Un'idea nata negli anni Sessanta, prodotta negli anni Settanta
La storia della 2125 comincia con un prototipo del 1966, pensato dai progettisti di Izhevsk per rispondere all'interesse europeo verso le carrozzerie pratiche a portellone, diffusesi dopo il successo della Renault 16. Il disegno viene apprezzato nelle esposizioni dell'epoca, ma la messa in produzione richiede anni: solo nel 1973 la vettura raggiunge le linee di montaggio con la sigla IZH-2125, affiancando la tradizionale berlina di derivazione Moskvitch nella gamma dello stabilimento.
Il risultato è una carrozzeria ibrida tra berlina e station wagon: il montante posteriore resta strutturale come su una due volumi, ma il vano di carico è unito all'abitacolo tramite un ampio portellone che si apre verso l'alto, soluzione poco comune per l'industria sovietica dell'epoca.
Motore
UZAM-412, 4 cilindri in linea, 1480 cc
Meccanica e prestazioni
Sotto il cofano trova posto il motore UZAM-412, un quattro cilindri in linea da 1480 cc capace di 75 CV a 5800 giri, lo stesso propulsore montato sulla berlina Moskvitch 412 da cui la 2125 deriva pianale e meccanica. L'abbinamento con il cambio manuale a quattro marce consente una velocità massima dichiarata di 142 km/h, con consumi che si attestano generalmente tra 10 e 12 litri per 100 km.
- Sospensioni con molle rinforzate per aumentare la capacità di carico
- Freni a tamburo sulle prime serie, poi a disco anteriori dal 1982
- Serbatoio carburante da 46 litri
Il peso maggiore della carrozzeria a portellone rispetto alla berlina penalizza però il rapporto peso/potenza, rendendo la vettura meno pronta in accelerazione e in salita.
Potenza
75 CV (55 kW) a 5800 giri/min
Le due generazioni: 2125 e 21251
Nel corso dei suoi 24 anni di carriera la vettura ha conosciuto un solo importante aggiornamento. La versione originaria, prodotta dal 1973 al 1982, si riconosce per le cornici verticali dei fari anteriori, di fabbricazione tedesco-orientale, e per la mascherina cromata di ispirazione Moskvitch 412.
Dal 1982 debutta la IZH-21251, aggiornata soprattutto dal punto di vista tecnico: arrivano i freni a disco sull'asse anteriore con circuiti frenanti separati, le maniglie delle portiere diventano incassate e la mascherina viene semplificata. Nel 1986 i vetri delle portiere perdono i deflettori orientabili, mentre dal 1993 i paraurti sono verniciati in tinta con la carrozzeria.
Velocità massima
142 km/h
Successo, declino e mercato dell'usato
Tra il 1974 e il 1980 la Kombi conosce un buon successo commerciale, apprezzata per la robustezza, la capacità di carico e un comportamento non disprezzabile su strade sterrate, tanto da essere utilizzata anche in competizioni rallystiche sovietiche. Con l'arrivo negli anni Ottanta di modelli più moderni come la VAZ-2104, la 2125 perde progressivamente appeal, schiacciata tra un posizionamento troppo utilitaristico per chi cercava prestigio e troppo insolito per il grande pubblico più conservatore.
Sul mercato dell'usato gli esemplari sopravvissuti sono oggi rari: la meccanica semplice e la buona riparabilità ne facilitano il mantenimento, ma la scarsa protezione anticorrosione applicata soprattutto sulle serie più tarde ha decimato gli esemplari in buone condizioni, rendendo la vettura un oggetto per appassionati e collezionisti del settore auto storiche sovietiche più che un'alternativa d'uso quotidiano.