Un SUV pensato per due nomi e due destini
Il Mohave nasce con una doppia identità commerciale che ne racconta bene le ambizioni globali. In Corea del Sud il nome richiama direttamente il deserto del Mohave, a sottolineare la vocazione fuoristradistica del mezzo, mentre in Nord America e in Cina il marchio Kia sceglie Borrego, in omaggio al parco naturale californiano di Anza-Borrego.
Questa scelta di marketing, tuttavia, non basta a garantire il successo su ogni mercato: negli Stati Uniti il Borrego arriva nel momento sbagliato, con il prezzo del carburante in forte crescita, e viene ritirato dal listino a pochi mesi dal lancio. In Corea e in altri mercati, al contrario, il Mohave trova una nicchia di clienti fedeli che ne giustifica la permanenza in gamma per oltre quindici anni.
Anni di produzione
2008-2024
Le generazioni: dalla HM al restyling del 2019
La prima generazione, identificata internamente con la sigla HM, resta in produzione dal 2008 al 2019 e riceve un primo aggiornamento nel 2016, con l'introduzione di sistemi di sicurezza attiva come l'avviso di cambio corsia e di collisione imminente, fari a LED e un sistema SCR per il trattamento dei gas di scarico in linea con le normative Euro 6.
Il cambiamento più significativo arriva nel 2019, quando Kia presenta la versione profondamente rinnovata del Mohave, anticipata dal concept Masterpiece al salone di Seoul. La nuova generazione porta un abitacolo completamente ridisegnato, il display head-up, i fari full LED e sei modalità di guida selezionabili, oltre a un successivo aggiornamento dell'infotainment con schermo da 12,3 pollici e illuminazione ambientale. Meccanicamente il SUV resta fedele all'impostazione originaria, con lo stesso propulsore diesel V6 da 3.0 litri progressivamente affinato per rispettare i limiti di emissione più stringenti.
Motori e meccanica: la scelta del telaio a longheroni
A differenza della maggior parte dei SUV Kia più recenti, costruiti su piattaforme monoscocca derivate dalle berline, il Mohave conserva per tutta la sua carriera un telaio body-on-frame, la stessa filosofia costruttiva dei fuoristrada tradizionali. Questa scelta garantisce robustezza e capacità di traino elevate, a scapito di un comfort su asfalto leggermente meno raffinato rispetto ai SUV a scocca portante.
- Benzina: V6 3.8 litri Lambda II da 276 CV e V8 4.6 litri Tau da 361 CV, entrambi destinati principalmente alle prime versioni nordamericane e mediorientali
- Diesel: V6 3.0 litri CRDi, evoluto nel tempo nelle varianti S e S-II, capace di erogare fino a circa 260 CV con una coppia massima di 560 Nm
- Trasmissioni automatiche a 5, 6 oppure 8 rapporti a seconda dell'annata e del mercato
Le sospensioni abbinano schema a doppio triangolo sovrapposto all'anteriore e multilink al posteriore, con la possibilità di sospensione pneumatica a controllo elettronico sul retrotreno nelle versioni più equipaggiate, pensata per mantenere l'assetto costante anche a pieno carico.
Perché non si vede in Italia
Il Kia Mohave non è mai stato inserito nel listino ufficiale italiano né in quello degli altri mercati dell'Europa occidentale. Le ragioni sono in parte le stesse che ne hanno limitato il successo negli Stati Uniti: un posizionamento di prezzo elevato per un SUV di grande cilindrata, consumi non in linea con le normative europee più severe e una gamma Kia europea già ben coperta da modelli come Sorento e, più di recente, Sportage e Telluride sui mercati extra-UE.
Per questo motivo, chi in Italia desiderasse un esemplare del Mohave dovrebbe rivolgersi al mercato dell'importazione privata, con tutte le complicazioni burocratiche e di assistenza post-vendita che questa scelta comporta.









