Scheda modello

Iso Rivolta 300

La Iso Rivolta 300 è la Gran Turismo 2+2 con cui, nel 1962, il marchio milanese abbandona le microvetture per sfidare Ferrari e Maserati, unendo la linea di Giorgetto Giugiaro per Bertone al vigore di un V8 Chevrolet da 300 cavalli.

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Perché sì

  • Motore V8 Chevrolet robusto, facile da mantenere e con ricambi economici rispetto alle GT europee dell'epoca
  • Telaio con schema tecnico avanzato per gli anni Sessanta, con sospensione posteriore De Dion e freni a disco su tutte le ruote
  • Linea elegante disegnata da Giorgetto Giugiaro per Bertone, con abitacolo rifinito in pelle e legno
  • Prestazioni di alto livello per una vera quattro posti, con buona abitabilità grazie al passo generoso
  • Rarità e valore storico, essendo la vettura che ha aperto la strada al Grifo e alle altre GT Iso Rivolta

Da valutare

  • Vendite mai decollate su larga scala, con una produzione complessiva limitata rispetto ai rivali italiani più blasonati
  • Immagine penalizzata all'epoca dal motore di origine americana, visto con diffidenza da una parte della clientela europea
  • Reperibilità oggi molto scarsa sul mercato dell'usato, con pochi esemplari conservati o restaurati in circolazione
  • Costi di restauro elevati per la carrozzeria e le rifiniture originali, a fronte di una meccanica tutto sommato semplice

In sintesi

Segmento
Gran Turismo
Carrozzeria
Coupé 2+2, 2 porte
Anni di produzione
1963 - 1970
Esemplari prodotti
Circa 800 unità IR 300, a cui si aggiungono circa 167 IR 340
Motore
V8 Chevrolet 5.354 cc
Potenza
300 CV a 5.000 giri (340 CV nella IR 340)
Velocità massima
Circa 218 km/h (228 km/h per la IR 340)
0-100 km/h
8,4 secondi (7,9 secondi per la IR 340)
Passo
2.700 mm
Peso
Circa 1.590 kg

La 300 nasce dalla volontà di Renzo Rivolta di portare Iso in un segmento completamente nuovo rispetto all'Isetta che aveva reso celebre l'azienda. Presentata al Salone di Torino del 1962 e mostrata anche in un evento riservato a Villa Rivolta di Bresso, la vettura entra in produzione nella primavera del 1963 con la sigla IR 300. Il progetto porta la firma di Giotto Bizzarrini, l'ingegnere reduce da Ferrari che disegna un telaio a struttura stampata anziché tubolare, e di Giorgetto Giugiaro, allora giovane stilista di Bertone, autore della carrozzeria a due porte capace di ospitare quattro persone. La scelta più controcorrente riguarda il motore: al posto dei tradizionali propulsori italiani di piccola cilindrata, Rivolta adotta un V8 Chevrolet della stessa famiglia che equipaggia la Corvette, garantendo potenza elevata, semplicità di manutenzione e ricambi facilmente reperibili.

Il debutto: una Gran Turismo per sfidare Ferrari e Maserati

Quando Renzo Rivolta decide di lasciare il mercato delle microvetture, l'obiettivo è chiaro: costruire un'automobile capace di competere con le più celebri Gran Turismo italiane, posizionandola tra una Jaguar e una Ferrari per prestazioni e prezzo. La vettura, inizialmente chiamata GT 300, viene svelata al Salone di Torino del 1962 e presentata ufficialmente anche in un evento dedicato a Villa Rivolta, a Bresso, alla presenza di rappresentanti del Console americano e di dirigenti General Motors.

La produzione parte nella primavera del 1963 con la denominazione IR 300, riferita alla potenza del motore. È il primo modello di alta gamma nella storia di Iso, e segna il passaggio dell'azienda da costruttore di veicoli economici a marchio impegnato nel segmento delle sportive di lusso.

Motore

V8 Chevrolet 5.354 cc

Cuore americano, ingegneria e linea italiane

La caratteristica più distintiva della 300 è la scelta del motore: un V8 Chevrolet di 5.354 cc, appartenente alla stessa famiglia installata sulla Corvette, capace di erogare 300 CV a 5.000 giri e circa 488 Nm di coppia. Una decisione insolita per l'epoca, che permette a Iso di offrire prestazioni elevate con costi di manutenzione contenuti e ricambi facilmente reperibili.

  • Telaio: sviluppato da Giotto Bizzarrini con la collaborazione di Pierluigi Raggi e Giulio Alfieri, adotta una struttura in lamiera stampata e saldata, più rigida e capiente rispetto ai tradizionali telai tubolari.
  • Sospensioni: schema a bracci trasversali di lunghezza diseguale all'anteriore e assale De Dion al posteriore, con ponte Salisbury a slittamento limitato.
  • Freni: a disco su tutte le ruote, soluzione ancora poco diffusa tra le GT dei primi anni Sessanta.
  • Carrozzeria: disegnata da Giorgetto Giugiaro durante il periodo in Bertone, con un abitacolo 2+2 rifinito in pelle e legno.

Potenza

300 CV a 5.000 giri (340 CV nella IR 340)

Le motorizzazioni: dalla 300 alla più potente 340

Accanto alla versione base da 300 CV, Iso introduce nel 1964 la variante IR 340, con lo stesso V8 elaborato per raggiungere 340 CV a 6.000 giri grazie a un rapporto di compressione più alto. Le prestazioni migliorano sensibilmente: lo 0-100 km/h scende a 7,9 secondi e la velocità massima sale a circa 228 km/h. Nel corso della produzione compaiono anche varianti con potenze ulteriormente spinte, sino a 350-365 CV, destinate ai clienti più esigenti.

Il cambio disponibile è un manuale a quattro rapporti BorgWarner, affiancato in un secondo momento da un manuale a cinque marce e da un automatico a tre rapporti, entrambi pensati per assecondare l'uso stradale della vettura come vera Gran Turismo per lunghi viaggi.

Velocità massima

Circa 218 km/h (228 km/h per la IR 340)

La fine della produzione e l'eredità

Nonostante l'ingegneria avanzata e le prestazioni competitive, la IR 300 non riesce mai a raggiungere i volumi di vendita sperati, complice anche la concorrenza agguerrita delle grandi case italiane. La produzione si ferma nel 1970, ma l'esperienza tecnica e commerciale maturata con questo modello pone le basi per le vetture successive del marchio, in primis il celebre Grifo, che porterà ulteriormente avanti la filosofia della GT italiana con cuore V8 americano.

Le generazioni della 300

7anni di storia

1963—19707 anni

IR 300

Versione di lancio con V8 Chevrolet da 300 CV, telaio firmato Bizzarrini e carrozzeria Bertone disegnata da Giugiaro. Rappresenta il debutto di Iso nel segmento delle Gran Turismo di alta gamma.

1964—19706 anni

IR 340

Variante più performante, introdotta un paio d'anni dopo la 300, con lo stesso motore elaborato per erogare 340 CV e un rapporto di compressione superiore, per prestazioni più spinte a parità di impostazione meccanica.

Domande frequenti sulla 300

Quanti esemplari di Iso Rivolta 300 sono stati costruiti?

Tra il 1963 e il 1970 sono stati realizzati circa 800 esemplari della versione IR 300, ai quali si aggiungono circa 167 unità della più potente IR 340, per un totale che rende la vettura oggi molto rara.

Che motore monta la Iso Rivolta 300?

Un V8 Chevrolet di 5.354 cc, della stessa famiglia utilizzata sulla Corvette, capace di erogare 300 CV nella versione base e fino a 340 CV nella variante IR 340.

Qual è la differenza tra IR 300 e IR 340?

Le due versioni condividono meccanica e carrozzeria, ma la IR 340 monta lo stesso V8 elaborato con un rapporto di compressione maggiore per raggiungere 340 CV, con 0-100 km/h in 7,9 secondi contro gli 8,4 secondi della 300.

Chi ha disegnato la Iso Rivolta 300?

La carrozzeria è opera di Giorgetto Giugiaro, all'epoca stilista di Bertone, mentre l'ingegneria del telaio è stata curata da Giotto Bizzarrini con la collaborazione di Pierluigi Raggi e Giulio Alfieri.

Perché Iso ha scelto un motore americano per la sua prima Gran Turismo?

Renzo Rivolta puntava a un'auto potente, affidabile e con ricambi facili da reperire: il V8 Chevrolet garantiva queste caratteristiche a costi contenuti rispetto ai motori italiani ad alte prestazioni dell'epoca.

Fonti

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