Dalla Kombi alla 21251: il restyling del 1982
La Iž-21251 nasce come evoluzione della Iž-2125 Kombi, presentata nel 1973 come primo esempio sovietico di carrozzeria liftback a cinque porte. Il progetto originale riprendeva pianale, motore e gran parte della meccanica della Moskvitch 412, ma sostituiva il bagagliaio separato con un unico vano di carico comunicante con l'abitacolo, chiuso da un portellone incernierato nella parte superiore.
Nel 1982 la gamma viene rivista: la vettura riceve freni a disco all'anteriore al posto dei tamburi, un impianto frenante con circuiti anteriore e posteriore indipendenti, un nuovo cablaggio elettrico e alcuni ritocchi estetici. Con questi aggiornamenti il modello assume la sigla Iž-21251, rimanendo in produzione fino al 1997, quando viene sostituito dalla Iž-2126 Oda.
Potenza
75 CV a 5.800 giri/min
Motore e meccanica
Sotto il cofano della 21251 lavora lo stesso quattro cilindri in linea UZAM-412 della versione originale, 1.480 cm³ a benzina capace di 75 CV a 5.800 giri/min e una coppia massima di 107,9 N·m. L'abbinamento è con un cambio manuale a quattro rapporti e trazione posteriore, uno schema semplice ed economico da mantenere, coerente con la vocazione utilitaria della vettura.
- Velocità massima dichiarata: 142 km/h
- Accelerazione 0-100 km/h: circa 19 secondi
- Consumo dichiarato: 11,3 l/100 km in ciclo urbano, 10,6 l/100 km extraurbano
- Serbatoio da 46 litri
Il peso a vuoto di 1.040 kg e un passo di 2.400 mm garantiscono un buon equilibrio tra abitabilità e maneggevolezza per gli standard dell'epoca.
Velocità massima
142 km/h
Pregi, difetti e vita di tutti i giorni
Il punto di forza della 21251 resta la sua vocazione pratica: il vano di carico unificato con l'abitacolo, erede diretto della configurazione introdotta nel 1973, permetteva di trasportare bagagli ingombranti mantenendo comunque quattro posti utilizzabili, un vantaggio non da poco rispetto alle berline Moskvitch con cui condivideva gran parte della meccanica.
Di contro, proprio l'assenza di una separazione netta tra abitacolo e vano bagagli rendeva più complesso il riscaldamento dell'abitacolo in inverno e favoriva l'ingresso di odori e polvere dal retro. I consumi, penalizzati dal peso superiore rispetto alla berlina e da pneumatici poco efficienti, restavano piuttosto alti per la cilindrata. Sul piano dell'affidabilità meccanica, la 21251 beneficiava della solidità già dimostrata dalla Moskvitch 412, ma l'impianto generale, concepito negli anni Sessanta, mostrava ormai i suoi limiti quando la produzione terminò a metà degli anni Novanta.
Anni di produzione (21251)
1982-1997
Eredità e mercato dell'usato oggi
Negli anni della sua commercializzazione la Kombi e poi la 21251 furono tra i modelli più richiesti prodotti a Izhevsk, apprezzate per la combinazione di capacità di carico, robustezza meccanica e un motore che tollerava carburanti di qualità non sempre costante. Oggi la vettura è un oggetto di culto per gli appassionati di auto sovietiche: gli esemplari sopravvissuti, spesso conservati da collezionisti privati, vengono ricercati proprio per la rarità della carrozzeria liftback, che la rende diversa dalla gran parte delle wagon dell'epoca sovietica.