Dal debutto come F-1 alla nascita del nome F-100
La storia inizia nel gennaio 1948, quando Ford lancia la prima generazione della F-Series con la sigla F-1, presentata come un pickup finalmente pensato da zero per il lavoro quotidiano del dopoguerra, anziché derivato da un'autovettura. Il successo commerciale è immediato e spinge Ford ad ampliare rapidamente la gamma.
Il vero salto identitario arriva nel 1953: per celebrare i cinquant'anni dell'azienda, la casa di Dearborn rinnova l'intera famiglia di pickup e adotta una nuova nomenclatura a tre cifre. L'F-1 diventa così F-100, l'F-2 si trasforma in F-250 e l'F-3 in F-350. Con il restyling arrivano anche una cabina più ampia e comoda, motori aggiornati e, entro il 1956, novità come il parabrezza avvolgente, i tergicristalli elettrici e l'impianto elettrico a 12 volt.
Anni di produzione
1953-1983 negli USA (come F-1 dal 1948); fino al 1996 in Argentina e al 1998 in Brasile
Sette generazioni a stelle e strisce
Tra il 1957 e il 1983 la F-100 attraversa altre cinque generazioni sul mercato statunitense. La terza serie (1957-1960) introduce parafanghi anteriori integrati nella carrozzeria e il pianale di carico a filo fiancata, noto come Styleside. La quarta generazione (1961-1966) porta linee più basse e allungate e, per un breve periodo tra il 1961 e il 1963, propone anche una particolare versione con cabina e cassone realizzati in un unico corpo stampato: una soluzione poi abbandonata per le lamentele legate a portiere che si bloccavano sotto carico pesante.
Le generazioni successive, la quinta (1967-1972) e la sesta (1973-1979), restano basate sullo stesso pianale ma introducono progressivamente freni a disco anteriori, abitacoli più spaziosi e allestimenti sempre più curati. Nel 1975 debutta la F-150, pensata per collocarsi tra la F-100 e la F-250: è l'inizio della fine per la sigla storica, che sopravvive fino alla settima e ultima generazione (1980-1983), quando viene definitivamente ritirata dal mercato nordamericano lasciando il testimone proprio alla F-150.
Un'icona anche in Sud America
Mentre negli Stati Uniti la sigla F-100 scompariva nel 1983, in Sud America la sua storia proseguiva autonomamente e più a lungo. In Brasile la produzione parte nell'ottobre 1957 nello stabilimento di Ipiranga, a San Paolo, con una versione ispirata alla F-100 statunitense del 1956; nel 1979 il modello evolve nella F-1000, che condivide chassis e carrozzeria con la F-100 ma introduce un motore diesel MWM e una portata utile maggiorata. La produzione brasiliana si chiude solo nel 1998, con una serie speciale Lightning, prima di lasciare spazio alla F-250.
In Argentina la F-100 viene assemblata a partire dalla fine del 1959, prima nello stabilimento della Boca e poi, dal 1961, nel nuovo impianto di General Pacheco. La produzione locale prosegue fino al 1996, quando la fine dell'alleanza Autolatina tra Ford e Volkswagen porta al pensionamento del modello dopo 37 anni e oltre 400.000 esemplari costruiti, sostituito dalla Ranger.
Motori, meccanica e mercato dell'usato oggi
Nel corso delle generazioni la F-100 ha adottato una gamma ampia di motorizzazioni a benzina: motori 6 cilindri in linea via via più potenti e diversi V8, con cilindrate che sono cresciute nel tempo fino a superare i 6 litri. Nei mercati sudamericani, invece, la gamma si è arricchita nel tempo anche di propulsori diesel, coerenti con l'uso prevalentemente commerciale del veicolo.
- Meccanica robusta a telaio separato, pensata per la manutenzione e la riparazione anche in officine non specializzate
- Un mercato del restauro e del restomod molto attivo, soprattutto negli Stati Uniti, che tiene alte le quotazioni degli esemplari originali meglio conservati
- Un forte richiamo estetico che ha reso la F-100 un soggetto ricorrente per personalizzazioni radicali, comprese conversioni a motore elettrico
Non stupisce quindi che nel 2021 Ford Performance abbia scelto proprio una F-100 del 1978 come base per il concept F-100 Eluminator, un progetto che unisce l'estetica classica del pickup a una motorizzazione completamente elettrica, a testimonianza di quanto questo modello resti un'icona capace di reinventarsi.









