Un progetto nato dal nulla
A differenza di gran parte della produzione storica Jensen, la S-V8 non deriva da nessuna vettura precedente del marchio: è un progetto disegnato da zero, pensato per rilanciare il nome Jensen con un'auto moderna e non con un semplice omaggio al passato.
- Presentata come concept al Salone di Londra del 1998
- Sviluppo guidato da Hugh Wainwright, già titolare del marchio residuo Jensen
- Nessuna parentela tecnica diretta con i modelli Jensen degli anni Sessanta e Settanta
Motore
V8 Ford Modular 4,6 litri
Motore e meccanica
Sotto il cofano trovava posto un V8 Ford Modular da 4,6 litri, con distribuzione bialbero e 32 valvole, capace di erogare 325 cavalli. La potenza veniva scaricata a terra sull'asse posteriore tramite un cambio manuale a cinque rapporti, secondo un'impostazione classica da granturismo britannica leggera.
Le prestazioni dichiarate parlavano di una velocità massima attorno alle 160 miglia orarie e di uno scatto da 0 a 60 miglia orarie in meno di cinque secondi, valori di assoluto rilievo per una vettura di piccola serie dei primi anni Duemila.
Anni di produzione
2001-2002
La produzione e il fallimento
Per costruire la S-V8 fu realizzato un nuovo stabilimento a Speke, nel Merseyside, con un investimento complessivo di circa dieci milioni di sterline che coinvolse anche il sostegno di enti pubblici locali e governativi. La produzione vera e propria iniziò nell'agosto 2001, ma le difficoltà nel portare la vettura a standard industriali adeguati si accumularono rapidamente.
Nel giro di un anno la società fu posta in amministrazione controllata: solo venti esemplari risultano usciti completi dalla fabbrica, mentre altri diciotto restarono a vari livelli di completamento. Il marchio e le vetture incompiute passarono nel 2003 alla società SV Automotive, che portò a termine un numero limitato di unità.
Perché oggi è un'auto da collezionisti
La combinazione tra numeri di produzione ridottissimi, storia travagliata e appartenenza a un marchio britannico storico rende la S-V8 un oggetto di interesse quasi esclusivamente per appassionati e collezionisti, più che un'auto pensata per l'uso quotidiano.
Chi si avvicina a un esemplare deve mettere in conto la difficoltà nel reperire assistenza specializzata e ricambi, conseguenza diretta della brevissima vita commerciale del progetto.