Scheda modello

Jensen Interceptor

Gran turismo britannica prodotta da Jensen Motors tra il 1966 e il 1976, nota per la carrozzeria disegnata da Carrozzeria Touring e per il possente V8 Chrysler sotto il cofano.

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Perché sì

  • Design elegante e senza tempo firmato Carrozzeria Touring
  • V8 Chrysler potente e dal sound inconfondibile, prestazioni da vera GT
  • Meccanica relativamente semplice, più abbordabile in manutenzione rispetto a rivali come Aston Martin
  • Variante FF pionieristica, con trazione integrale e ABS di serie in anticipo sui tempi
  • Interni curati e rifiniti artigianalmente

Da valutare

  • Consumi elevati tipici di un grande V8 americano
  • Scocca in acciaio soggetta a ruggine diffusa, specialmente nei primi centimetri della struttura
  • Sospensioni posteriori e impianto elettrico da controllare con attenzione sull'usato
  • Rete di assistenza e ricambi limitata dopo la chiusura della casa madre nel 1976

In sintesi

Segmento
Gran turismo di lusso
Carrozzeria
Coupé 3 porte hatchback, con varianti convertibile e coupé
Anni di produzione
1966-1976 (con una piccola serie Series 4 successiva)
Casa costruttrice
Jensen Motors, West Bromwich, Regno Unito
Design carrozzeria
Carrozzeria Touring (Italia)
Motore
V8 Chrysler, da 6,3 litri a 7,2 litri
Trasmissione
Manuale a 4 marce o automatica TorqueFlite a 3 rapporti
Esemplari prodotti
6.408 unità tra il 1966 e il 1976
Peso
Circa 1.588 kg
Passo
2.675 mm

Presentata al Salone di Londra nel 1966, la Interceptor segna una svolta per Jensen: abbandona la vetroresina tipica dei modelli precedenti per una scocca in acciaio disegnata dalla Carrozzeria Touring di Torino, con le prime carrozzerie realizzate in Italia da Vignale prima che la produzione passasse interamente allo stabilimento di West Bromwich. Il progetto abbina l'eleganza italiana alla potenza di un V8 Chrysler di origine americana, dando vita a una vera e propria gran turismo capace di competere con le rivali continentali. Nel corso di un decennio di produzione la gamma si arricchisce di varianti tecniche e stilistiche, fino a quando la crisi petrolifera degli anni Settanta e le difficoltà finanziarie del gruppo portano Jensen Motors alla chiusura nel 1976.

Un'italiana vestita da inglese: il design Touring

La Interceptor rompe con la tradizione Jensen affidando il disegno della carrozzeria alla Carrozzeria Touring, storica casa torinese, mentre le prime scocche vengono realizzate in Italia da Vignale prima del trasferimento della produzione a West Bromwich.

  • Scocca in acciaio, al posto della vetroresina usata sui modelli precedenti
  • Ampio lunotto posteriore avvolgente che funge da portellone, soluzione distintiva del modello
  • Linee eleganti che uniscono proporzioni da coupé continentale a un abitacolo 2+2 pensato per il gran viaggio

Motore

V8 Chrysler, da 6,3 litri a 7,2 litri

Il cuore V8 americano: motori e prestazioni

Sotto il cofano trova posto un V8 Chrysler, scelta che garantisce alla Interceptor coppia abbondante e prestazioni da vera gran turismo.

  • Dal 1966 al 1971 monta un'unità da 6,3 litri (383 cu in)
  • Dal 1971 la cilindrata cresce a 7,2 litri (440 cu in)
  • La variante SP, con alimentazione a sei carburatori, è la Jensen di serie più potente mai realizzata e raggiunge una velocità massima di 237 km/h
  • Trasmissione manuale a 4 marce sui primi esemplari, poi sostituita quasi ovunque dall'automatica TorqueFlite a 3 rapporti

Anni di produzione

1966-1976 (con una piccola serie Series 4 successiva)

Jensen FF: la rivoluzione a quattro ruote motrici

Accanto alla Interceptor a trazione posteriore, Jensen propone la FF (Ferguson Formula), tra le prime vetture di serie al mondo dotate di trazione integrale permanente e di un sistema antibloccaggio ABS, soluzioni che anticipano di oltre un decennio le tecnologie poi diffuse da altri costruttori.

Esemplari prodotti

6.408 unità tra il 1966 e il 1976

Dal declino alla rinascita

La crisi petrolifera degli anni Settanta, unita alle difficoltà del progetto Jensen-Healey, mette in ginocchio i conti dell'azienda: nel 1975 Jensen Motors entra in una fase critica e nel 1976 viene posta in amministrazione controllata, ponendo fine alla produzione della Interceptor dopo oltre seimila esemplari costruiti. Il nome tornerà in tempi più recenti grazie a iniziative di rilancio del marchio, mantenendo vivo l'interesse degli appassionati per la gran turismo inglese.

Comprare una Interceptor oggi: cosa sapere

Sul mercato dell'usato la Interceptor è considerata una classica accessibile rispetto ad altre esotiche coeve, grazie a una meccanica tutto sommato semplice.

  • Controllare con attenzione la scocca in acciaio, punto debole per la ruggine
  • Verificare lo stato del radiatore e del sistema di raffreddamento, spesso soggetto a surriscaldamento
  • Esaminare le sospensioni posteriori, che possono cedere con l'usura
  • Le versioni Convertible e FF, più rare, raggiungono le quotazioni più elevate tra gli esemplari restaurati

Le generazioni della Interceptor

10anni di storia

1966—19693 anni

Mark I

Versione di lancio con motore V8 da 6,3 litri, carrozzeria disegnata da Carrozzeria Touring e primi esemplari realizzati da Vignale in Italia.

1969—19712 anni

Mark II

Restyling frontale con modifiche a fari, griglia e paraurti, oltre ad adattamenti per il mercato statunitense.

1971—19765 anni

Mark III

Motore maggiorato a 7,2 litri, cerchi in lega GKN e climatizzatore di serie; introduce le varianti SP, Convertible e Coupé.

Domande frequenti sulla Interceptor

Quanti esemplari di Jensen Interceptor sono stati prodotti?

Tra il 1966 e il 1976 ne sono stati costruiti 6.408, considerando tutte le serie Mark I, II e III oltre alle varianti Convertible e Coupé.

Che motore monta la Jensen Interceptor?

Un V8 di origine Chrysler, inizialmente da 6,3 litri e successivamente maggiorato a 7,2 litri, abbinato a cambio manuale o automatico TorqueFlite.

Cos'è la Jensen FF?

È la variante a trazione integrale della Interceptor, tra le prime vetture di serie al mondo con trazione integrale permanente e impianto ABS.

La Jensen Interceptor è affidabile?

I primi esemplari soffrivano di alcuni limiti costruttivi, ma la meccanica V8 relativamente semplice la rende oggi una classica gestibile, a patto di controllare scocca, raffreddamento e sospensioni.

Perché la produzione della Interceptor si è fermata nel 1976?

La crisi petrolifera degli anni Settanta e le difficoltà finanziarie legate anche al progetto Jensen-Healey portarono Jensen Motors all'amministrazione controllata nel 1976.

Fonti

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