Scheda modello

Honda Ascot

La Honda Ascot è una berlina di fascia medio-alta prodotta e venduta esclusivamente in Giappone dal 1989 al 1997, nata come alternativa alla Accord per la rete di concessionari Honda Primo.

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Perché sì

  • Meccanica derivata dalla Honda Accord, quindi solida e ben collaudata
  • Dotazioni avanzate per l'epoca sulle versioni di vertice: ABS a quattro ruote, controllo di trazione, differenziale a slittamento limitato viscoso e sterzo alle quattro ruote (4WS)
  • Sospensioni a doppio quadrilatero su tutte e quattro le ruote nelle versioni top di gamma
  • Motorizzazioni ad ampia scelta, dai 4 cilindri fino al 5 cilindri in linea della seconda generazione
  • Linea distintiva rispetto alla Accord, con la variante Innova dal profilo da coupé a quattro porte

Da valutare

  • Commercializzata esclusivamente in Giappone: reperibilità di ricambi ed esemplari molto limitata fuori dal mercato interno
  • Le dotazioni elettroniche e meccaniche più sofisticate (4WS, controllo di trazione) rendono la manutenzione più complessa su esemplari datati
  • Modello poco conosciuto e di fatto oscurato commercialmente dalla Accord, con cui condivide gran parte della base tecnica
  • Fine produzione senza un vero erede diretto sul mercato giapponese dopo il passaggio alla Honda Torneo

In sintesi

Segmento
Berlina media di fascia alta
Carrozzeria
Berlina 4 porte (Innova: pillared hardtop)
Anni di produzione
1989-1997
Mercato
Solo Giappone, rete di vendita Honda Primo
Motorizzazioni
4 cilindri 1.8-2.3 litri; 5 cilindri in linea 2.0-2.5 litri (seconda generazione)
Trazione
Anteriore
Cambio
Manuale a 5 marce o automatico a 4 marce Honda Prosmatic
Stabilimento
Sayama, prefettura di Saitama
Modello gemello
Honda Accord (quarta generazione, mercato giapponese)
Erede
Honda Torneo (dal 1997)

Nel 1989 Honda amplia in modo deciso la gamma costruita attorno alla quarta generazione della Accord, facendo debuttare in parallelo modelli come Accord Inspire, Vigor e, appunto, Ascot, pensati per rispondere a esigenze di mercato sempre più diversificate. L'Ascot nasce da un'esigenza pratica: poiché la nuova Accord viene destinata in esclusiva alla rete di vendita Honda Clio, la rete Primo necessita di una propria berlina di pari livello. La soluzione è una vettura gemella dal punto di vista tecnico e abitacolo, ma con una carrozzeria e un posizionamento distinti, pensati per trasmettere un'immagine più elegante e raffinata, richiamata dallo stesso nome scelto in onore dell'ippodromo britannico di Ascot e della celebre cravatta omonima.

Una berlina gemella pensata per la rete Primo

La prima generazione della Honda Ascot, identificata dai codici telaio CB1/2/3/4, condivide con la Accord dell'epoca praticamente tutta la struttura tecnica e l'abitacolo, plancia compresa. Ciò che cambia è la carrozzeria esterna, ridisegnata per dare al modello un carattere più distinto e un posizionamento leggermente più premium all'interno della rete di vendita Honda Primo.

  • Motore 1.8 litri F18A ad aspirazione naturale con distribuzione monoalbero
  • Motore 2.0 litri F20A1 monoalbero
  • Motore 2.0 litri F20A a doppio albero a camme in testa

La versione di vertice, denominata 2.0FBT-i, si distingue per una dotazione all'avanguardia per la fascia di mercato: freni a disco antibloccanti sulle quattro ruote, controllo di trazione, differenziale a slittamento limitato a giunto viscoso, sterzo meccanico alle quattro ruote e sospensioni a doppio quadrilatero su entrambi gli assi, abbinate all'alimentazione a iniezione elettronica PGM-FI. I gruppi ottici anteriori vengono ripresi dalla Honda Inspire, mentre nello spoiler posteriore trova posto un terzo stop a LED.

Motorizzazioni

4 cilindri 1.8-2.3 litri; 5 cilindri in linea 2.0-2.5 litri (seconda generazione)

Ascot Innova: il profilo da coupé a quattro porte

Presentata il 5 marzo 1992, la Ascot Innova introduce una carrozzeria berlina con montanti centrali sottili e vetri laterali senza cornice, una soluzione da "pillared hardtop" che le conferisce un profilo più filante e sportivo, ispirato alla contemporanea Honda Prelude. Il modello va così a confrontarsi con altre berline dal taglio simile presenti allora sul mercato giapponese.

Sotto il cofano trovano posto unità 2.0 litri monoalbero (nelle varianti 2.0iC e 2.0i) e, sulla versione di punta 2.3Si-Z, il quattro cilindri 2.3 litri a doppio albero H23A, derivato dalla Prelude destinata all'esportazione. Lo sterzo alle quattro ruote è disponibile sulle varianti 2.0i, 2.0Si e 2.3Si-Z, mentre la trasmissione è affidata a un cambio manuale a 5 marce solo sull'allestimento base 2.0iC; tutte le altre versioni montano il cambio automatico a 4 rapporti Honda Prosmatic. Le versioni con motore di cilindrata maggiore adottano anche una carreggiata leggermente più larga, per rispondere alle diverse fasce della tassazione giapponese legata alle dimensioni del veicolo.

Anni di produzione

1989-1997

La seconda generazione: layout motore longitudinale

Nel 1993 la gamma Ascot (codici telaio CE4/5) viene profondamente rivista con l'adozione di un'architettura a motore longitudinale, in sostituzione dell'impostazione trasversale della generazione precedente. Il cuore della nuova Ascot è rappresentato dai motori a cinque cilindri in linea della famiglia G, disponibili nelle cilindrate 2.0 litri (G20A1) e 2.5 litri (G25A1).

Questa seconda serie condivide l'impianto tecnico con la Honda Rafaga, altro modello di produzione giapponese dello stesso periodo, e si posiziona con un passo più corto rispetto alle berline concorrenti di fascia paragonabile.

Erede

Honda Torneo (dal 1997)

Fine produzione ed eredità

La produzione della Honda Ascot si chiude nel 1997, dopo otto anni di carriera interamente vissuti sul mercato interno giapponese. Sia la Ascot sia la Rafaga vengono sostituite dalla Honda Torneo, che raccoglie l'eredità di questa fascia di berline eleganti pensate per la clientela della rete di concessionari domestica.

Proprio per la sua natura di modello mai esportato, la Ascot resta oggi una vettura poco conosciuta al di fuori del Giappone, nonostante condivida gran parte della propria ingegneria con la ben più celebre Honda Accord dello stesso periodo.

Le generazioni della Ascot

8anni di storia

1989—19934 anni

Prima generazione - CB1/2/3/4

Berlina gemella della quarta generazione Accord, con carrozzeria esterna dedicata e allestimento di vertice dotato di ABS, controllo di trazione, differenziale viscoso e sterzo alle quattro ruote.

1992—19964 anni

Ascot Innova - CB3/4, CC4/5

Variante con carrozzeria pillared hardtop e vetri laterali senza cornice, motori 2.0 litri monoalbero e 2.3 litri a doppio albero, disponibile con sterzo alle quattro ruote sugli allestimenti superiori.

1993—19974 anni

Seconda generazione - CE4/5

Impostazione con motore longitudinale a cinque cilindri in linea da 2.0 o 2.5 litri, piattaforma condivisa con la Honda Rafaga, ultima serie prima della sostituzione con la Honda Torneo.

Domande frequenti sulla Ascot

La Honda Ascot è mai stata venduta fuori dal Giappone?

No, la Ascot è stata commercializzata esclusivamente sul mercato giapponese, attraverso la rete di concessionari Honda Primo, dal 1989 al 1997.

Che rapporto c'è tra Honda Ascot e Honda Accord?

La prima generazione della Ascot è tecnicamente gemella della Accord dello stesso periodo, con cui condivide pianale e abitacolo, ma monta una carrozzeria esterna dedicata e un posizionamento più orientato all'eleganza.

Cos'è la Honda Ascot Innova?

È la variante con carrozzeria pillared hardtop della Ascot, introdotta nel marzo 1992, caratterizzata da vetri laterali senza cornice e da una linea più sportiva e filante rispetto alla berlina tradizionale.

Quali motori montava la Honda Ascot?

La prima generazione offriva quattro cilindri da 1.8 e 2.0 litri, la Innova aggiungeva un 2.3 litri a doppio albero, mentre la seconda generazione adottava cinque cilindri in linea da 2.0 e 2.5 litri con disposizione longitudinale.

Quale modello ha sostituito la Honda Ascot?

La produzione della Ascot si è conclusa nel 1997, quando il modello è stato sostituito dalla Honda Torneo insieme alla Honda Rafaga.

Fonti

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