Le origini: 410 e 400 Superamerica, le ammiraglie degli anni Cinquanta e Sessanta
La 410 Superamerica debutta nella sua forma definitiva al Salone di Bruxelles del 1956, dopo un'anteprima statica a Parigi nel 1955, come erede della 375 America. Monta un V12 a 60 gradi da 4.963 cm³ derivato dal propulsore della 410 S, capace di 340 CV a 6.000 giri/min, abbinato per la prima volta su una Ferrari stradale a un cambio a cinque rapporti (nelle prime versioni a quattro marce). Il telaio tubolare in acciaio evolve in tre serie, con passo variabile tra 2.600 e 2.800 mm, mentre le carrozzerie coupé e cabriolet vengono realizzate principalmente da Pininfarina, con alcuni esemplari firmati Scaglietti, Boano e Ghia. Ne vengono costruiti appena 35 esemplari fino al 1959.
Nel 1960 la 410 lascia il posto alla 400 Superamerica, che adotta il più compatto V12 di 3.967 cm³ firmato Gioachino Colombo, sempre da 340 CV ma a 7.000 giri/min, abbinato a un cambio a quattro marce con overdrive elettrico. Disegnata da Aldo Brovarone per Pininfarina, viene realizzata in coupé, cabriolet e spider per un totale di 46 esemplari fino al 1964; il primo esemplare fu costruito per l'industriale Gianni Agnelli.
Potenza massima raggiunta
540 CV a 7250 giri/min (575M Superamerica)
Il ritorno nel 2005: la 575M Superamerica e il tetto Revocromico
Dopo oltre quarant'anni di silenzio, il nome Superamerica torna nel 2005 sulla 575M Superamerica, spider derivata dalla 575M Maranello. La vettura introduce un tetto rigido rotante che, azionato in pochi secondi, ruota di 180 gradi fino ad appoggiarsi sul cofano posteriore trasformando la coupé in una spider a cielo aperto. Il tetto, disegnato da Leonardo Fioravanti, utilizza un vetro speciale con tecnologia elettrocromatica regolabile su cinque livelli di oscuramento.
Il motore V12 a 65 gradi di 5.748 cm³ eroga 540 CV a 7.250 giri/min e 589 Nm di coppia, per uno 0-100 km/h dichiarato in 4,2 secondi e una velocità massima di 320 km/h, che al lancio la rendeva la spider di serie più veloce al mondo. Ne sono stati costruiti 559 esemplari, disponibili con cambio manuale a sei marce oppure con il robotizzato F1.
Velocità massima più alta
320 km/h (575M Superamerica)
Superamerica 45: l'esemplare unico per un cliente storico
Nel 2011 il nome Superamerica torna per l'ultima volta sulla Superamerica 45, un progetto speciale realizzato su base 599 GTB e commissionato dal collezionista statunitense Peter Kalikow per celebrare i suoi 45 anni da cliente Ferrari, da cui il nome della vettura. Disegnata dal Centro Stile Ferrari nell'ambito del programma Special Projects, adotta un tetto rigido in fibra di carbonio che ruota attorno a un asse orizzontale posteriore all'abitacolo, con un meccanismo concettualmente vicino a quello visto sulla 575M Superamerica del 2005.
Esemplare unico, è stata presentata ufficialmente al Concorso d'Eleganza Villa d'Este nel maggio 2011, con verniciatura Blu Antille, dettagli in alluminio brunito e cerchi in tinta con la carrozzeria.
Anni di produzione
1956-1959, 1960-1964, 2004-2006, 2011
Un nome, quattro fuoriserie: il filo conduttore della rarità
- 410 Superamerica (1956-1959): 35 esemplari, prima Ferrari stradale con cambio a cinque marce
- 400 Superamerica (1960-1964): 46 esemplari, primo modello Ferrari a prendere il nome dalla cilindrata complessiva
- 575M Superamerica (2004-2006): 559 esemplari, prima vettura di serie con tetto elettrocromatico rotante
- Superamerica 45 (2011): esemplare unico su commissione, ultimo capitolo del nome
In ogni epoca, il nome Superamerica ha sempre segnalato la vettura stradale più esclusiva e tecnicamente ambiziosa disponibile in quel momento nella gamma Ferrari.
