Scheda modello

Jensen C-V8

La Jensen C-V8 è una coupé quattro posti prodotta a West Bromwich dal 1962 al 1966, nata per sostituire la 541S e capace di unire una scocca leggera in vetroresina a possenti motori V8 Chrysler da oltre sei litri.

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Perché sì

  • Prestazioni di altissimo livello per l'epoca, tra le migliori in assoluto fra le vetture a quattro posti dei primi anni Sessanta
  • Motori V8 Chrysler robusti e collaudati, lasciati sostanzialmente di serie da Jensen
  • Scocca in vetroresina leggera, resistente alla corrosione e semplice da mantenere
  • Comfort di marcia elevato, con bassa rumorosità aerodinamica anche ad alta velocità
  • Soluzioni tecniche avanzate per l'epoca, come l'alternatore al posto della dinamo e le sospensioni posteriori regolabili Selectaride sulla MkII

Da valutare

  • Consumi di carburante molto elevati, specie con il motore 383 da 330 CV introdotto nel 1964
  • Linea non convenzionale, che all'epoca divise il pubblico più che altro modello Jensen
  • Reperibilità limitata dei componenti di carrozzeria e telaio per i restauri, a fronte di una meccanica Chrysler più facile da trovare
  • Produzione artigianale in numeri molto ridotti, con conseguente rarità e costi di manutenzione elevati oggi

In sintesi

Segmento
Gran turismo di lusso
Carrozzeria
Coupé 2 porte, 4 posti (vetroresina con portiere in alluminio)
Anni di produzione
1962-1966
Esemplari prodotti
Circa 500
Motore
V8 Chrysler 361 cu in (5.9 L), poi 383 cu in (6.3 L)
Potenza massima
330 CV (383 cu in, dal 1964)
Velocità massima
Fino a 219 km/h (MkII)
Trasmissione
Automatico Torqueflite a 3 rapporti (manuale a 4 rapporti su pochi esemplari)
Passo
2.667 mm
Predecessore / Successore
Jensen 541S / Jensen Interceptor

All'inizio degli anni Sessanta la Jensen 541S iniziava a mostrare il peso degli anni, soprattutto al confronto con la Jaguar E-Type appena lanciata. Il progettista Eric Neale disegnò così una nuova gran turismo, presentata nell'ottobre 1962 con il nome C-V8: la carrozzeria restava fedele alla filosofia della 541, con pannelli in fibra di vetro e portiere in alluminio, ma il propulsore diventava un possente V8 americano fornito da Chrysler. Il risultato fu una vettura dal carattere unico, capace di velocità e accelerazioni da primato tra le quattro posti dell'epoca, che aprì la strada al successivo grande successo commerciale della Interceptor.

La genesi: una risposta all'E-Type con il cuore americano

Alla fine degli anni Cinquanta Jensen produceva la 541S, una gran turismo elegante ma ormai superata dai tempi. Il debutto della Jaguar E-Type spinse l'azienda di West Bromwich ad accelerare lo sviluppo di un nuovo modello, affidato al designer Eric Neale.

La scelta più significativa riguardò la meccanica: anziché sviluppare un motore proprio, Jensen decise di affidarsi ai grandi V8 Chrysler, già affidabili e potenti di serie, riducendo tempi e costi di sviluppo e garantendo prestazioni fuori dal comune per una vettura a quattro posti.

Potenza massima

330 CV (383 cu in, dal 1964)

Motore e meccanica: un V8 americano in abito britannico

La C-V8 montò inizialmente il Chrysler Golden Commando da 361 pollici cubici (5,9 litri), sostituito dal 1964 dal più grande 383 pollici cubici (6,3 litri) da 330 CV. La trasmissione più diffusa era il cambio automatico Torqueflite a tre rapporti, ma alcuni esemplari MkII e MkIII vennero realizzati con cambio manuale a quattro marce.

  • Il motore era arretrato rispetto all'asse anteriore, in una configurazione front-mid-engine che migliorava la distribuzione dei pesi.
  • La C-V8 fu la prima vettura britannica di serie a montare un alternatore al posto della tradizionale dinamo.
  • Sterzo a cremagliera e freni a disco su tutte e quattro le ruote completavano una meccanica avanzata per l'epoca.

Le prestazioni erano di assoluto rilievo: la MkII toccava i 219 km/h, scattava da 0 a 100 km/h in circa 6,7 secondi e copriva il quarto di miglio in 14,6 secondi, valori da vera protagonista tra le gran turismo dei primi anni Sessanta.

Velocità massima

Fino a 219 km/h (MkII)

Un prototipo che ha fatto scuola: la C-V8 FF

Su base C-V8 Jensen sviluppò anche un prototipo a trazione integrale dotato di un sistema antibloccaggio dei freni, esperienza che pose le basi per la successiva Jensen FF, la prima vettura di serie non fuoristradistica al mondo equipaggiata con la trazione integrale.

Anni di produzione

1962-1966

Mercato del collezionismo oggi

Con una produzione totale limitata a circa 500 unità suddivise tra le tre serie MkI, MkII e MkIII, la C-V8 resta oggi un'auto per collezionisti attenti: la parte meccanica, di origine Chrysler, è relativamente semplice da reperire e mantenere, mentre i pannelli di carrozzeria e gli elementi di telaio specifici Jensen possono risultare più difficili da trovare in caso di restauro.

Il fascino della C-V8 resta legato al suo essere una via di mezzo più aggressiva e meno costosa rispetto alle contemporanee gran turismo continentali, pur mantenendo prestazioni all'altezza di rivali ben più blasonate.

Le generazioni della C-V8

4anni di storia

1962—19631 anno

MkI

Versione di lancio della C-V8, presentata nell'ottobre 1962 con motore Chrysler 361 cu in (5,9 litri) e cambio automatico Torqueflite a tre rapporti.

1963—19652 anni

MkII

Introdotta con ammortizzatori posteriori Armstrong Selectaride regolabili e, dal 1964, con il nuovo motore 383 cu in (6,3 litri) da 330 CV. Sette esemplari MkII furono realizzati con cambio manuale a quattro rapporti anziché l'automatico.

1965—19661 anno

MkIII

Ultima evoluzione della gamma, con lunghezza leggermente ridotta e rifiniture interne aggiornate; due esemplari furono prodotti con cambio manuale prima della fine della produzione nel 1966.

Domande frequenti sulla C-V8

Quanti esemplari di Jensen C-V8 sono stati costruiti?

La produzione totale, distribuita tra le serie MkI, MkII e MkIII fra il 1962 e il 1966, si attesta intorno alle 500 unità, rendendo la C-V8 un'auto molto rara oggi sul mercato del collezionismo.

Che motore monta la Jensen C-V8?

La C-V8 utilizza V8 Chrysler di grossa cilindrata: il 361 cu in (5,9 litri) sui primi esemplari e, dal 1964, il 383 cu in (6,3 litri) da 330 CV, abbinati principalmente a un cambio automatico Torqueflite a tre rapporti.

Quali sono i principali difetti della Jensen C-V8?

I limiti più citati riguardano i consumi molto elevati, tipici di un grande V8 americano, e la reperibilità non sempre semplice dei componenti di carrozzeria e telaio specifici Jensen in caso di restauro.

Qual è il modello che ha sostituito la Jensen C-V8?

La C-V8 fu sostituita dalla Jensen Interceptor, che ne riprese l'impostazione con motore V8 Chrysler ma con una carrozzeria disegnata dagli italiani di Vignale e maggiore successo commerciale internazionale.

Fonti

C-V8 verificate

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