Dalla GAZ-24 alla 24-10: una lunga evoluzione
La Volga GAZ-24 nacque per sostituire la GAZ-21, offrendo un passo più lungo (2.800 mm contro i 2.700 mm della progenitrice) e una linea più bassa e moderna. Lo stabilimento di Nižnij Novgorod avviò la produzione in serie il 15 luglio 1970, un lancio che l'azienda stessa ricorda come il primo caso nell'industria automobilistica russa in cui un nuovo modello entrò in produzione senza fermare la linea di montaggio principale.
Nel corso della carriera la vettura fu aggiornata più volte: una prima serie tra il 1970 e il 1977, una seconda tra il 1977 e il 1985 con revisioni di sicurezza e comfort, fino al 1985, quando debuttò la 24-10, la sigla che in Italia viene resa come GAZ 2410. Su questa versione confluirono soluzioni tecniche pensate per la futura GAZ-3102, pur mantenendo l'impostazione strutturale della carrozzeria originale.
Motore
4 cilindri in linea, 2.445 cc, benzina
Motori e meccanica
Il propulsore di base della Volga 24 era lo ZMZ-24D, un quattro cilindri in linea a valvole in testa con blocco in alluminio, cilindrata di 2.445 cc e potenza di 95 CV, abbinato a un carburatore a doppio corpo e a un cambio manuale a quattro marce. Con l'arrivo della 24-10 il motore fu aggiornato allo standard ZMZ-402, capace di erogare 100 CV ma con la necessità di benzina a 92 ottani, più difficile da reperire nell'Unione Sovietica dell'epoca.
Accanto alla berlina di serie esistevano varianti speciali: la GAZ-24-24, riservata a compiti istituzionali e di sicurezza, montava un otto cilindri di 5.530 cc abbinato a un cambio automatico a tre rapporti, impiegato come vettura di scorta per le auto governative e come mezzo intercettore.
Potenza
100 CV (75 kW)
Carrozzeria, allestimenti e varianti
- GAZ-24-01: la berlina di serie, la più diffusa
- GAZ-24-02: familiare a cinque porte, introdotta nel 1972
- GAZ-24-03: allestimento ambulanza, dal 1973
- GAZ-24-04: variante taxi in configurazione station wagon
- GAZ-24-11 / 24-12 / 24-13: rispettivamente taxi, familiare e ambulanza nella gamma aggiornata 24-10
La dotazione di serie comprendeva freni a tamburo autoregistranti con ripartizione anteriore/posteriore, autoradio con antenna elettrica, imbottiture di sicurezza negli interni, bracciolo centrale anteriore e posteriore, alternatore, tergicristallo a tre velocità con lavavetro a pedale, riscaldamento con sbrinatore e lunotto termico.
Anni di produzione
1985-1992 (GAZ-24-10), nell'ambito della serie GAZ-24 avviata nel 1970
Un simbolo della società sovietica
Per gran parte della sua carriera la Volga 24, e con essa la 2410, fu appannaggio della nomenklatura sovietica: l'acquisto da parte di privati richiedeva un permesso speciale, il che ne fece un vero status symbol. Il resto della produzione veniva destinato a taxi, forze dell'ordine e servizi di ambulanza. Proprio i taxisti coniarono per la vettura un soprannome informale legato alla sua linea affusolata e ai due elementi cromati sotto il paraurti anteriore, mentre la robustezza della scocca rinforzata le valse il nomignolo di "chiatta" tra gli automobilisti sovietici.
Una quota della produzione fu inoltre assemblata in Belgio e commercializzata con il marchio Scaldia-Volga per il mercato dell'Europa occidentale, uno dei pochi canali attraverso cui il modello raggiunse il pubblico fuori dal blocco sovietico.
Produzione complessiva serie GAZ-24
1.479.389 esemplari fino al 1992
La GAZ 2410 oggi: usato e collezionismo
Con la fine della produzione nel 1992 la staffetta passò alla GAZ-3102 e alle successive evoluzioni della gamma Volga, che l'azienda avrebbe portato avanti fino al definitivo abbandono delle vetture private nel 2010. Oggi la GAZ 2410 è ricercata soprattutto dagli appassionati di auto d'epoca dell'Europa dell'Est: gli esemplari con provenienza da flotte ministeriali, verniciatura nera e interni originali sono i più apprezzati dai collezionisti. In Italia la vettura resta comunque una presenza rara, reperibile principalmente tramite piattaforme di auto d'epoca internazionali piuttosto che nel mercato dell'usato tradizionale.