Dal Syclone al Typhoon: la genesi di un SUV fuori scala
Il progetto Typhoon prende forma subito dopo il successo di pubblico e critica ottenuto dal GMC Syclone, pickup compatto trasformato in una sorta di missile da strada. GMC decise di replicare la stessa filosofia su una base più familiare e pratica, il SUV Jimmy, mantenendo però intatto il cuore pulsante del progetto: il propulsore turbocompresso e la trazione integrale.
La realizzazione fu affidata, come per il Syclone, alla società esterna Production Automotive Services, che si occupò dell'assemblaggio finale delle componenti speciali su base produttiva GMC.
Motore
V6 4.3 litri turbocompresso
Motore e prestazioni
Sotto il cofano del Typhoon lavora un V6 4.3 litri turbocompresso, alimentato da un turbo Mitsubishi abbinato a un intercooler ad acqua/aria, capace di erogare 280 CV e una coppia elevata già ai bassi regimi. La potenza viene scaricata a terra tramite un cambio automatico a 4 rapporti e un sistema di trazione integrale che ripartisce la coppia con una netta prevalenza verso il retrotreno.
Il risultato, testato all'epoca dalla stampa specializzata statunitense, fu un'accelerazione da 0 a 60 miglia orarie coperta in poco più di 5 secondi, con tempi sul quarto di miglio da vera sportiva: numeri che permisero al Typhoon di essere paragonato a coupé e SUV ben più blasonati e costosi.
Potenza
280 CV
Meccanica e allestimento
- Sospensione posteriore pneumatica autolivellante, elemento distintivo rispetto al Syclone
- Impianto frenante e assetto rivisti per sostenere le prestazioni del motore
- Differenziale a slittamento limitato per migliorare la trazione in accelerazione
- Livree esterne dedicate, con abbinamenti di colore differenti tra il primo e il secondo anno di produzione
Anni di produzione
1992-1993
Il Typhoon oggi: rarità, difetti noti e mercato del collezionismo
Con appena 4.697 esemplari costruiti in due anni, il Typhoon è oggi un modello di nicchia molto ricercato dai collezionisti di auto americane ad alte prestazioni. Chi valuta l'acquisto di un esemplare usato deve però tenere presente alcuni punti deboli tipici di questa vettura: il motore, se non mantenuto con cura o spinto oltre i livelli di pressione originali del turbo, può soffrire di rotture a pistoni e bielle; l'elettronica dell'epoca risente naturalmente del tempo trascorso; e la sospensione pneumatica posteriore è un componente delicato, non sempre semplice da reperire e riparare oggi.
Proprio per la sua rarità e per il ruolo di apripista nella storia dei SUV sportivi, negli ultimi anni il valore degli esemplari ben conservati è cresciuto in modo significativo sul mercato del collezionismo.
