Le origini di un progetto tutto coreano
La Tiburon debutta nell'aprile 1996 come primo modello sportivo sviluppato interamente da Hyundai, senza il contributo di partner esterni per meccanica e design. Il progetto nasce sulla base della Elantra di seconda generazione, con una linea che riprende i tratti delle concept car HCD-1 e HCD-2 mostrate nei saloni dei primi anni Novanta.
Il nome, variante della parola spagnola tiburón (squalo), viene utilizzato nei mercati nordamericano, australiano e in altri paesi extraeuropei; in Europa il modello prende invece il nome di Hyundai Coupé, mentre in Corea del Sud si chiama Turbulence nella prima serie e Tuscani nella seconda. Le sospensioni anteriori a schema McPherson, sviluppate in collaborazione con Porsche, contribuiscono a un assetto ritenuto sorprendentemente equilibrato per l'epoca.
Anni di produzione
1996-2008 (in Europa, come Hyundai Coupé, fino al 2009)
Motori e meccanica: dal 1.6 al V6 2.7
La prima serie (RD) propone in Europa il 1.6 aspirato da 114 CV come motore d'accesso e il 2.0 16V da 139 CV come opzione più prestazionale, entrambi della famiglia Beta; in altri mercati fu offerto anche un 1.8 nel solo 1997.
Con la seconda serie (GK) la gamma si allarga: il 1.6 Alpha II eroga 105 CV, il 2.0 Beta II con fasatura variabile CVVT sale fino a 138-143 CV a seconda dell'annata, e debutta il V6 Delta 2.7 da 172 CV, il motore più potente mai montato sulla coupé coreana. Il cambio manuale a 5 rapporti è di serie su gran parte della gamma, con l'automatico a 4 marce come alternativa e il manuale a 6 marce riservato alle versioni più sportive.
La trazione è sempre anteriore e l'impianto frenante utilizza dischi su tutte e quattro le ruote.
Due generazioni, un disegno in evoluzione
Il passaggio dalla prima alla seconda generazione, avvenuto tra il 2001 e il 2002, porta un deciso salto in avanti nelle dimensioni e uno stile più squadrato, in linea con il nuovo linguaggio stilistico che Hyundai stava definendo per l'intera gamma. La lunghezza cresce da circa 4.340 a 4.395 mm e la carreggiata si allarga di conseguenza.
Due interventi di restyling, uno tra il 2004 e il 2005 e uno tra il 2006 e il 2007, aggiornano paraurti, gruppi ottici e dotazioni di sicurezza, portando anche un incremento di potenza per la versione 2.0. La produzione si conclude nel 2008, dopo dodici anni complessivi sul mercato.
Motorsport ed eredità nel marchio N
Fin dagli anni successivi al debutto, la Tiburon diventa protagonista delle piste coreane, in particolare dopo l'apertura del circuito di Everland nel 1995, contribuendo a far nascere una vera cultura del tuning e delle competizioni amatoriali in Corea del Sud. Il modello si aggiudica anche la 75ª edizione della Pikes Peak International Hill Climb, una delle gare in salita più celebri al mondo.
Hyundai stessa riconosce nella Tiburon il punto di partenza concettuale che avrebbe poi portato, anni dopo, alla nascita del marchio sportivo N.
La Tiburon oggi: affidabilità e mercato dell'usato
Gli esemplari sopravvissuti godono generalmente di una buona reputazione per la tenuta nel tempo dei motori Beta, con diversi proprietari che riportano percorrenze superiori ai 250.000-300.000 km senza interventi importanti sul propulsore. Va segnalato che l'erogazione di potenza dei motori 1.6 e 2.0 non V6 si fa sentire soprattutto dai medi regimi in su, mentre alcune versioni non offrivano il controllo di stabilità nemmeno come optional.
Sul mercato dell'usato la Tiburon si trova oggi a prezzi contenuti, complice una rivalutazione ancora limitata rispetto ad altre coupé dell'epoca, ma resta apprezzata per il bagagliaio capiente, che nella versione 2.0 supera i 360 litri, una caratteristica non comune per una sportiva compatta.









