Design e carrozzeria
La GAZ 31029 riprende l'impostazione strutturale della GAZ-24-10 ma adotta gran parte dei pannelli di carrozzeria della più recente GAZ-3102. Il frontale fu ridisegnato con un taglio più moderno e affusolato rispetto alle Volga precedenti, mentre i paraurti passarono dal cromo alla plastica nera, segnando una rottura visiva netta con l'estetica sovietica classica.
- Berlina 4 porte come versione principale
- Variante station wagon GAZ-31022, con coda ripresa dalla GAZ-2402 e frontale nuovo
- Declinazioni per taxi (GAZ-31021) e ambulanza (GAZ-31023)
Motore principale
ZMZ-402 2.4 benzina, 100 CV
Motorizzazioni
Il propulsore più diffuso della GAZ 31029 fu lo ZMZ-402, un quattro cilindri benzina a carburatore da circa 2,4 litri capace di erogare intorno ai 100 CV, abbinato a un cambio manuale a 5 marce. Le prestazioni restavano modeste, con una velocità massima di circa 150 km/h.
A partire dal 1996 fu introdotta una versione aggiornata, la 31029-50, equipaggiata con il nuovo motore ZMZ-406, un quattro cilindri bialbero a iniezione da 2,3 litri e circa 145 CV, che migliorava sensibilmente reattività e velocità massima, portata a circa 170 km/h. In alcuni mercati fu proposta anche una variante con motore Rover 2.0 16V da 136 CV.
Anni di produzione
1992-1997
Mercato e produzione
La GAZ 31029 fu prodotta principalmente nello stabilimento storico di Nižnij Novgorod, con un'estensione dell'assemblaggio, tra il 1995 e il 1997, presso lo stabilimento KrimAvtoGAZ di Simferopol, in Ucraina. Il picco produttivo fu toccato nel 1993, con circa 115.000 esemplari realizzati in un solo anno, un ritmo che però contribuì al peggioramento della qualità costruttiva rispetto alle Volga precedenti.
Il modello non fu mai commercializzato ufficialmente nei mercati dell'Europa occidentale, restando una vettura pensata e distribuita quasi esclusivamente nell'area post-sovietica.
Eredità e percezione
Con la GAZ 31029 la Volga cambiò radicalmente immagine: se le generazioni precedenti erano associate al prestigio dei funzionari e della nomenklatura sovietica, la 31029, prodotta in grandi numeri e a costi contenuti, divenne un'auto diffusa e accessibile, finendo per essere associata nell'immaginario popolare a uno stile di guida spregiudicato più che al potere e allo status.