Le origini americane: la risposta Ford alle compatte
La Ford Falcon debutta negli Stati Uniti nel 1960, ideata sotto la guida di Robert McNamara per offrire un'alternativa più piccola ed economica alle grandi berline Ford dell'epoca. L'accoglienza del mercato è immediata: nel primo anno di vendite supera le mezzo milione di unità, un risultato che la conferma come la compatta di maggior successo tra i tre grandi produttori di Detroit.
La gamma americana attraversa tre generazioni fino al 1970, proposta in numerose varianti di carrozzeria: berlina a due e quattro porte, station wagon, hardtop, cabriolet e persino versioni commerciali come la Ranchero. Il progressivo calo delle vendite, l'incapacità di adeguarsi ai nuovi standard di sicurezza federali e soprattutto il boom della Ford Mustang, sviluppata proprio sulla meccanica della Falcon, ne decretano il ritiro dal mercato statunitense.
Produzione totale
Oltre 3,5 milioni di unità (solo componente australiana)
Il trapianto in Australia e la nascita di un'icona nazionale
Già nel 1960 Ford avvia la produzione della Falcon in Australia, inizialmente come versione riadattata del modello americano presso lo stabilimento di Broadmeadows, vicino Melbourne. Le prime serie, dalla XK alla XY, si rivelano poco adatte alle condizioni stradali locali e vengono progressivamente rinforzate e modificate per il mercato australiano.
La svolta arriva nel 1972 con la serie XA: da questo momento la Falcon diventa un progetto interamente concepito, sviluppato e costruito in Australia, slegato dalla piattaforma statunitense. È l'inizio di una storia lunga oltre quarant'anni, che attraversa le generazioni XD-XF, EA-EL, AU, BA-BF fino alle ultime FG e FG X, per un totale di sette generazioni e oltre tre milioni di esemplari prodotti, esportati anche in Nuova Zelanda, Sudafrica e alcuni mercati asiatici.
Anni di produzione
1960-1970 negli Stati Uniti; 1960-2016 in Australia
Motori e prestazioni: dai sei cilindri economici ai leggendari V8 GT
Nel corso della sua storia la Falcon ha ospitato una gamma motoristica molto ampia: motori sei cilindri in linea di varie cilindrate per l'uso quotidiano e V8 via via più potenti per le versioni sportive. Il nome GT, introdotto nel 1967, diventa presto sinonimo di prestazioni: la GT-HO Phase III del 1971, spinta da un V8 351 Cleveland da circa 380 cavalli dichiarati vicino ai 300 ufficiali, viene ricordata come la berlina a quattro porte più veloce al mondo dell'epoca, con una velocità massima registrata di 227 km/h.
Nelle ultime generazioni la potenza arriva dai motori Barra turbo a sei cilindri e dal V8 Miami sovralimentato: l'edizione finale XR8 Sprint del 2016, prodotta in appena 750 esemplari, sviluppa fino a 400 kW (circa 470 CV) grazie a un compressore volumetrico Harrop, chiudendo in bellezza la carriera sportiva del modello.
Fine produzione
7 ottobre 2016, stabilimento di Broadmeadows (Australia)
Il tramonto: la fine della produzione e il mercato dell'usato
Nel maggio 2013 Ford annuncia la fine della produzione locale in Australia, conseguenza del piano di razionalizzazione globale "One Ford" e del calo strutturale delle vendite di berline full-size a favore di SUV e crossover. Il 7 ottobre 2016 l'ultima Falcon, una XR6 blu, lascia la linea di montaggio di Broadmeadows, chiudendo oltre mezzo secolo di produzione automobilistica in Australia.
- Le versioni a sei cilindri sono generalmente considerate affidabili e semplici da mantenere anche con alti chilometraggi.
- Nell'usato conviene controllare lo stato del cambio automatico nelle versioni guidate intensamente e la rumorosità del differenziale.
- Gli esemplari ex taxi, riconoscibili dai sedili in similpelle e dai fori lasciati da tassametro e insegne, vanno valutati con attenzione.
- Le serie GT, GT-HO e le ultime Sprint sono oggi ricercate dai collezionisti e hanno quotazioni in costante crescita.









