Le origini: dalla Scoop al Tiburon
La storia della Coupe affonda le radici nella Scoop (S-Coupé), la prima vettura sportiva a due porte del marchio, prodotta dal 1990 al 1995 e nota per essere stata la prima coreana equipaggiata con il motore Alpha sviluppato internamente da Hyundai.
Nel 1996 arriva il Tiburon, conosciuto in Europa con il nome Coupe: le sospensioni a montante McPherson vengono messe a punto con la collaborazione di Porsche, un dettaglio che contribuisce al comportamento su strada apprezzato fin dai primi test. Il modello si fa notare anche in ambito sportivo, aggiudicandosi la settantacinquesima edizione della Pikes Peak International Hill Climb.
Anni di produzione
1996-2009
Motori e meccanica
Nella prima serie il listino motori comprende il 1.6 da 114 CV, il 1.8 mutuato dalla Elantra da circa 131 CV e il 2.0 aspirato da 139-142 CV, tutti abbinati a trazione anteriore e cambio manuale a 5 rapporti, con l'automatico disponibile in alternativa.
Con la seconda generazione la gamma si amplia: al 1.6 e al 2.0, entrambi aggiornati con la distribuzione a fasatura variabile CVVT, si affianca per la prima volta un sei cilindri a V da 2.7 litri, capace di superare i 160 CV. Il cambio manuale arriva a 6 rapporti sulle versioni più potenti, mentre l'automatico adotta un convertitore di coppia di derivazione Mitsubishi.
Design e popolarità
Il disegno della Coupe punta su proporzioni allungate, montanti sottili e una coda con leggero effetto spoiler, elementi che negli anni Duemila l'hanno resa un riferimento accessibile nel panorama delle coupé sportive.
La seconda generazione, commercializzata in Corea come Tuscani, guadagna ulteriore visibilità grazie alla presenza nel videogioco Need for Speed: Underground 2, che ne ha consolidato la popolarità tra gli appassionati di tuning e coupé sportive accessibili.
Hyundai Coupe usata: cosa sapere
Sul mercato dell'usato la Coupe viene generalmente descritta come una vettura meccanicamente semplice e robusta, capace di percorrere lunghe distanze senza grossi cedimenti se sottoposta a manutenzione regolare.
- Il motore 1.6 di base è la scelta più economica ma meno brillante, soprattutto ai bassi regimi.
- Le versioni 2.0 e 2.7 V6 offrono un temperamento più sportivo, a fronte di costi di gestione superiori.
- Gli interni, specie sulla prima generazione, condividono diverse soluzioni con modelli di fascia inferiore.









