Origini: dalla Sephia alla Shuma
La Shuma non nasce come modello a sé stante, ma come nome commerciale scelto da Kia per la seconda generazione della Sephia destinata al mercato europeo. La prima Sephia, presentata nei primi anni Novanta, era stata il primo modello sviluppato interamente da Kia su una propria piattaforma, dopo anni di collaborazione tecnica con Mazda e Ford. Con la seconda serie, lanciata sul finire degli anni Novanta, il marchio coreano decide di usare denominazioni diverse a seconda dei mercati: Shuma in Europa, Spectra e Sephia in Nord America, Mentor in Australia in una fase iniziale.
In Italia la Shuma arriva nel 1998 e rappresenta uno dei modelli con cui Kia inizia a farsi conoscere dal grande pubblico, offrendo un'alternativa economica alle compatte europee e giapponesi più affermate.
Potenza
Da 88 a 114 CV
Motori e allestimenti
Sul mercato italiano la gamma Shuma viene proposta esclusivamente con motori a benzina a quattro cilindri, 16 valvole:
- 1.5 16V, circa 88 CV
- 1.6 16V, circa 101 CV
- 1.8 16V, circa 114 CV
Gli allestimenti coprono diversi livelli di equipaggiamento, dalle versioni base LS fino alle varianti Top e LS Top, più ricche di dotazioni per l'epoca. Con il restyling del 2001, indicato in alcuni cataloghi come Shuma II, cambia il frontale della vettura e la gamma motori viene aggiornata, in attesa del passaggio definitivo alla denominazione Kia Spectra.
Anni di produzione in Italia
1998-2001
Dimensioni e spazio a bordo
Con una lunghezza di circa 4,48 metri, la Shuma si colloca nel segmento delle compatte, con un'impostazione pensata per privilegiare lo spazio interno e la capacità di carico rispetto allo sportivismo. Il bagagliaio, a seconda della versione e della configurazione dei sedili posteriori, offre una capacità che va da poco più di 300 litri fino a oltre 600 litri a divano abbattuto, un valore competitivo per l'epoca e la categoria.
Kia Shuma sul mercato dell'usato
A distanza di oltre vent'anni dal debutto, la Kia Shuma è ormai un'auto di nicchia sul mercato dell'usato. La meccanica, derivata in parte da componenti Mazda, è generalmente considerata solida se sottoposta a manutenzione regolare, ma con il passare degli anni emergono più facilmente problemi legati all'impianto elettrico, all'usura di comandi e plastiche interne e, sulle versioni automatiche, al cambio. Chi valuta l'acquisto di un esemplare superstite deve mettere in conto anche la difficoltà crescente nel reperire ricambi originali, dato che il modello è fuori produzione da tempo.









