Origini e obiettivi del progetto
Il progetto della 2106 nasce nel 1974 all'interno del centro stile di AvtoVAZ con la sigla interna "21031". L'idea di partenza è aggiornare la VAZ-2103 rendendola più economica da produrre: via le parti cromate più costose, dentro un frontale ridisegnato con calandra scura, paraurti con inserti in plastica e un impianto di illuminazione posteriore rivisto, comprensivo per la prima volta di luci di retromarcia.
Il risultato è una vettura che mantiene l'impostazione classica a tre volumi con motore anteriore e trazione posteriore, ma che risulta più semplice e rapida da assemblare in serie rispetto alla progenitrice, pur offrendo un motore più potente e coppioso.
Motorizzazioni
Benzina, da 1.3 a 1.6 litri, 64-80 CV
Motori e meccanica
Il cuore della gamma è il quattro cilindri in linea da 1.569 cm³ che, nella versione base VAZ-2106, eroga circa 80 CV a 5.400 giri, abbinato a un cambio manuale a quattro rapporti. Accanto a questa unità principale convivono nel corso degli anni diverse varianti di cilindrata: il 1.452 cm³ ripreso dalla 2103, il più economico 1.294 cm³ della versione 21063 (in produzione fino al 1994) e, dal 1990, la variante di punta 21065 con cambio a cinque marce e alimentazione a iniezione.
Negli ultimi anni di produzione, presso lo stabilimento di Iževsk, il motore adotta l'iniezione elettronica e un catalizzatore per rientrare negli standard Euro 2, un aggiornamento reso necessario dall'inasprirsi delle normative sulle emissioni.
- Motore 1.6: circa 80 CV, il più diffuso
- Motore 1.5 (ripreso dalla 2103): per alcuni mercati export
- Motore 1.3: versione economica, prodotta fino al 1994
- Versione 21065: cambio a 5 marce e iniezione, dal 1990
Velocità massima
Circa 150-157 km/h a seconda della motorizzazione
Vita commerciale e utilizzo sportivo
Grazie al prezzo contenuto e alla semplicità meccanica, la 2106 diventa in breve tempo l'auto più diffusa tra quelle prodotte da AvtoVAZ, superando ampiamente le quattro milioni di unità complessive. Sul mercato interno rimane un punto di riferimento per la mobilità di massa fino agli anni Duemila, mentre all'estero viene proposta come Lada 1600, contribuendo alla diffusione del marchio in Europa e in altri mercati emergenti.
La robustezza del blocco motore, derivato dalla stessa base della Fiat 124, la rende anche una scelta popolare nelle competizioni rally amatoriali e semi-professionali dell'Est Europa, dove versioni preparate hanno raggiunto potenze ben superiori a quelle di serie.
Esemplari prodotti
Oltre 4,3 milioni
La 2106 oggi: mercato dell'usato e collezionismo
In Italia la Lada 2106 non è mai stata un fenomeno di massa come nei paesi dell'Est, per cui oggi si trova quasi esclusivamente sul mercato dell'usato d'epoca, tra appassionati di auto sovietiche e collezionisti. La meccanica elementare, priva di elettronica, la rende una vettura semplice da mantenere e riparare in autonomia, ma va considerato che gli standard di sicurezza passiva sono molto lontani da quelli di un'auto moderna: i test crash condotti sul modello a inizio anni Duemila ne hanno certificato i limiti strutturali, coerenti però con un progetto che affonda le radici negli anni Sessanta.
