Dalle idee al primo veicolo di serie
Il percorso di Ineos Automotive è stato rapido se paragonato ai tempi tipici dell'industria automobilistica: in pochi anni l'azienda è passata da uno schizzo su un tovagliolo a un veicolo omologato e venduto in diversi mercati internazionali.
- 2016: l'idea nasce dopo la fine della produzione del Defender originale
- 2018: avvio dello sviluppo ingegneristico a tempo pieno
- 2019: accordo con Magna Steyr per l'industrializzazione
- 2022: inizio della produzione e prime consegne del Grenadier
Per validare il progetto, i prototipi hanno affrontato oltre un milione di miglia di test in condizioni estreme, dai ghiacci artici a percorsi di alta montagna, incluse le prove di collaudo sul celebre percorso austriaco dello Schöckl.
La gamma: Grenadier e Quartermaster
Il modello di lancio del marchio è il Grenadier, un SUV a cinque porte pensato prima di tutto per l'uso fuoristrada e da cantiere, con un design volutamente essenziale che privilegia le cerniere a vista, il portellone posteriore incernierato lateralmente e una plancia semplice da usare anche con i guanti.
Alla Station Wagon si affianca il Quartermaster, la variante pick-up a passo lungo con cassone di carico, pensata per un utilizzo ancora più orientato al lavoro, con una portata elevata e una capacità di traino pensata per rimorchi pesanti.
Motori e meccanica
Sotto il cofano il Grenadier monta due motori sei cilindri in linea turbo di derivazione BMW da 3.0 litri: un benzina e un turbodiesel, entrambi abbinati a un cambio automatico a otto rapporti con riduttore meccanico per l'uso fuoristrada.
- Trazione integrale permanente con riduttore 2,5:1
- Telaio a longheroni in acciaio
- Assali rigidi con sospensioni a cinque bracci
- Elevati angoli di attacco, dosso e uscita
Una meccanica semplice e robusta, pensata per essere riparabile anche lontano da un'officina specializzata.
Il futuro: elettrico e idrogeno
Oltre alle motorizzazioni termiche, Ineos Automotive sta lavorando a una versione a batteria del Grenadier, realizzata in collaborazione con Magna e prodotta in Austria, con l'obiettivo di ampliare la gamma senza rinunciare alle doti fuoristradistiche del modello.
In parallelo prosegue la collaborazione con Hyundai Motor Group per lo sviluppo di una tecnologia a idrogeno, un fronte su cui il marchio guarda con un orizzonte più a lungo termine.







