Origini: un progetto a tre firme, Ford, Mazda e Kia
La Pride nasce da una piattaforma sviluppata da Mazda e condivisa tra tre marchi diversi: Kia la costruisce in Corea con il proprio nome, Ford la vende come Festiva in Nord America e in altri mercati, Mazda la propone in patria e altrove come 121. Per Kia, ancora concentrata soprattutto sul mercato interno, questo accordo rappresenta il primo vero salto verso una produzione automobilistica moderna e verso l'esportazione su larga scala.
- Debutto in Corea del Sud nel marzo 1987
- Prima vettura Kia di segmento B a trazione anteriore prodotta in proprio
- Oltre un milione di esemplari costruiti nel primo decennio di vita
Motorizzazioni
Benzina 4 cilindri, 1.1-1.3-1.5 litri
La Pride in Italia: la prima Kia sul mercato europeo
La Pride è stata la prima Kia importata in Europa e in Italia, dove è arrivata nel 1997 in versione due volumi a 3 e 5 porte e station wagon, restando in listino per un paio di stagioni. L'accoglienza del pubblico italiano fu tiepida: lo stile squadrato, pur funzionale allo spazio interno, non conquistò gli automobilisti abituati alle linee più morbide delle utilitarie europee, e l'assetto piuttosto rigido penalizzava il comfort di marcia rispetto alle dirette concorrenti.
A giocare a favore della Pride erano invece l'affidabilità della meccanica, i consumi contenuti e i costi di gestione molto bassi, caratteristiche che di lì a poco sarebbero diventate un tratto distintivo di tutta la gamma Kia in Europa.
Potenza
Da circa 55 a 75 CV
Motori e meccanica
In Italia la Pride è stata commercializzata principalmente con il motore a benzina 1.3 da 4 cilindri, capace di erogare circa 75 CV a 5.500 giri/min, abbinato a un cambio manuale a 5 marce e a trazione anteriore. Nel resto del mondo la gamma comprendeva anche unità più piccole da 1.1 litro e, in alcuni mercati, da 1.5 litri, sempre a benzina.
- Lunghezza compresa tra circa 3,46 e 3,93 metri a seconda della carrozzeria
- Velocità massima intorno ai 150-160 km/h per la 1.3
- Bagagliaio compreso tra 190 e oltre 600 litri a sedili abbattuti nella versione hatchback
Anni di produzione
1987-2000 in Corea del Sud; 1992-2020 in Iran (Saipa)
La seconda vita: Iran, Corea e un finale a sorpresa
Se in Europa la Pride ebbe vita breve, altrove la sua storia è proseguita molto più a lungo. In Corea del Sud il nome Pride è tornato in uso tra il 2005 e il 2011 per la versione locale della Kia Rio di seconda generazione (New Pride), e ancora dal 2011 al 2017 per la variante coreana della Rio successiva.
In Iran, dal 1992, la casa automobilistica Saipa ha prodotto su licenza numerose varianti della Pride (berlina, hatchback, wagon e pick-up) con nomi locali come Saipa Saba, 111, 141, Safari e 151, arrivando a superare i sei milioni di unità complessive prima che la produzione si concludesse definitivamente nel 2020, quando il modello non riuscì più a soddisfare i nuovi requisiti iraniani sui crash test.
Nel 2024, per gli 80 anni del marchio, Kia ha inoltre presentato un esemplare unico di Pride trasformato in un restomod elettrico, a testimonianza dell'affetto che il modello conserva ancora tra gli appassionati del marchio.









