Un progetto nato in licenza da Mitsubishi
La Santamo non è un progetto originale Hyundai, ma il frutto di un accordo industriale con Mitsubishi: la base è quella della Space Wagon di seconda generazione, di cui riprende linee esterne e impostazione del telaio.
- Motore, sospensioni e freni posteriori sviluppati in Corea
- Interni ridisegnati da Hyundai
- Assemblaggio nello stabilimento di Ulsan
- Commercializzata anche come Galloper Santamo
Potenza
Circa 137-139 CV (2.0 16V)
Motorizzazioni e meccanica
In Europa la gamma si è concentrata sul quattro cilindri benzina 2.0 16 valvole a doppio albero a camme, accreditato di circa 137-139 CV a seconda della versione, abbinato a cambio manuale a 5 marce o, in alcuni mercati, automatico a 4 rapporti.
Le prove dell'epoca segnalano uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 12 secondi e un motore che si comporta bene nel traffico ma perde smalto a pieno carico e ai regimi più alti. Sul mercato coreano la gamma comprendeva anche varianti 1.8 e, in alcune configurazioni, opzioni turbodiesel non arrivate in Italia.
Bagagliaio
Da 128 a 1.385 litri a seconda della configurazione dei sedili
Spazio, abitabilità e bagagliaio
Il punto di forza della Santamo è la capacità di ospitare fino a 7 persone grazie alla terza fila di sedili, con un bagagliaio che va dai 128 litri a pieno carico di passeggeri fino a 1.385 litri con tutti i sedili posteriori abbattuti.
- Due allestimenti principali in Italia: Comfort e Max
- Il Comfort include ABS, doppio airbag, servosterzo e alzacristalli elettrici
- Il Max aggiunge interni in pelle, cerchi in lega e lavafari
Anni di produzione
1996-2002 (Italia circa 1999-2001)
Affidabilità e mercato dell'usato
Chi ha posseduto una Santamo a lungo ne segnala generalmente una meccanica robusta e poco problematica, anche su percorrenze elevate. Il vero limite oggi è la rarità del modello: essendo stato venduto in Italia per un periodo breve e in volumi contenuti, trovare esemplari in buono stato o ricambi originali può richiedere più tempo rispetto a modelli più diffusi.
I consumi restano il difetto più citato, con valori reali che nell'uso quotidiano si discostano sensibilmente da quelli dichiarati in fase di omologazione.









