Le origini: un progetto, un solo modello
A differenza delle grandi case generaliste, FERVES fu un'azienda dal respiro molto ridotto, nata attorno a un'unica intuizione progettuale portata avanti dall'ingegner Carlo Ferrari. L'obiettivo era realizzare un veicolo semplice, leggero e a basso costo, capace di alternare l'uso quotidiano cittadino a un impiego agricolo o da tempo libero.
Per contenere i costi di sviluppo e produzione, FERVES scelse di appoggiarsi in modo massiccio alla meccanica Fiat già in produzione, un approccio tipico delle piccole carrozzerie specializzate italiane del periodo, che permetteva di concentrare le risorse sulla parte più originale del progetto: la scocca e l'impostazione fuoristradistica della vettura.
La Ranger: la spiaggina che sapeva arrampicarsi
La Ranger debuttò al Salone di Torino del 1966 in due allestimenti, denominati Normale e Cargo, pensati rispettivamente per l'uso da passeggeri e per un impiego più utilitario. La carrozzeria era essenziale: una scocca scoperta a quattro posti, sedili rivestiti in vinile, parabrezza ribaltabile e, sulle prime serie, portiere amovibili incernierate in stile suicide, poi sostituite da portiere tradizionali sulle versioni successive.
Il telaio era realizzato con profilati di acciaio a sezione rettangolare, sui quali venivano fissati pannelli di lamiera rivettata a comporre una carrozzeria semplice da costruire e riparare. Le dimensioni erano compatte, con una lunghezza di circa 2,63 metri, e un peso a vuoto che nella versione a trazione posteriore si fermava attorno ai 530 kg.
Meccanica Fiat e le due varianti di trazione
Il cuore della Ranger era un bicilindrico raffreddato ad aria di 499,5 cm³ derivato dalla Fiat 500 F, montato in posizione posteriore ed erogante circa 18 CV, abbinato a un cambio manuale a quattro marce con l'aggiunta di una riduttrice per l'uso fuoristrada. Sospensioni e freni provenivano dalla Fiat 600 D, mentre i semiassi anteriori erano ripresi dalla Autobianchi Primula.
- Ranger 4x2: versione a trazione posteriore, la più semplice ed economica della gamma
- Ranger 4x4: introdotta nel 1968, con trazione integrale inseribile manualmente per l'impiego più spinto fuoristrada
- Versione Cargo: pensata per il lavoro, con una capacità di carico dichiarata di circa 300 kg
La velocità massima si attestava indicativamente tra i 70 e gli 80 km/h, coerente con la vocazione pratica e non certo prestazionale del mezzo.
Una parentesi breve ma rara da collezione
La produzione della Ranger si fermò complessivamente attorno a 600 esemplari, un numero che testimonia la natura artigianale e di nicchia dell'intera operazione FERVES. L'azienda cessò l'attività nei primi anni Settanta, senza lasciare eredi diretti nella propria gamma.
Oggi la Ferves Ranger è un oggetto da collezionisti: si stima che sopravvivano meno di 50 esemplari nel mondo, molti dei quali finiti negli Stati Uniti, dove il fascino di questo piccolo fuoristrada italiano ha trovato un pubblico particolarmente appassionato, testimoniato anche da vendite all'asta di rilievo per un modello così essenziale.
