Scheda modello

Honda Beat

La Honda Beat è una roadster kei car a due posti con motore centrale-posteriore e trazione posteriore, prodotta dal 1991 al 1996. Nata da un disegno Pininfarina e spinta da un tricilindrico 656 cc ad alto regime, è stata l'ultima vettura approvata personalmente da Soichiro Honda.

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Perché sì

  • Motore tricilindrico 656 cc ad alto regime (fino a 8.100-9.000 giri) con risposta immediata grazie al sistema MTREC a farfalle multiple
  • Handling molto reattivo grazie al layout a motore centrale-posteriore e al baricentro ribassato
  • Prima kei car con freni a disco su tutte le ruote
  • Peso contenuto (760 kg) che esalta il rapporto peso/potenza percepito
  • Design Pininfarina riconoscibile e cabrio con capote apribile manualmente

Da valutare

  • Potenza limitata a 64 CV per rispettare i vincoli normativi delle kei car giapponesi
  • Velocità massima autolimitata elettronicamente a 135 km/h
  • Abitacolo e bagagliaio estremamente ridotti, pensati per il solo mercato interno giapponese
  • Vettura mai venduta ufficialmente fuori dal Giappone, quindi reperibile solo tramite importazione
  • Componenti soggette a usura su esemplari con molti chilometri o mal conservati, come tubazioni del liquido di raffreddamento, pinze freno e guarnizioni

In sintesi

Segmento
Kei car sportiva (roadster)
Carrozzeria
Spider 2 porte, 2 posti
Anni di produzione
1991-1996
Layout
Motore centrale posteriore, trazione posteriore (MR)
Motore
3 cilindri in linea 656 cc E07A con sistema MTREC
Potenza massima
64 CV a 8.100 giri/min
Cambio
Manuale a 5 rapporti
Peso
760 kg
Velocità massima
135 km/h (limitata elettronicamente)
Unità prodotte
Circa 33.600

La Beat nasce nel maggio 1991 come risposta Honda alla voglia di divertimento puro all'interno delle rigide regole del segmento kei car giapponese. Il progetto punta su un layout raro per la categoria, il motore centrale con trazione posteriore, abbinato a una carrozzeria spider leggera disegnata dalla Pininfarina. Honda la presenta come la prima due posti a motore centrale del segmento kei, sottolineando un concetto che non rientra nelle categorie tradizionali e punta tutto su leggerezza, agilità e piacere di guida. È inoltre l'ultimo modello che Soichiro Honda, fondatore dell'azienda, approva personalmente prima della sua scomparsa nel 1991. La produzione prosegue fino al febbraio 1996, per un totale di circa 33.600 esemplari, senza che Honda le affianchi mai un'erede diretta fino all'arrivo della S660 nel 2015.

Un progetto fuori dagli schemi

Al momento del lancio, nel maggio 1991, Honda presenta la Beat come la prima due posti a motore centrale del segmento kei giapponese, un'idea che rompe con la tradizione delle city car economiche a trazione anteriore diffuse nella categoria. La vettura viene comunicata con lo slogan "Midship Amusement", a sottolineare che l'obiettivo non è il minimo ingombro fine a se stesso, ma il piacere di guida racchiuso in un formato compatto.

  • Layout a motore centrale-posteriore e trazione posteriore, raro per una kei car
  • Peso distribuito 43% anteriore e 57% posteriore a vettura con un solo occupante
  • Baricentro molto basso per esaltare l'agilità in curva

Motore

3 cilindri in linea 656 cc E07A con sistema MTREC

Il motore MTREC e le prestazioni

Il cuore della Beat è un tre cilindri 656 cc raffreddato a liquido, abbinato al sistema Honda MTREC (Multi Throttle Responsive Engine Control), che utilizza un corpo farfallato indipendente per ciascun cilindro. La soluzione, ispirata a tecnologie derivate dall'esperienza Honda in Formula 1, permette al piccolo motore di erogare 64 CV a 8.100 giri/min e una coppia massima di 6,1 kgm a 7.000 giri, con un regime di rotazione che nelle versioni più spinte arriva fino a 9.000 giri.

Per rispettare i limiti di potenza imposti dalla normativa giapponese sulle kei car, la velocità massima è limitata elettronicamente a 135 km/h. L'unico cambio disponibile è un manuale a 5 rapporti.

Potenza massima

64 CV a 8.100 giri/min

Design, dotazioni e versioni speciali

La carrozzeria spider, con capote in tela ad azionamento manuale, porta la firma dello stile Pininfarina. All'interno, la Beat propone una strumentazione dall'ispirazione motociclistica con contagiri, tachimetro e strumenti ausiliari disposti in pod separati, oltre a una selleria con motivo a zebra su alcune versioni.

Tra il 1992 e il 1993 Honda amplia la gamma con alcune edizioni limitate per rilanciare le vendite: la Version F, in tiratura limitata con vernice Aztec Green Pearl, la Version C con carrozzeria Captiva Blue Pearl e cerchi bianchi, e la successiva Version Z, disponibile nelle colorazioni Blade Silver Metallic o Evergrade Green Metallic, con cerchi in lega, terminale di scarico in acciaio inox e alettone posteriore con luce di stop supplementare.

Velocità massima

135 km/h (limitata elettronicamente)

Affidabilità e mercato dell'usato

La meccanica della Beat è considerata generalmente robusta se sottoposta a manutenzione regolare, ma sugli esemplari con chilometraggio elevato o mal tenuti si segnalano alcuni punti di attenzione tipici di una vettura ormai di oltre trent'anni: consumo eccessivo di olio dovuto a usura degli anelli pistone, tubazioni del liquido di raffreddamento che intrappolano aria e vaso di espansione soggetto a incrinature con l'invecchiamento, pinze freno che si bloccano per il liquido non rinnovato e piccole perdite dalle guarnizioni del distributore.

Non essendo mai stata commercializzata ufficialmente fuori dal Giappone, oggi la Beat circola all'estero solo attraverso l'importazione di esemplari usati JDM. La sua rarità relativa e il fascino da piccola sportiva a motore centrale ne sostengono le quotazioni sul mercato del collezionismo.

Le generazioni della Beat

  • Serie unica E-PP1 (1991-1996) — La Honda Beat viene prodotta in un'unica generazione, senza restyling strutturali, ma con l'introduzione nel tempo di alcune versioni speciali in edizione limitata (Version F, Version C, Version Z) che si differenziano per colori esclusivi, cerchi in lega dedicati e piccoli dettagli estetici, mantenendo invariate meccanica e impostazione generale del modello.

Domande frequenti sulla Beat

Che tipo di trazione ha la Honda Beat?

La Beat adotta un layout a motore centrale-posteriore con trazione sulle sole ruote posteriori, una configurazione insolita per una kei car dell'epoca.

Quanto è potente il motore della Honda Beat?

Il tricilindrico 656 cc con sistema MTREC eroga 64 CV a 8.100 giri/min, il massimo consentito dalla normativa giapponese sulle kei car per questa categoria di motori.

La Honda Beat è mai stata venduta in Europa o negli Stati Uniti?

No, la Beat è stata commercializzata unicamente in Giappone attraverso la rete di concessionari Honda Primo. Gli esemplari presenti all'estero provengono da importazioni di auto usate JDM.

Quanti esemplari di Honda Beat sono stati prodotti?

Tra il 1991 e il 1996 ne sono stati costruiti circa 33.600 esemplari, con la quota più consistente realizzata nel primo anno di produzione.

Chi ha disegnato la carrozzeria della Honda Beat?

Lo stile è stato curato dalla Pininfarina, che ha sviluppato la linea della spider poi ceduta a Honda per la produzione in serie.

Fonti

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