Una berlina gemella pensata per la rete Primo
La prima generazione della Honda Ascot, identificata dai codici telaio CB1/2/3/4, condivide con la Accord dell'epoca praticamente tutta la struttura tecnica e l'abitacolo, plancia compresa. Ciò che cambia è la carrozzeria esterna, ridisegnata per dare al modello un carattere più distinto e un posizionamento leggermente più premium all'interno della rete di vendita Honda Primo.
- Motore 1.8 litri F18A ad aspirazione naturale con distribuzione monoalbero
- Motore 2.0 litri F20A1 monoalbero
- Motore 2.0 litri F20A a doppio albero a camme in testa
La versione di vertice, denominata 2.0FBT-i, si distingue per una dotazione all'avanguardia per la fascia di mercato: freni a disco antibloccanti sulle quattro ruote, controllo di trazione, differenziale a slittamento limitato a giunto viscoso, sterzo meccanico alle quattro ruote e sospensioni a doppio quadrilatero su entrambi gli assi, abbinate all'alimentazione a iniezione elettronica PGM-FI. I gruppi ottici anteriori vengono ripresi dalla Honda Inspire, mentre nello spoiler posteriore trova posto un terzo stop a LED.
Motorizzazioni
4 cilindri 1.8-2.3 litri; 5 cilindri in linea 2.0-2.5 litri (seconda generazione)
Ascot Innova: il profilo da coupé a quattro porte
Presentata il 5 marzo 1992, la Ascot Innova introduce una carrozzeria berlina con montanti centrali sottili e vetri laterali senza cornice, una soluzione da "pillared hardtop" che le conferisce un profilo più filante e sportivo, ispirato alla contemporanea Honda Prelude. Il modello va così a confrontarsi con altre berline dal taglio simile presenti allora sul mercato giapponese.
Sotto il cofano trovano posto unità 2.0 litri monoalbero (nelle varianti 2.0iC e 2.0i) e, sulla versione di punta 2.3Si-Z, il quattro cilindri 2.3 litri a doppio albero H23A, derivato dalla Prelude destinata all'esportazione. Lo sterzo alle quattro ruote è disponibile sulle varianti 2.0i, 2.0Si e 2.3Si-Z, mentre la trasmissione è affidata a un cambio manuale a 5 marce solo sull'allestimento base 2.0iC; tutte le altre versioni montano il cambio automatico a 4 rapporti Honda Prosmatic. Le versioni con motore di cilindrata maggiore adottano anche una carreggiata leggermente più larga, per rispondere alle diverse fasce della tassazione giapponese legata alle dimensioni del veicolo.
Anni di produzione
1989-1997
La seconda generazione: layout motore longitudinale
Nel 1993 la gamma Ascot (codici telaio CE4/5) viene profondamente rivista con l'adozione di un'architettura a motore longitudinale, in sostituzione dell'impostazione trasversale della generazione precedente. Il cuore della nuova Ascot è rappresentato dai motori a cinque cilindri in linea della famiglia G, disponibili nelle cilindrate 2.0 litri (G20A1) e 2.5 litri (G25A1).
Questa seconda serie condivide l'impianto tecnico con la Honda Rafaga, altro modello di produzione giapponese dello stesso periodo, e si posiziona con un passo più corto rispetto alle berline concorrenti di fascia paragonabile.
Erede
Honda Torneo (dal 1997)
Fine produzione ed eredità
La produzione della Honda Ascot si chiude nel 1997, dopo otto anni di carriera interamente vissuti sul mercato interno giapponese. Sia la Ascot sia la Rafaga vengono sostituite dalla Honda Torneo, che raccoglie l'eredità di questa fascia di berline eleganti pensate per la clientela della rete di concessionari domestica.
Proprio per la sua natura di modello mai esportato, la Ascot resta oggi una vettura poco conosciuta al di fuori del Giappone, nonostante condivida gran parte della propria ingegneria con la ben più celebre Honda Accord dello stesso periodo.









