Una roadster nata per raccontare la Granada storica
Fin dal debutto, la Albaycín è stata pensata come manifesto stilistico di Hurtan: una carrozzeria dalle forme tonde e sinuose, ispirata alle spider europee del dopoguerra, montata su meccaniche moderne facilmente reperibili sul mercato. Questa scelta ha permesso all'azienda di offrire un'auto dal fascino retrò senza rinunciare all'affidabilità e alla semplicità di manutenzione tipiche dei componenti di serie.
La produzione, fin dalle origini, avviene su ordinazione nello stabilimento di Santa Fe, alle porte di Granada, dove ogni telaio viene rivestito e rifinito a mano.
Motorizzazioni
Benzina 4 cilindri, da 1.2 a 2.0 litri
Le generazioni della Albaycín
Nel corso di oltre trent'anni la gamma Albaycín si è evoluta attraverso diverse varianti, mantenendo lo stesso spirito artigianale ma aggiornando via via meccanica e carrozzeria.
- Albaycín T2 (1992): la roadster a due posti che ha dato inizio alla produzione Hurtan.
- Albaycín T2+2 (1996): variante a quattro posti pensata per un uso più familiare.
- Albaycín 2P (2004): evoluzione a due posti della gamma, con carrozzeria aggiornata.
- Albaycín 4P (2006): versione roadster con configurazione a quattro posti.
- Grand Albaycín (dal 2021): la generazione più recente, costruita su base Mazda MX-5 di quarta generazione (ND), proposta in allestimenti Heritage e Bespoke e in carrozzeria Cabrio o Targa, con un'edizione speciale per il trentennale del marchio nel 2022.
Potenza
Da circa 60 CV delle prime versioni fino a 184 CV della Grand Albaycín
Motori e meccanica
Le prime generazioni della Albaycín hanno impiegato meccaniche di derivazione Renault, con motori quattro cilindri a benzina compresi tra 1.2 e 2.0 litri e potenze che, a seconda della motorizzazione scelta, andavano da circa 60 a oltre 170 CV, abbinati a cambi manuali a cinque rapporti o automatici a quattro.
La Grand Albaycín, invece, eredita l'intero pianale e la meccanica della Mazda MX-5 ND: propulsori Skyactiv-G quattro cilindri da 1.5 litri (132 CV) o 2.0 litri (184 CV), trazione posteriore e cambio manuale a sei rapporti, con l'automatico disponibile come opzione sulla versione più potente. La carrozzeria in materiale composito consente di contenere il peso complessivo, mantenendolo inferiore a quello della Mazda di base.
Anni di produzione
Dal 1992 a oggi, su più generazioni
Alla guida: pregi e difetti riscontrati
Le prove su strada della Grand Albaycín concordano su un giudizio dinamico positivo: il comportamento in curva è sicuro e l'auto risulta agile e pronta a rispondere ai comandi, complice anche il peso inferiore rispetto alla base Mazda. Il cambio manuale offre innesti precisi e la sonorità dello scarico, rivista rispetto all'originale, risulta più profonda e sportiva.
Tra i limiti segnalati dai test emergono uno sterzo un po' meno comunicativo del desiderabile e un assetto che, in alcune condizioni, mostra rollio evitabile con una taratura più rigida. Resta inoltre il tema del prezzo, decisamente superiore a quello della meccanica di base da cui la vettura deriva, e di un abitacolo che, al di là delle finiture artigianali su richiesta, conserva plancia e infotainment praticamente identici a quelli della Mazda donatrice.
Mercato ed esclusività
Trattandosi di un prodotto artigianale realizzato in serie molto limitata, la Hurtan Albaycín non si trova nei canali di vendita tradizionali: gli esemplari più recenti vengono commissionati direttamente in fabbrica e personalizzati insieme al cliente, mentre le versioni più datate (T2, T2+2, 2P, 4P) compaiono occasionalmente sul mercato dell'usato specializzato in auto classiche e di nicchia, apprezzate soprattutto da collezionisti e appassionati di design retrò.