Due generazioni in quasi trent'anni di carriera
La prima serie della IZH 2715 fu prodotta dal 1972 al 1982 e riprendeva molti elementi anteriori dalla Moskvitch-412, di cui condivideva l'impianto meccanico. Nel 1982 il modello venne aggiornato con una nuova mascherina nera, fari rotondi, maniglie delle portiere incassate e un impianto frenante a doppio circuito, dando origine alla seconda generazione che sarebbe rimasta in listino fino ai primi anni 2000.
Nel 1988 si aggiunse una variante inedita, la Iж-27156: un furgone a sei posti pensato sia per il trasporto merci sia per quello occasionale di passeggeri, ottenuto modificando il vano di carico con due sedili ribaltabili e finestrini laterali supplementari. Proprio questa versione, classificata come autovettura, permise l'accesso alla proprietà privata già dal 1988, in anticipo rispetto al resto della gamma.
Unità prodotte
Oltre 2,3 milioni
Motore e meccanica: la semplicità come punto di forza
Sotto il cofano trovava posto il motore a benzina UZAM-412, un quattro cilindri a carburatore da circa 1,5 litri disponibile in due tarature: una da 75 CV e una depotenziata a 67 CV, pensata per funzionare con la benzina a basso numero di ottani A-76 allora diffusa in URSS. Il cambio era un manuale a quattro rapporti, abbinato a un avantreno indipendente a bracci trasversali e a un retrotreno rigido con balestre.
La scocca era costruita in modo particolare: il pianale e la parte inferiore del vano di carico formavano un unico elemento portante, mentre la cellula superiore veniva assemblata separatamente e unita al resto della vettura solo nella fase finale della catena di montaggio. Questa soluzione consentiva di sfruttare le stesse linee produttive della berlina Moskvitch-412.
Motore
UZAM-412, benzina 1,5 litri a carburatore
Un furgone tra vincoli sovietici e vita di tutti i giorni
- Dal 1975 e fino alla fine degli anni Ottanta vigeva in URSS un divieto di immatricolazione della IZH 2715 per uso privato, riservandola a enti statali e imprese
- Il mezzo era impiegato soprattutto per le consegne di piccoli carichi e di prodotti da forno, guadagnandosi soprannomi popolari come bashmak (scarpa), kabluk (tacco) e pirozhok (pasticcino), legati alla forma tozza della carrozzeria
- Vennero realizzate anche versioni speciali, come i furgoni officina per squadre di manutenzione elettronica costruiti a Ryazan nel 1982
- Nei primi anni Novanta fu sviluppato un prototipo di ambulanza a passo allungato, mai entrato in produzione di serie
- Nel 2000 fu proposta una versione refrigerata realizzata da un allestitore esterno, presentata come una delle più economiche disponibili sul mercato russo
Potenza
67-75 CV a seconda della versione
Esportazioni e fine carriera
Nonostante le restrizioni sovietiche alla vendita di veicoli commerciali, la IZH 2715 raggiunse anche mercati esteri: paesi del blocco socialista privi di una produzione locale, ma anche Grecia e Finlandia in Europa occidentale, oltre a diversi paesi dell'America Latina e dell'Africa, dove le versioni pickup a passo lungo ebbero un discreto successo. Le varianti destinate all'esportazione si distinguevano per i fari rettangolari e alcune finiture cromate assenti sulle versioni domestiche.
Negli anni Novanta lo stabilimento di Izhevsk introdusse il più moderno Izh 2717, ma la 2715 continuò a essere costruita in parallelo fino al 2001 grazie a una domanda che non si esauriva: la sua economicità la rese uno strumento di lavoro fondamentale per il piccolo commercio nato durante la transizione post-sovietica, contribuendo a sua volta alla sopravvivenza della fabbrica in un periodo di grande instabilità economica.