Dalle materie plastiche alle quattro ruote
La storia di JDM comincia lontano dal mondo dell'auto: l'azienda madre nasce infatti nel 1955 come lavorazione di materie plastiche. Solo a metà degli anni Settanta, con la conversione in SIMPA, il gruppo decide di applicare la propria esperienza nei materiali compositi alla costruzione di piccoli veicoli leggeri.
Con sede ad Avrillé, l'azienda sviluppa il proprio primo modello, la JDM 49 SL, lanciato nel 1981 e dotato di un piccolo motore da 49 cm³, conforme alle norme che permettevano la guida senza patente automobilistica.
La gamma di voiturette JDM
Nel corso degli anni JDM allarga progressivamente la propria offerta, rinnovando la gamma con modelli via via più moderni nella linea e nella meccanica. Tra le vetture che si sono succedute nel catalogo figurano:
- JDM 49 SL (1981), il modello che ha dato il via alla produzione
- Parthenon (1984) e Nueva (1985)
- Furio (1987) e X5 (1988)
- Orane (1994) e Madeira (1995)
- Titane (1997), disponibile nelle varianti Titane 1, 2 e 3
- Abaca (2005), Aloes (2008) e Xheos (2013)
- MaxUt, la versione pensata per un uso più utilitario
Questa evoluzione costante ha permesso a JDM di restare presente sul mercato francese delle voiturette per oltre trent'anni.
Motori e regole della guida senza patente
Le vetture JDM appartengono alla categoria dei quadricicli leggeri, pensati per chi non ha conseguito la patente automobilistica ma dispone dell'abilitazione minima richiesta in Francia, ottenibile già a 14 anni. Per questo motivo la cilindrata e la potenza dei motori sono sempre rimaste contenute.
Nel tempo, ai piccoli propulsori a benzina delle origini si sono affiancati motori diesel forniti da specialisti come Lombardini e Yanmar, scelti per affidabilità e consumi ridotti, coerenti con l'uso prevalentemente urbano di questi veicoli.
Il mercato, l'export e la chiusura
Nel corso della sua storia JDM ha prodotto complessivamente diverse decine di migliaia di veicoli, con una quota significativa destinata all'esportazione verso altri mercati europei, segno di un buon riconoscimento del marchio anche fuori dai confini francesi.
Nel 2011 l'azienda passa sotto il controllo di una holding già proprietaria di Heuliez e la produzione viene trasferita a Cerizay. Le difficoltà finanziarie portano però al fallimento: nel 2014 il tribunale di Niort dichiara la liquidazione della società, che smette di costruire vetture nuove pur continuando, tramite reti specializzate, a garantire la fornitura di ricambi originali.

