Il debutto: una Gran Turismo per sfidare Ferrari e Maserati
Quando Renzo Rivolta decide di lasciare il mercato delle microvetture, l'obiettivo è chiaro: costruire un'automobile capace di competere con le più celebri Gran Turismo italiane, posizionandola tra una Jaguar e una Ferrari per prestazioni e prezzo. La vettura, inizialmente chiamata GT 300, viene svelata al Salone di Torino del 1962 e presentata ufficialmente anche in un evento dedicato a Villa Rivolta, a Bresso, alla presenza di rappresentanti del Console americano e di dirigenti General Motors.
La produzione parte nella primavera del 1963 con la denominazione IR 300, riferita alla potenza del motore. È il primo modello di alta gamma nella storia di Iso, e segna il passaggio dell'azienda da costruttore di veicoli economici a marchio impegnato nel segmento delle sportive di lusso.
Motore
V8 Chevrolet 5.354 cc
Cuore americano, ingegneria e linea italiane
La caratteristica più distintiva della 300 è la scelta del motore: un V8 Chevrolet di 5.354 cc, appartenente alla stessa famiglia installata sulla Corvette, capace di erogare 300 CV a 5.000 giri e circa 488 Nm di coppia. Una decisione insolita per l'epoca, che permette a Iso di offrire prestazioni elevate con costi di manutenzione contenuti e ricambi facilmente reperibili.
- Telaio: sviluppato da Giotto Bizzarrini con la collaborazione di Pierluigi Raggi e Giulio Alfieri, adotta una struttura in lamiera stampata e saldata, più rigida e capiente rispetto ai tradizionali telai tubolari.
- Sospensioni: schema a bracci trasversali di lunghezza diseguale all'anteriore e assale De Dion al posteriore, con ponte Salisbury a slittamento limitato.
- Freni: a disco su tutte le ruote, soluzione ancora poco diffusa tra le GT dei primi anni Sessanta.
- Carrozzeria: disegnata da Giorgetto Giugiaro durante il periodo in Bertone, con un abitacolo 2+2 rifinito in pelle e legno.
Potenza
300 CV a 5.000 giri (340 CV nella IR 340)
Le motorizzazioni: dalla 300 alla più potente 340
Accanto alla versione base da 300 CV, Iso introduce nel 1964 la variante IR 340, con lo stesso V8 elaborato per raggiungere 340 CV a 6.000 giri grazie a un rapporto di compressione più alto. Le prestazioni migliorano sensibilmente: lo 0-100 km/h scende a 7,9 secondi e la velocità massima sale a circa 228 km/h. Nel corso della produzione compaiono anche varianti con potenze ulteriormente spinte, sino a 350-365 CV, destinate ai clienti più esigenti.
Il cambio disponibile è un manuale a quattro rapporti BorgWarner, affiancato in un secondo momento da un manuale a cinque marce e da un automatico a tre rapporti, entrambi pensati per assecondare l'uso stradale della vettura come vera Gran Turismo per lunghi viaggi.
Velocità massima
Circa 218 km/h (228 km/h per la IR 340)
La fine della produzione e l'eredità
Nonostante l'ingegneria avanzata e le prestazioni competitive, la IR 300 non riesce mai a raggiungere i volumi di vendita sperati, complice anche la concorrenza agguerrita delle grandi case italiane. La produzione si ferma nel 1970, ma l'esperienza tecnica e commerciale maturata con questo modello pone le basi per le vetture successive del marchio, in primis il celebre Grifo, che porterà ulteriormente avanti la filosofia della GT italiana con cuore V8 americano.