Perché nacque la SP
La Jensen SP nacque da una scelta pragmatica del management, deciso a colmare rapidamente il ruolo di ammiraglia lasciato vacante dall'uscita di produzione della Jensen FF a trazione integrale.
- Chrysler disponeva di un lotto di motori V8 440 Six-Pack difficili da vendere negli Stati Uniti per le nuove norme sulle emissioni
- Jensen li acquisì a condizioni favorevoli e li installò su una versione rinforzata della base Interceptor
- Il modello debuttò al Motor Show di Londra nell'ottobre 1971, presentato senza il badge Interceptor
Motore
V8 Chrysler 7,2 litri (440 cu in) Six-Pack
Il motore Six-Pack: potenza e problemi
Il cuore della SP era il V8 Chrysler da 7,2 litri alimentato da tre carburatori doppio corpo, il celebre sistema Six-Pack, capace di erogare 385 CV e di spingere l'auto oltre i 235 km/h.
Fin dalle prime consegne emersero però difetti importanti: regime del minimo instabile, difficoltà di riavviamento a caldo e carburatori soggetti a deformazioni per il calore sotto il cofano. La clientela, spesso composta da dirigenti d'azienda senza competenze meccaniche, e una rete di distributori non sempre preparata contribuirono ad amplificare la cattiva reputazione del sistema.
Potenza
385 CV
Numeri di produzione e listino
Vennero costruiti in tutto 232 esemplari di SP, di cui 219 con guida a destra e soli 13 con guida a sinistra, questi ultimi impossibilitati a essere venduti negli Stati Uniti a causa delle normative sulle emissioni.
Al lancio la SP costava circa mille sterline in più rispetto alla Interceptor Mk III di base, posizionandosi come la proposta più esclusiva e costosa della gamma.
Velocità massima
237 km/h
Il tentativo di rimedio e l'eredità della SP
Nel 1973 Jensen incaricò l'ingegnere Dudley Gershon, proveniente da Aston Martin, di risolvere i problemi cronici del Six-Pack. La soluzione individuata fu la sostituzione dell'intero apparato di carburazione con un singolo carburatore Carter Thermoquad, intervento applicato su una parte consistente delle vetture in circolazione.
Oggi la Jensen SP è diventata un oggetto da collezione ricercato proprio per la sua rarità e per la particolarità del propulsore, al punto che molti proprietari cercano di recuperare o ripristinare l'originale sistema Six-Pack al posto del Thermoquad di compromesso montato in officina negli anni Settanta.