Dal Courier al pick-up globale: le generazioni del Ranger
Il Ford Ranger nasce nel 1983 come pick-up compatto per il mercato nordamericano, pensato per raccogliere l'eredità del piccolo Courier. La storia che interessa da vicino l'Europa e l'Italia comincia però nel 1998, quando Ford lancia in Thailandia una gamma Ranger pensata specificamente per i mercati di Asia-Pacifico e Sudamerica, poi estesa anche al Vecchio Continente.
- Prima generazione (1998-2006): nasce sulla base tecnica condivisa con la Mazda B-Series, con motori a benzina e diesel fino al 3.0 turbo.
- Seconda generazione (2006-2011): stile ridisegnato e gamma motori che si concentra esclusivamente sul diesel.
- Terza generazione T6 (2011-2022): debutta la piattaforma T6, condivisa a livello globale, che per la prima volta unifica la gamma Ranger venduta fuori dal Nord America.
- Quarta generazione T6 (dal 2022): nuovo design, motori aggiornati, versione Raptor irrobustita e, più di recente, la prima motorizzazione plug-in hybrid della categoria in Europa.
In Italia il Ranger è leader del segmento pick-up dal 2016, posizione che il modello mantiene tuttora grazie a un'offerta ampia di carrozzerie e allestimenti.
Produzione gamma internazionale
Dal 1998, quarta generazione dal 2022
Motorizzazioni e trasmissioni
La gamma attuale ruota attorno ai motori diesel EcoBlue a quattro cilindri: il 2.0 biturbo, proposto nelle taglie da 170 CV e 205 CV, e il più potente 3.0 EcoBlue V6 da 240 CV riservato agli allestimenti di vertice. Il 2.0 da 170 CV può essere abbinato al cambio manuale a 6 rapporti, mentre le versioni più potenti utilizzano l'automatico a 10 rapporti, apprezzato per la prontezza nel trovare il rapporto giusto sia su asfalto sia in fuoristrada.
Tutte le motorizzazioni sono abbinate alla trazione integrale inseribile, con riduttore e differenziali bloccabili a seconda dell'allestimento, per un mezzo che punta a coniugare l'uso da lavoro con quello per il tempo libero.
Ranger Raptor: l'anima da rally-raid
Al vertice della gamma siede il Ranger Raptor, la variante più estrema pensata per chi cerca prestazioni fuoristradistiche vicine a quelle di un rally-raid. Il cuore è un motore a benzina V6 EcoBoost biturbo da 3.0 litri e 292 CV, abbinato al cambio automatico a 10 rapporti.
A fare la differenza sono le sospensioni: ammortizzatori FOX Live Valve da 2,5 pollici che regolano elettronicamente lo smorzamento in tempo reale, schema a doppio triangolo all'anteriore e ponte posteriore con schema Watts Link. Il risultato è un'altezza da terra di 272 mm e angoli di attacco, dosso e uscita pensati per affrontare dune, guadi e sterrati veloci senza rinunciare alla guidabilità su strada.
Ranger PHEV: il pick-up si elettrifica
Con la quarta generazione Ford ha introdotto anche una motorizzazione plug-in hybrid, tra le prime della categoria pick-up in Europa. Il Ranger PHEV abbina un motore a benzina 2.3 litri a un motore elettrico integrato nel cambio automatico a 10 rapporti, per una potenza combinata elevata e una coppia generosa fin dai bassi regimi.
La batteria da 11,8 kWh consente un'autonomia in modalità elettrica fino a 43 km nel ciclo WLTP, con quattro modalità di guida dedicate per gestire l'uso dell'energia accumulata. Il sistema Pro Power Onboard trasforma inoltre il veicolo in un generatore di corrente portatile, utile in cantiere o nel tempo libero, mentre la capacità di traino resta invariata a 3.500 kg rispetto alle versioni diesel.
Affidabilità e mercato dell'usato
Sul mercato dell'usato il Ford Ranger gode di una reputazione solida come mezzo da lavoro, ma alcune motorizzazioni diesel meritano attenzione in fase di acquisto. Sul 2.0 EcoBlue sono segnalati, soprattutto su esemplari impiegati molto in città o su tragitti brevi, intasamenti del filtro antiparticolato e rigenerazioni incomplete, oltre a possibili accumuli di depositi sulla valvola EGR che si traducono in un minimo irregolare.
Altri punti da verificare in sede di controllo pre-acquisto riguardano l'usura della pompa dell'olio e le condizioni del turbocompressore, componenti che su alcuni esemplari mostrano segni di cedimento già attorno ai 60.000-80.000 km. Una storia di manutenzione documentata, con tagliandi regolari e utilizzo prevalentemente extraurbano, resta il miglior indicatore di un Ranger usato in buone condizioni.







