Un SUV nato da una base Toyota
Il Great Wall Safe si distingue per una genesi tecnica particolare: la sua struttura riprende in modo evidente quella del Toyota 4Runner di seconda generazione, tanto nelle forme squadrate della carrozzeria quanto nell'impostazione meccanica. Anche il motore, un 2.2 litri a quattro cilindri siglato GW491QE, deriva da un propulsore Toyota prodotto su licenza in Cina in quegli anni, un'epoca in cui diversi accordi tecnici tra case giapponesi e costruttori cinesi permettevano a marchi come Great Wall di accedere a tecnologie già collaudate.
- Erogazione di circa 106 CV e 190 Nm di coppia massima
- Cambio manuale a 5 marce
- Leve separate per la trasmissione e per l'innesto della trazione integrale
Potenza
106 CV
Motore e meccanica
L'unica motorizzazione proposta sul Safe è il 2.2 litri a benzina da 106 CV, abbinato a un cambio manuale a cinque rapporti. Il veicolo era disponibile sia in configurazione a trazione posteriore sia in versione a trazione integrale inseribile, quest'ultima pensata per un utilizzo anche fuori dall'asfalto. La velocità massima dichiarata si attestava attorno ai 140 km/h, valore coerente con la vocazione robusta più che sportiva del modello.
Anni di produzione
2002-2009
Dimensioni e carrozzeria
Nel corso della produzione il Safe ha visto lievi variazioni dimensionali legate ai diversi allestimenti e ai restyling intermedi. La lunghezza oscilla tra 4.560 e 4.860 mm, la larghezza tra 1.725 e 1.780 mm, mentre l'altezza varia tra 1.770 e 1.820 mm, con un passo fisso di 2.615 mm. Il peso a vuoto si colloca tra i 1.965 e i 2.085 kg, valori tipici di un SUV a telaio robusto pensato per carichi impegnativi.
Il ruolo del Safe nella storia di Great Wall
Il Safe rappresenta il primo SUV prodotto in grandi volumi da Great Wall Motor, un passaggio strategico fondamentale per un'azienda che fino ad allora si era concentrata soprattutto su pick-up e veicoli commerciali con il modello Deer. Il successo commerciale ottenuto in Cina, favorito da un prezzo di listino molto aggressivo, ha contribuito a consolidare l'esperienza di Great Wall nel segmento fuoristrada, un know-how che negli anni successivi confluirà nello sviluppo dei modelli Hover prima e, dal 2013, nella nascita del marchio dedicato ai SUV, Haval.








