Un'idea nata lontano dai circuiti stradali
Il cuore tecnico della FF non nacque in casa Jensen, ma da un progetto di Harry Ferguson Research, la società fondata negli anni Cinquanta dall'imprenditore Harry Ferguson insieme agli ex piloti Freddie Dixon e Tony Rolt.
- Il sistema di trazione integrale era stato concepito inizialmente per un'applicazione in Formula 1
- Jensen ne acquisì i diritti di utilizzo per un'automobile di serie destinata alla strada
- Fu la prima volta che una simile soluzione lasciava il mondo delle competizioni e del fuoristrada per un'auto stradale di lusso
Motore
V8 Chrysler 6.277 cc
Il debutto nel 1966 accanto alla Interceptor
La Jensen FF fu presentata nell'ottobre 1966, in contemporanea con la nuova Interceptor, di cui condivideva l'impostazione generale e la meccanica di base.
Rispetto alla sorella a trazione posteriore, la carrozzeria della FF risultava allungata di 127 mm per fare spazio ai gruppi meccanici della trazione integrale, ed era riconoscibile anche per la doppia presa d'aria diagonale sul parafango anteriore, contro la singola presa della Interceptor.
Anni di produzione
1966-1971
Il sistema Ferguson Formula e l'ABS Maxaret
Al centro della FF c'era un differenziale centrale di tipo epicicloidale, montato dietro al cambio, che ripartiva la coppia motrice con un rapporto di circa 37% all'avantreno e 63% al retrotreno tramite un albero a catena verso il differenziale anteriore.
Due frizioni monodirezionali gestivano le differenze di velocità tra gli assi, mentre il sistema Dunlop Maxaret, derivato dal mondo aeronautico, costituiva il primo impianto antibloccaggio installato su una vettura di serie, intervenendo sulla decelerazione delle ruote per evitarne il bloccaggio in frenata.
Motore e prestazioni
Come la Interceptor, la FF montava il V8 Chrysler di seconda generazione da 6.277 cc, abbinato a un cambio automatico TorqueFlite A727 a tre rapporti.
La trazione integrale e il peso maggiorato, pari a circa 1.727 kg, non impedivano prestazioni comunque brillanti per l'epoca, con una velocità massima nell'ordine dei 210 km/h.
Tre serie in cinque anni di produzione
Nel corso della sua breve vita commerciale la FF attraversò tre evoluzioni distinte, per un totale di circa 320 esemplari costruiti tra il 1966 e il 1971.
Il prezzo di listino, superiore di circa il 30% rispetto alla Interceptor equivalente, unito ad alcuni problemi di affidabilità dei primi esemplari e all'impossibilità di realizzare una versione a guida a sinistra per il mercato statunitense, ne limitò fortemente la diffusione, nonostante il valore tecnico riconosciuto anche da altri costruttori che se ne ispirarono negli anni successivi.