La rinascita dell'Interceptor: nasce la Mk IV
Quando la Jensen Motors originale chiuse nel 1976, dalla sua liquidazione sopravvissero due strutture minori: la Jensen Special Products e la Jensen Parts & Service, quest'ultima incaricata di gestire ricambi e assistenza per le vetture già vendute. Nel 1982 Ian Orford rilevò questa realtà e, potendo contare sugli stampi e sugli attrezzi di produzione ancora conservati, decise di rimettere in piedi una linea artigianale per costruire una nuova Interceptor.
Nacque così la Mk IV, presentata come erede diretta della Mk III: stessa impostazione generale e stesso passo, ma con un cuore meccanico rinnovato. La produzione restò sempre di nicchia, affidata a un piccolo team di artigiani nello stabilimento britannico, lontanissima dai volumi industriali delle origini.
Motore
V8 Chrysler LA 5.900 cc
Motore e meccanica: il V8 Chrysler aggiornato
Sotto il cofano la Mk IV abbandonò i grandi propulsori della tradizione Interceptor a favore del più moderno V8 Chrysler della serie LA, da 5,9 litri (360 pollici cubi), con una potenza dichiarata di circa 250 CV.
- Alimentazione a carburatore quadricorpo di serie
- Iniezione multipoint disponibile come opzione a listino
- Trazione posteriore e cambio automatico, in continuità con la tradizione del modello
La scelta di un'unità più contenuta rispetto ai leggendari propulsori delle prime serie rispondeva anche all'esigenza di contenere consumi ed emissioni, temi già sentiti dai costruttori di gran turismo alla fine degli anni Ottanta.
Potenza
Circa 250 CV
Design e abitacolo: fedele all'originale del 1966
Esteriormente la Mk IV riprendeva quasi senza modifiche la linea disegnata da Carrozzeria Touring per la Interceptor del 1966, conservando lo stesso passo di 2.667 mm. Erano ancora disponibili la versione coupé con il grande lunotto posteriore, la variante scoperta e una carrozzeria hardtop.
All'interno, gli artigiani di Jensen Cars introdussero alcuni aggiornamenti: nuovi sedili anteriori di taglio più sportivo, una plancia rivista e componenti elettronici più moderni, per avvicinare l'abitacolo agli standard dell'epoca senza stravolgere il carattere gran turismo della vettura.
Anni di produzione
1983-1993 (in due fasi)
Una storia produttiva instabile
La vicenda della Mk IV fu segnata dalla stessa instabilità finanziaria che aveva già colpito Jensen negli anni Settanta. Dopo i primi esemplari costruiti sotto la guida di Ian Orford, la proprietà passò a Unicorn Holdings, che tentò di rilanciare ulteriormente il progetto arrivando a ipotizzare una successiva Mk V.
Il nuovo modello non arrivò però mai in produzione: il mercato in recessione dei primi anni Novanta si rivelò troppo difficile da sostenere per una realtà produttiva così piccola, e Jensen chiuse nuovamente tra il 1992 e il 1993.
Il fascino da collezione
La combinazione tra rarità estrema e legame diretto con l'iconica Interceptor degli anni Sessanta e Settanta rende oggi la Mk IV un oggetto di interesse per i collezionisti più attenti alla storia discontinua del marchio britannico.
- Numeri di produzione ridottissimi, stimati in poche decine di unità complessive
- Meccanica derivata da componenti Chrysler diffusi, quindi relativamente più semplice da mantenere rispetto ai propulsori delle prime serie
- Un capitolo particolare nella storia di Jensen, apprezzato da chi cerca un'Interceptor con una vicenda produttiva fuori dal comune