Scheda modello

Jensen GT

Il Jensen GT è una compatta gran turismo a due porte con carrozzeria shooting brake, prodotta dalla casa britannica tra il 1975 e il 1976. Derivata dalla Jensen-Healey, univa il motore Lotus ad alte prestazioni a un vano di carico pratico, ma la sua vita commerciale fu brevissima.

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Perché sì

  • Motore Lotus 907 bialbero a 16 valvole, una soluzione tecnica molto avanzata per la metà degli anni Settanta
  • Carrozzeria shooting brake con portellone posteriore, pratica e insolita nel panorama delle GT dell'epoca
  • Allestimento interno curato, con plancia in radica di noce e possibilità di rivestimenti in pelle
  • Rarità e carattere distintivo che oggi la rendono un'auto da collezione molto ricercata dagli appassionati

Da valutare

  • Motore Lotus delicato e bisognoso di manutenzione frequente e attenta
  • Prezzo di listino superiore rispetto a rivali di produzione più ampia dello stesso periodo
  • Divano posteriore molto ridotto, di fatto utilizzabile solo per bagagli o passeggeri occasionali
  • Arrivo sul mercato americano quando la moda delle shooting brake era già in fase calante
  • Produzione interrotta bruscamente dal fallimento di Jensen Motors, con conseguente scarsità di ricambi e assistenza specializzata ancora oggi

In sintesi

Segmento
Gran turismo compatta / shooting brake
Carrozzeria
2 porte, configurazione 2+2 con portellone
Anni di produzione
1975-1976
Esemplari prodotti
511
Motore
Lotus 907, 4 cilindri in linea, DOHC 16 valvole, 1973 cc
Potenza massima
140 CV
Cambio
Manuale Getrag a 5 marce
Velocità massima
185 km/h
Peso
1105 kg
Prezzo di lancio (USA)
9.975 dollari

Il Jensen GT nacque nella seconda metà degli anni Settanta come risposta di Jensen Motors, allora guidata da Kjell Qvale, alla crisi petrolifera che aveva colpito duramente le vendite della grande e assetata Interceptor V8. L'idea era offrire un'alternativa più accessibile e versatile, capace di attrarre una clientela diversa rispetto alla clientela abituale del marchio. Il nuovo modello venne ricavato dalla base meccanica della coupé Jensen-Healey, trasformata in una elegante shooting brake con portellone posteriore e configurazione dei sedili 2+2. Lo sviluppo fu però frettoloso e assorbì risorse ingenti in un momento in cui le finanze aziendali erano già in forte affanno, contribuendo ad accelerare la crisi che di lì a poco avrebbe travolto lo stabilimento di West Bromwich.

Una risposta alla crisi energetica

Quando lo shock petrolifero dei primi anni Settanta mise in ginocchio le vendite della grande Interceptor V8, Jensen Motors cercò rapidamente un modello capace di intercettare una domanda diversa, orientata verso consumi più contenuti e un uso quotidiano più versatile. Il progetto venne sviluppato in tempi molto stretti, partendo dalla base tecnica della Jensen-Healey, la roadster della casa equipaggiata con il moderno motore Lotus.

La fretta con cui il modello fu portato in produzione, unita ai costi di sviluppo non previsti, pesò ulteriormente su un bilancio aziendale già fragile, tanto che il lancio del GT è considerato da molti storici dell'auto uno degli ultimi, sfortunati tentativi di rilancio prima della chiusura dello stabilimento.

Motore

Lotus 907, 4 cilindri in linea, DOHC 16 valvole, 1973 cc

Design: una shooting brake dal cuore sportivo

Il Jensen GT si distingueva per la carrozzeria a due volumi con portellone posteriore, una soluzione shooting brake che riprendeva le linee della coupé Jensen-Healey mantenendone persino il caratteristico rigonfiamento sopra il passaruota posteriore, un dettaglio che secondo gli appassionati contribuiva al fascino un po' eccentrico dell'auto.

All'interno, la vettura offriva una finitura curata secondo la tradizione britannica, con plancia in radica di noce, alzacristalli elettrici e, per il mercato statunitense, climatizzatore di serie; erano inoltre disponibili rivestimenti in pelle Connolly su richiesta. I sedili posteriori, tuttavia, restavano di dimensioni molto contenute, pensati più per bagagli o passeggeri occasionali che per un utilizzo regolare.

Potenza massima

140 CV

Meccanica: il motore Lotus 907

Il cuore del Jensen GT era il quattro cilindri Lotus 907, un'unità bialbero a 16 valvole interamente in alluminio da 1973 cc, capace di erogare 140 CV. Si trattava di un propulsore tecnicamente all'avanguardia per l'epoca, tra i primi motori bialbero a quattro valvole per cilindro prodotti in serie su larga scala.

La potenza veniva scaricata a terra tramite un cambio manuale Getrag a 5 rapporti e un ponte posteriore rigido di derivazione Vauxhall. Le prestazioni, leggermente inferiori rispetto alla Jensen-Healey roadster a causa del peso maggiore e dei dispositivi anti-inquinamento aggiuntivi richiesti dal mercato americano, si attestavano comunque su livelli interessanti per la categoria, con uno scatto da 0 a 96 km/h coperto in circa 8 secondi e una velocità massima di 185 km/h.

Velocità massima

185 km/h

Una produzione brevissima e un'eredità da collezionisti

  • La produzione del Jensen GT durò appena da settembre 1975 a maggio 1976
  • Furono realizzati complessivamente 511 esemplari, di cui circa 260 con guida a sinistra destinati al mercato statunitense
  • La chiusura anticipata fu determinata dall'amministrazione controllata in cui Jensen Motors entrò nella primavera del 1976
  • Il prezzo di listino, superiore di alcune migliaia di dollari rispetto a rivali come la Chevrolet Corvette, la Porsche 914 e la Datsun 260Z, non aiutò la vettura a trovare un pubblico ampio

Proprio a causa dei numeri così ridotti, oggi il Jensen GT è considerato una rarità assoluta tra le vetture britanniche degli anni Settanta, apprezzata dai collezionisti per la sua storia particolare e per essere, di fatto, l'ultima vettura interamente sviluppata da Jensen Motors prima della crisi definitiva del marchio.

Le generazioni della GT

  • Jensen GT (1975-1976) — Unica serie prodotta, derivata dalla coupé Jensen-Healey e trasformata in shooting brake con portellone posteriore. Motore Lotus 907 da 1973 cc e 140 CV, cambio manuale Getrag a 5 marce. Uscita di produzione con il fallimento di Jensen Motors nel 1976.

Domande frequenti sulla GT

Cos'è il Jensen GT?

È una gran turismo compatta con carrozzeria shooting brake, prodotta da Jensen Motors nel 1975 e nel 1976 come variante pratica, dotata di portellone posteriore, della roadster Jensen-Healey.

Quanti esemplari di Jensen GT sono stati costruiti?

In totale furono realizzati 511 esemplari, di cui circa 260 destinati al mercato statunitense con guida a sinistra, prima che la produzione si interrompesse per il fallimento dell'azienda.

Che motore montava il Jensen GT?

Utilizzava il quattro cilindri Lotus 907 da 1973 cc, con distribuzione bialbero a 16 valvole e una potenza di 140 CV, abbinato a un cambio manuale Getrag a 5 marce.

Perché la produzione del Jensen GT è durata così poco?

Il modello arrivò sul mercato in un momento di grave difficoltà finanziaria per Jensen Motors, aggravata dalla crisi petrolifera che aveva colpito le vendite della Interceptor V8. Lo sviluppo affrettato del GT contribuì a pesare ulteriormente sui conti aziendali, e la casa entrò in amministrazione controllata nella primavera del 1976, appena otto mesi dopo l'inizio della produzione.

Il Jensen GT è imparentato con la Jensen-Healey?

Sì, condivideva gran parte della meccanica e dell'impostazione stilistica con la coupé Jensen-Healey, di cui rappresentava una versione shooting brake con portellone e configurazione dei sedili 2+2.

Fonti

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