Le origini: dal concept Pininfarina alla sfida a Maranello
Il percorso che porta alla nascita della NSX comincia nel 1984, quando Honda affida alla carrozzeria italiana Pininfarina lo sviluppo di una concept car dal nome HP-X, dotata di un V6 2.0 centrale. L'idea matura negli anni successivi fino a diventare un progetto interno, sviluppato sotto la sigla NS-X, con l'obiettivo dichiarato di eguagliare e superare le prestazioni delle sportive europee del periodo.
Un ruolo di rilievo nello sviluppo dinamico spetta ad Ayrton Senna, allora pilota del team McLaren-Honda in Formula 1, che testa il prototipo in pista e consiglia di irrigidire ulteriormente il telaio in alluminio. La vettura debutta sul mercato giapponese nel 1990 e, poco dopo, anche in Nord America e a Hong Kong con il marchio Acura.
Motore prima generazione
V6 3.0/3.2 aspirato con tecnologia VTEC, 274-294 CV
Prima generazione (1990-2005): la rivoluzione dell'alluminio
La NSX di prima generazione entra nella storia dell'automobile come la prima vettura di serie con telaio, sospensioni e gran parte della carrozzeria realizzati interamente in alluminio, con un risparmio di peso stimato in oltre 220 kg rispetto a una costruzione in acciaio equivalente. Il cuore meccanico è un V6 3.0 litri con tecnologia VTEC, capace di 274 CV, sostituito dal 1997 da un'unità 3.2 litri da 294 CV abbinata al cambio manuale a sei marce.
- Nel 1995 debutta la variante NSX-T con tetto targa removibile.
- Le versioni NSX-R (1992 e 2002) puntano su un forte alleggerimento per un uso più orientato alla pista.
- Nel 2002 un restyling introduce i fari fissi allo xeno al posto degli originali pop-up.
La produzione, quasi interamente artigianale presso gli stabilimenti giapponesi di Tochigi e Suzuka, si chiude nel novembre 2005 dopo circa 18.000 esemplari costruiti in tutto il mondo.
Motore seconda generazione
V6 3.5 biturbo ibrido Sport Hybrid SH-AWD, fino a 581 CV (600 CV Type S)
Seconda generazione (2016-2022): la supercar ibrida a quattro motori
Dopo oltre un decennio di assenza, la NSX torna nel 2016 con un'impostazione completamente diversa: un V6 3.5 litri biturbo, con blocco motore realizzato in collaborazione con Cosworth, abbinato al sistema ibrido Sport Hybrid SH-AWD. Un motore elettrico tra il propulsore termico e il cambio a doppia frizione a nove rapporti si affianca a due motori elettrici sull'asse anteriore, dedicati al torque vectoring e alla trazione integrale.
La potenza complessiva raggiunge i 581 CV, capaci di spingere la vettura da 0 a 100 km/h in circa 3,2 secondi e fino a 308 km/h di velocità massima. La produzione, estremamente limitata, avviene nello stabilimento Honda di Marysville, in Ohio. Il commiato arriva nel 2022 con la NSX Type S, versione definitiva da 600 CV realizzata in soli 350 esemplari, di cui 300 destinati al mercato nordamericano.
Velocità massima
Oltre 270 km/h (I gen.); 308 km/h (II gen.)
Guida quotidiana, affidabilità e mercato dell'usato
Coerentemente con la reputazione del marchio, la NSX si distingue per un'affidabilità superiore alla media delle supercar coetanee, sia nella versione aspirata sia in quella ibrida. Sugli esemplari più anziani della prima serie si segnalano piccole noie di gioventù, come vibrazioni nella zona della plancia o saltuari malfunzionamenti dei gruppi ottici posteriori, senza però intaccare l'affidabilità meccanica di fondo.
Sul fronte del comfort, la seconda generazione privilegia un assetto piuttosto rigido e un'accessibilità non semplicissima per via della posizione di guida ribassata, mentre il sistema ibrido garantisce comunque consumi ragionevoli per la categoria. Trattandosi in entrambi i casi di modelli a tiratura limitata, il mercato dell'usato è ristretto e caratterizzato da quotazioni in costante apprezzamento, specie per gli esemplari della prima serie in buone condizioni e per le versioni speciali.









