Il cuore V8 e le prestazioni
La caratteristica che ha reso celebre la C-V8 fin dal debutto è il propulsore: un V8 di derivazione Chrysler, in perfetto stile Jensen, che rifiutava i piccoli sei cilindri britannici in favore della cubatura e della coppia tipiche dei motori americani.
- Sulla Mk II la cilindrata sale a 6,3 litri, per una potenza dichiarata di circa 330 CV
- L'abbinamento più diffuso era con il cambio automatico Torqueflite a tre rapporti
- Le prestazioni, con una velocità massima intorno ai 219 km/h, erano paragonabili a quelle di gran turismo europee ben più costose
Un motore così generoso rendeva la C-V8 Mk II una vettura capace di percorrenze autostradali rilassate e allunghi decisi, pur mantenendo un'impostazione da granturismo più che da sportiva pura.
Motore
V8 Chrysler 6,3 litri (383 cu in)
Carrozzeria in vetroresina e telaio
Come la 541 che l'aveva preceduta, anche la C-V8 utilizzava una scocca in vetroresina, con le sole portiere realizzate in alluminio. Questa scelta, insolita per una vettura britannica dell'epoca, aveva il vantaggio di non arrugginire e di contenere i costi degli stampi rispetto alla lavorazione dell'acciaio.
La struttura portante era però affidata a un telaio tubolare a doppia trave, con i longheroni spostati verso l'interno della carrozzeria rispetto alla soluzione più tradizionale: una scelta che ha contribuito a una discreta percentuale di sopravvivenza degli esemplari fino ai giorni nostri.
Sul fronte dinamico, la Mk II introdusse ammortizzatori posteriori regolabili elettricamente Armstrong Selectaride, mentre l'impianto frenante contava su dischi su tutte e quattro le ruote, soluzione ancora poco diffusa a metà degli anni Sessanta.
Potenza
330 CV a 4.600 giri/min
Guida all'acquisto: cosa sapere prima di comprarla
Chi si avvicina oggi a una C-V8 Mk II deve tenere presente che, nonostante la vetroresina non arrugginisca, la vettura nasconde comunque componenti in acciaio soggette a corrosione: il pianale, le soglie sotto i pannelli in fibra e la parte anteriore del vano motore vanno ispezionati con cura, alla ricerca di crepe, stuccature o riparazioni poco professionali sulla carrozzeria.
Il robusto V8 Chrysler regge generalmente bene il tempo, ma le revisioni possono essere onerose: vanno controllati eventuali fumi di scarico, rumori sospetti dal basamento e dalle testate, tendenza al surriscaldamento e perdite dal termostato o dai collettori di scarico. Il cambio automatico Torqueflite dovrebbe innestare le marce senza scossoni evidenti.
Trattandosi di una vettura prodotta in poche centinaia di esemplari complessivi, la disponibilità di ricambi originali è limitata e la verifica della corrispondenza dei numeri di telaio con la documentazione storica è fortemente consigliata prima dell'acquisto.