per questi mercati vengono inoltre proposti motori diesel di provenienza Ford e Indenor/Peugeot, non presenti nella gamma originale destinata al mercato interno sovietico.
Motorizzazioni benzina
Da 1.5 a 2.0 litri
Motore, meccanica e dati tecnici
La Aleko segna una svolta tecnica rispetto ai precedenti modelli Moskvič a trazione posteriore. Adotta infatti uno schema con motore anteriore longitudinale e trazione anteriore, sospensioni McPherson all'anteriore e uno schema a bracci torcenti al retrotreno, sterzo a cremagliera e piantone dello sterzo collassabile in caso di urto.
- Motori a benzina: 1.5 litri UZAM-331.10, 1.6 litri VAZ-2106-70, 1.7 litri VAZ-21213-70 e UZAM-3317, 1.8 litri UZAM-3318, fino al 2.0 litri di derivazione Renault (F3R)
- Motori diesel per l'export: 1.8 litri Ford XLD418 e 1.9 litri Peugeot XUD9
- Cambio manuale a 5 rapporti su tutte le motorizzazioni
Le dimensioni, generose per l'epoca, la collocano nel segmento D: 4,35 metri di lunghezza, 1,69 di larghezza, passo di 2.580 mm e un peso a vuoto intorno ai 1.070-1.080 kg. Il coefficiente aerodinamico dichiarato, 0,35, era considerato un buon risultato per una vettura sovietica di quegli anni.
Motorizzazioni diesel
1.8-1.9 litri (Ford e Peugeot)
Le versioni e gli sviluppi successivi
Dopo il debutto del 1986, la gamma viene progressivamente aggiornata. Sul finire degli anni Novanta arrivano varianti più moderne, indicate con le sigle M-2141-02, -45, -00 e -22, prodotte fino al 2002. Parallelamente nasce lo Svjatogor, un restyling con muso ridisegnato pensato per prendere il posto della Aleko sul mercato interno russo, e la Yuri Dolgorukij (2141Y2), una versione a passo allungato di 20 centimetri realizzata tra il 1997 e il 2002.
Vennero inoltre sviluppati un prototipo a trazione integrale e una versione berlina a tre volumi, entrambi mai arrivati alla produzione in serie, oltre a un furgone pick-up (modello 2335) costruito dal 1992 al 2001.
Anni di produzione
1986-1997 (versioni evolute fino al 2002)
Affidabilità, difetti di gioventù e fama
Il giudizio sulla Aleko è sempre stato contrastante. Da un lato viene apprezzata per la robustezza strutturale, la facilità di riparazione con mezzi artigianali e una discreta tenuta su fondi sconnessi. Nei crash test effettuati nei primi anni Duemila su esemplari ormai datati, l'abitacolo mostrò una deformazione contenuta, un risultato ritenuto sorprendente per l'epoca di progettazione della vettura.
Dall'altro lato, la qualità di assemblaggio peggiorò sensibilmente negli anni Novanta, complice la crisi economica seguita al crollo dell'Unione Sovietica: la corrosione della carrozzeria, in particolare, divenne un problema ricorrente, capace di intaccare le lamiere già dopo pochi inverni sulle vetture prive di trattamenti anticorrosione aggiuntivi.
La Aleko oggi
Fuori dai confini dell'ex blocco sovietico la Lada Aleko è oggi un'auto praticamente introvabile sul mercato dell'usato. In Italia non ha mai avuto una diffusione ufficiale paragonabile a quella di altri modelli Lada come la Niva o la Samara, ed è conosciuta soprattutto dagli appassionati di auto dell'Est Europa e dai collezionisti di vetture sovietiche di fine secolo.
