Dalle armi alle Zhiguli: come nasce la produzione a Izhevsk
La storia della IZH 2106 comincia lontano dalla catena di montaggio, negli uffici che nel 2000 mettono nero su bianco l'accordo tra AvtoVAZ e Izhmash-Avto per spostare a Izhevsk la produzione della VAZ-2106. Lo stabilimento della Repubblica di Udmurtia, già rodato dai decenni di assemblaggio delle Moskvitch e dallo sviluppo di modelli propri come la Иж-2126 Oda, si trova così a raccogliere l'eredità di una delle berline più diffuse dell'Unione Sovietica.
Il primo anno di produzione, il 2001, porta a quasi ottomila vetture completate, mentre a Togliatti la linea della 2106 si sta fermando dopo un quarto di secolo di attività. Dal 2002 lo stabilimento ottiene l'omologazione per il ciclo produttivo completo, un passaggio che consente di introdurre aggiornamenti pensati per avvicinare la vettura alle normative internazionali di sicurezza allora in vigore.
Potenza massima
Fino a 78 CV
Meccanica e motorizzazioni
La IZH 2106 non è un progetto nato a Izhevsk, ma la continuazione locale di un'architettura disegnata negli anni Settanta come evoluzione della VAZ-2103, con una calandra e alcuni tratti stilistici che richiamano la Fiat 125 e la Fiat 124 Special T, secondo la genealogia condivisa da tutta la famiglia Zhiguli.
- Trazione posteriore con cambio manuale, in continuità con l'impostazione classica del modello.
- Motore ВАЗ-21067 da 1.600 cm³ sulle serie più recenti, dotato di sistema di iniezione e marmitta catalitica per rispettare le norme Euro 2.
- Sedili anteriori condivisi con la Иж-2126 Oda, introdotti come parte degli aggiornamenti richiesti dall'omologazione ECE-ONU.
Velocità massima
154 km/h
Fine della produzione e eredità del marchio
La produzione della IZH 2106 si esaurisce tra il 2005 e il 2006, chiudendo di fatto il capitolo della Zhiguli classica nella sua ultima roccaforte produttiva. Nel solo 2005 lo stabilimento di Izhevsk assembla ancora diverse migliaia di unità, prima che il modello venga definitivamente ritirato dalla linea.
Pochi anni dopo lo stesso stabilimento, passato prima sotto il controllo del gruppo SOK e poi di AvtoVAZ, abbandona il marchio IZH per diventare Lada Izhevsk, chiudendo così anche l'ultima pagina industriale legata al nome nato dalle officine Izhmash.