Design: le prese d'aria che hanno fatto la storia
La linea della Testarossa nasce da esigenze tecniche prima ancora che estetiche. Le ampie prese d'aria laterali a listelli orizzontali, soprannominate "a grattugia", servivano infatti a convogliare l'aria verso i radiatori spostati nelle fiancate posteriori, una soluzione adottata anche per rispettare le normative di sicurezza statunitensi che vietavano grandi aperture non protette.
- Carrozzeria più larga di circa 15 cm rispetto alla precedente Berlinetta Boxer
- Passo allungato per aumentare lo spazio del bagagliaio
- Sulle prime vetture era presente un unico specchietto retrovisore lato guida
Il risultato firmato da Leonardo Fioravanti per Pininfarina è una silhouette bassa, larga e squadrata che ha definito l'estetica supercar degli anni '80, tanto da diventare protagonista di serie tv, videogiochi e poster nelle camerette di un'intera generazione.
Motore
12 cilindri boxer (flat-12) 4.943 cc, 48 valvole
Il motore: il flat-12 protagonista assoluto
Cuore pulsante della Testarossa è il motore boxer a 12 cilindri (tipo F113) da 4.943 cc, con distribuzione bialbero a 4 valvole per cilindro e lubrificazione a carter secco. Nella versione originale eroga 390 CV a 6.300 giri (ridotti a 380 CV sulle vetture con marmitta catalitica dal 1989), per una velocità massima dichiarata di circa 290 km/h e uno 0-100 km/h coperto in 5,8 secondi.
Il cambio è manuale a 5 rapporti, con differenziale autobloccante e trazione posteriore. Lo sterzo, privo di servoassistenza su tutta la gamma Testarossa originale, richiede una guida più fisica rispetto alle supercar moderne, ma restituisce una sensibilità di guida molto apprezzata dagli appassionati.
Potenza massima
Da 390 CV (Testarossa) a 440 CV (F512 M)
Dalla Testarossa alla F512 M: l'evoluzione del mito
Nel corso di oltre un decennio il modello si è evoluto in tre fasi distinte, mantenendo sempre il motore boxer a 12 cilindri ma migliorando progressivamente prestazioni e dettagli tecnici.
- La Testarossa originale (1984-1991) resta la base di tutta la famiglia
- La 512 TR (1992-1994) introduce cerchi monodado, un assetto rivisto e potenza salita a 428 CV
- La F512 M (1994-1996), ultima evoluzione, elimina i fari a scomparsa e porta la potenza a 440 CV, chiudendo l'era del flat-12 stradale Ferrari
Velocità massima
Da circa 290 km/h a oltre 315 km/h a seconda della versione
Guida, affidabilità e mercato dell'usato
Sulla strada la Testarossa sorprende per la duttilità: è una vettura capace di prestazioni estreme ma anche di comportarsi con relativa docilità nell'uso quotidiano, con consumi tutto sommato contenuti per la categoria quando guidata con misura. La meccanica, se mantenuta con regolarità, si dimostra solida e duratura nel tempo.
Sul mercato dell'usato gli esemplari più abbordabili della Testarossa classica si attestano generalmente in un intervallo di circa 110.000-210.000 euro, con punte ben superiori per le rare versioni monospecchio in condizioni impeccabili o dalla storicità certificata. Un valore in crescita costante, complice lo status di icona pop e la rarità relativa delle versioni più evolute come la F512 M, prodotta in soli 501 esemplari.

