La terza vita della Interceptor
Quando debutta nel 1971, la Mk III eredita la linea disegnata dalla Carrozzeria Touring di Milano, già vista sulle prime due serie della Interceptor, ma la aggiorna con una nuova calandra, gruppi ottici rivisti e paraurti ridisegnati. All'interno arrivano un volante di sicurezza a due razze e una plancia dove il legno guadagna spazio rispetto alle versioni precedenti, mentre cerchi in lega GKN e climatizzatore diventano equipaggiamento di serie.
È anche la serie in cui si nota il primo calo nella qualità costruttiva rispetto ai modelli del 1966-1969: gli specialisti segnalano una scocca più delicata e pannelli di ricambio via via più complessi da reperire e riparare, un aspetto che ancora oggi condiziona il mercato dell'usato.
Motore
V8 Chrysler 7,2 litri (440 cu in)
Il V8 Chrysler da 7,2 litri e la variante SP
La novità meccanica più rilevante della Mk III è l'adozione del V8 Chrysler 440 da 7,2 litri al posto del precedente 6,3 litri, abbinato a un cambio automatico Torqueflite a 3 rapporti oppure, a richiesta, a una trasmissione manuale. Nella configurazione standard il motore eroga circa 305 CV SAE net, sufficienti per una velocità massima dichiarata di 217 km/h.
Nel solo 1971 Jensen propone anche la variante SP, dal soprannome Six-Pack per via dei tre carburatori doppi che ne aumentano la potenza fino a oltre 330 CV: è l'auto più potente mai realizzata dalla casa di West Bromwich, ma la crisi petrolifera del 1973 ne decreta la rapida uscita di scena.
Potenza
Da circa 305 CV SAE net a oltre 330 CV nella rara versione SP
Dalla berlina al cabriolet: le carrozzerie della Mk III
- Berlina 2+2: la configurazione principale, con portellone posteriore in vetro e linea a due volumi
- Convertible: introdotta nel 1974, con appena 456 esemplari costruiti fino al 1976
- Coupé: la variante più rara, realizzata solo tra il 1975 e il 1976 in 46 unità
Su un totale di 4.255 Mk III prodotte, la stragrande maggioranza resta quindi la berlina liftback, mentre cabriolet e coupé sono oggi ambitissime dai collezionisti proprio per la loro scarsità.
Velocità massima
217 km/h
Affidabilità e mercato dell'usato
Il V8 Chrysler è un motore robusto, poco stressato e facile da mantenere, con ricambi meccanici generalmente più accessibili rispetto a una gran turismo italiana coeva. I punti deboli riguardano piuttosto il contorno: il calore sprigionato dal vano motore infragilisce nel tempo i cablaggi, mentre servosterzo e servofreno possono perdere colpi se non revisionati con regolarità.
Il vero nemico resta però la ruggine, che aggredisce passaruota, minigonne e longheroni, specie sugli esemplari Mk III meno curati nel corso degli anni. Sul mercato dell'usato britannico le berline in buono stato si trovano generalmente tra 15.000 e 30.000 sterline, con cabriolet e coupé che possono arrivare a valere anche il doppio in base allo stato di conservazione.