Scheda modello

Jensen Healey Mk.1

La Jensen Healey Mk.1 è la prima serie della roadster due posti nata nel 1972 dalla collaborazione tra Donald Healey e Jensen Motors, spinta dall'avanzato motore bialbero Lotus 907.

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Perché sì

  • Motore Lotus 907 bialbore a 16 valvole, soluzione tecnica avanzata per l'epoca
  • Prestazioni brillanti per una due posti scoperta dei primi anni Settanta
  • Successo sportivo immediato, con il titolo SCCA D Production conquistato nel 1973
  • Rarità della prima serie e crescente interesse del collezionismo britannico
  • Ricambistica ancora reperibile grazie ai circa 10.000 esemplari complessivi del modello

Da valutare

  • Motore Lotus soggetto, sui primi esemplari, a perdite d'olio e cali di pressione
  • Cambio manuale a quattro marce di origine Chrysler poco preciso e incline a saltare fuori innesto
  • Spiccata tendenza alla ruggine su pedane, bagagliaio e passaruota
  • Capote e finiture di carrozzeria non sempre a tenuta stagna sui primi esemplari

In sintesi

Segmento
Sportiva roadster
Carrozzeria
Spider due posti
Anni di produzione (Mk.1)
1972-1973
Motore
4 cilindri Lotus 907, 1.973 cm³, doppio albero a camme, 16 valvole
Potenza
Circa 144 CV
Cambio
Manuale a 4 marce (Chrysler)
Accelerazione 0-96 km/h
Circa 7,8 secondi
Velocità massima
192 km/h
Esemplari prodotti (Mk.1)
Circa 3.350
Passo
233,7 cm

Il progetto che porta al Jensen-Healey nasce alla fine degli anni Sessanta, quando Donald Healey cerca un'erede per la grande Austin-Healey 3000 appena uscita di produzione. L'incontro con Jensen Motors, già artefice delle carrozzerie Healey, e l'ingresso nell'operazione di Kjell Qvale, principale concessionario Austin-Healey negli Stati Uniti e in seguito azionista di rilievo della casa di West Bromwich, danno forma a una roadster pensata soprattutto per il mercato statunitense. Il debutto avviene al Salone di Ginevra del marzo 1972: nasce così la Mk.1, prima serie di un modello dal cuore tecnicamente audace ma con qualche affanno di gioventù.

Sviluppo e debutto di un progetto anglo-americano

Il progetto Jensen-Healey nasce come joint venture fra Donald Healey, il figlio Geoffrey e i vertici di Jensen Motors, con il sostegno determinante di Kjell Qvale, principale concessionario Austin-Healey negli Stati Uniti e in seguito primo azionista della casa inglese. L'obiettivo è chiaro: sostituire la Austin-Healey 3000, uscita di produzione, con una due posti scoperta capace di conquistare soprattutto il pubblico americano.

Lo stile iniziale porta la firma di Hugo Poole, poi rivisto da William Towns per adattare la linea al profilo basso del nuovo motore e ai paraurti richiesti dalle normative di sicurezza statunitensi. La struttura della scocca, curata da Barry Bilbie, adotta pannelli imbullonati pensati per contenere i costi di riparazione e i premi assicurativi. La vettura debutta al Salone di Ginevra nel marzo 1972.

Potenza

Circa 144 CV

Il motore Lotus 907: cuore bialbero della Mk.1

Il tratto distintivo della Mk.1 è il quattro cilindri Lotus 907 da 1.973 cm³, dotato di doppio albero a camme in testa e sedici valvole: una soluzione tecnica avanzata per l'epoca, tra le prime ad arrivare in produzione di serie su un'automobile stradale. La potenza dichiarata si attesta intorno ai 144 CV, sufficiente a spingere la roadster inglese da 0 a 96 km/h in circa 7,8 secondi e fino a una velocità massima di 192 km/h.

Il cambio abbinato al motore sulla Mk.1 è un manuale a quattro rapporti di origine Chrysler, lo stesso impiegato sulla Sunbeam Rapier. Solo con la successiva Mk.2 arriverà il più apprezzato cambio Getrag a cinque marce.

Velocità massima

192 km/h

Difetti di gioventù e affidabilità

La fretta con cui la Jensen-Healey viene messa in produzione si paga a caro prezzo sui primi esemplari. Il motore Lotus, acquistato da Jensen senza garanzia del fornitore, manifesta perdite d'olio, cali di pressione e problemi alla pompa dell'acqua, mentre la cinghia di distribuzione richiede controlli frequenti. Anche capote e finiture di carrozzeria non sono sempre a tenuta, e il cambio Chrysler a quattro marce tende a saltare fuori innesto.

  • Perdite d'olio e bassa pressione sul motore Lotus 907
  • Cinghia di distribuzione da controllare con regolarità
  • Cambio a quattro marce Chrysler poco preciso
  • Ruggine su pedane, bagagliaio e passaruota, il vero nemico delle Jensen-Healey giunte fino a oggi

Le difficoltà tecniche, unite alla crisi petrolifera del 1973 e a un mercato meno ricettivo del previsto, incidono pesantemente sui conti di Jensen Motors, che nel giro di pochi anni porteranno l'azienda alla chiusura, avvenuta nel 1976.

Anni di produzione (Mk.1)

1972-1973

Un'auto rara tra i collezionisti

Nonostante i problemi iniziali, la Mk.1 ha conquistato un posto nella storia dello sport britannico: nel suo primo anno di gare, il 1973, la Jensen-Healey si è aggiudicata il titolo SCCA nella classe D Production, risultato raro per una vettura al debutto assoluto.

Gli esemplari della prima serie, costruiti tra il 1972 e il 1973, sono relativamente pochi, circa 3.350 su un totale complessivo di oltre 10.000 Jensen-Healey realizzate fino al 1976 tra Mk.1, Mk.2 e la variante coupé Jensen GT. Questa rarità, unita al fascino del motore bialbero Lotus, ne ha fatto negli ultimi anni un'auto sempre più ricercata dal collezionismo britannico.

Le generazioni della Healey Mk.1

  • Jensen-Healey Mk.1 (1972-1973) — Prima serie del modello, riconoscibile dalla cornice squadrata dei fari anteriori e da un abitacolo essenziale, privo delle finiture in legno introdotte più avanti. Monta il motore Lotus 907 abbinato al cambio manuale a quattro marce di origine Chrysler ed è la versione in cui si concentrano i difetti di gioventù del modello, in gran parte risolti con l'arrivo della successiva Mk.2.

Domande frequenti sulla Healey Mk.1

Che motore ha la Jensen Healey Mk.1?

Monta il quattro cilindri Lotus 907 da 1.973 cm³ con doppio albero a camme in testa e sedici valvole, per una potenza dichiarata di circa 144 CV.

Quanti esemplari di Jensen Healey Mk.1 sono stati costruiti?

La prima serie, prodotta tra il 1972 e il 1973, conta circa 3.350 esemplari, una piccola parte dei circa 10.000 Jensen-Healey realizzati complessivamente fino al 1976.

Come si riconosce una Mk.1 rispetto alle serie successive?

La Mk.1 ha una cornice squadrata attorno ai fari anteriori, interni semplici privi di inserti in legno e il cambio manuale a quattro marce di origine Chrysler, sostituito dal Getrag a cinque marce sulla Mk.2.

Quali sono i problemi più comuni della Jensen Healey Mk.1?

I primi esemplari soffrono di perdite d'olio e cali di pressione sul motore Lotus, problemi alla pompa dell'acqua, cambio poco preciso e una spiccata tendenza alla ruggine su pedane, bagagliaio e passaruota.

Perché la Jensen Healey nasce dalla collaborazione con gli Stati Uniti?

Il progetto è sostenuto da Kjell Qvale, principale concessionario Austin-Healey negli Stati Uniti e in seguito azionista di rilievo di Jensen Motors, interessato a un'erede della Austin-Healey 3000 per il mercato americano.

Fonti

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