Un pick-up con il cuore da sportiva
Sotto il cofano della Syclone lavorava una versione pesantemente modificata del V6 4.3 litri GMC, abbinata a un turbocompressore Mitsubishi con intercooler ad acqua. La potenza dichiarata era di 280 CV a 4.400 giri, per una coppia di 475 Nm già disponibile a 3.600 giri: cifre che consentivano scatti fulminei nonostante il peso del mezzo, superiore a 1.500 kg.
- Motore V6 4.3 litri turbo con intercooler ad acqua
- Trazione integrale permanente con ripartizione a favore del retrotreno
- Cambio automatico a 4 rapporti
- Impianto frenante ABS su tutte le ruote, raro per l'epoca su un pick-up
Motore
V6 4.3 litri turbocompresso
La sfida (vinta) contro una Ferrari
Il momento che rese celebre la Syclone fu un confronto diretto organizzato da una nota rivista automobilistica statunitense con una Ferrari 348 ts. Sul quarto di miglio il pick-up americano si dimostrò più scattante della sportiva di Maranello, complice la trazione integrale che gli permetteva di sfruttare al meglio la potenza fin dai primi metri. La Ferrari, dotata di un V8 aspirato e di una velocità massima superiore, riusciva poi a recuperare terreno alle andature più elevate, ma l'episodio bastò a consacrare la Syclone come uno dei pick-up più veloci mai costruiti.
Potenza
280 CV a 4.400 giri/min
Rarità e vita commerciale breve
Nonostante il clamore suscitato dalla stampa specializzata, la Syclone ebbe una carriera commerciale molto breve. Il prezzo elevato rispetto a un pick-up tradizionale ne limitò la diffusione, tanto che dopo i quasi 3.000 esemplari del 1991 la produzione si fermò praticamente subito, con appena tre unità realizzate nel 1992. Proprio questa brevissima vita di serie ha reso la Syclone un oggetto di culto per i collezionisti di auto americane, complice anche l'eredità tecnica raccolta l'anno successivo dal SUV GMC Typhoon, che ne riprendeva meccanica e filosofia sportiva.
