Perché si chiama Torino
Il nome scelto da Ford per questa berlina di taglia intermedia non è casuale: negli Stati Uniti degli anni Sessanta, Torino era conosciuta come la 'Detroit d'Italia', in virtù della presenza di FIAT e Lancia. Un omaggio che avrebbe reso, involontariamente, celebre il capoluogo piemontese anche oltreoceano.
Motorizzazioni
Sei cilindri in linea e V8 da 4,9 a 7,5 litri
Motori e meccanica
Sotto il cofano della Gran Torino trovava posto una vasta gamma di propulsori, dal sei cilindri in linea da 4,1 litri fino ai possenti V8 Ford: 302, 351 Windsor e Cleveland, 390, 400, 428 Cobra Jet, 429 e 460.
- Trasmissioni manuali o automatiche
- Freni a disco anteriori, allora una dotazione non scontata
- Sospensioni indipendenti e sterzo assistito nelle versioni più ricche
La combinazione di cilindrate generose e meccanica semplice la rende ancora oggi una vettura relativamente facile da mantenere in efficienza.
Carrozzerie
Coupé, berlina 4 porte, station wagon, cabriolet (fino al 1971)
Il mito pop: da Starsky & Hutch al film di Clint Eastwood
La Gran Torino ha conquistato la cultura popolare ben oltre i confini americani. La versione 1975 con carrozzeria a due tonalità di rosso è diventata l'auto simbolo della serie tv Starsky & Hutch, al punto che Ford annunciò una serie limitata dedicata, la Gran Torino Starsky & Hutch del 1976, prodotta però in poche centinaia di esemplari rispetto alle 50.000 unità inizialmente previste.
Ancora più celebre è il ruolo da protagonista in Gran Torino, il film del 2008 diretto e interpretato da Clint Eastwood: la sua Gran Torino Sport verde metallizzato del 1972 monta il V8 351 Cleveland Cobra Jet da circa 300 cavalli, capace di scattare da 0 a 100 km/h in circa 7 secondi.
Anni di produzione
1968-1976 (denominazione Gran Torino dal 1972 al 1976)
Un successo commerciale prima di diventare un'icona da collezione
Negli Stati Uniti la Torino non fu soltanto un fenomeno di costume: nel 1970 vinse il titolo di Motor Trend Car of the Year, mentre nel 1972 e nel 1973 superò in vendite la storica rivale Chevrolet Chevelle, con oltre 496.000 unità immatricolate in ciascuno dei due anni.
Oggi, complice la rarità sul mercato europeo, gli esemplari ben conservati sono ricercati dai collezionisti: le quotazioni partono da circa 25.000 euro per arrivare, nei casi più pregiati o battuti all'asta, oltre i 100.000 euro.









