Un progetto nato per correre: la Formula 1 in versione stradale
La F50 nasce dall'ambizione di offrire ai clienti Ferrari un'esperienza il più possibile vicina a quella di una monoposto di Formula 1, ma omologata per l'uso su strada. Per la prima volta su una vettura stradale del Cavallino, il telaio è realizzato interamente in fibra di carbonio e il motore viene fissato direttamente alla scocca, diventando un vero e proprio elemento strutturale portante come accade sulle auto da competizione.
Questa impostazione, mutuata di peso dal mondo racing, garantisce una rigidità torsionale molto elevata a fronte di un peso a vuoto contenuto, circa 1.230 kg, ponendo le basi per un rapporto peso/potenza da vera corsaiola.
Motore
V12 4.7 litri aspirato Tipo F130B
Il V12 aspirato derivato dalla Formula 1
Il propulsore della F50 è un V12 a 65 gradi da 4,7 litri, siglato Tipo F130B, sviluppato a partire dal 3,5 litri che aveva equipaggiato la monoposto di F1 641 nel 1990. Con 60 valvole complessive (cinque per cilindro) eroga 520 CV a 8.500 giri e 471 Nm di coppia a 6.500 giri, abbinato a un cambio manuale a sei marce con differenziale autobloccante e trazione posteriore.
- 0-100 km/h in 3,87 secondi
- Velocità massima dichiarata di 325 km/h
- Sospensioni push-rod derivate dalla F1, con ammortizzatori Bilstein a regolazione elettronica
Coerentemente con la filosofia della vettura, la F50 è priva di servosterzo, servofreno e ABS: ogni comando arriva diretto e senza filtri elettronici, per una guida estremamente pura ma impegnativa.
Potenza massima
520 CV a 8.500 giri/min
Design Pininfarina: l'aerodinamica al servizio della velocità
Le linee della F50 sono opera di Pininfarina, con Pietro Camardella a guidare lo sviluppo stilistico, che riprende alcuni spunti della concept car Mythos del 1989 e li fonde con elementi ispirati alle monoposto di Formula 1 dell'epoca, in particolare nel frontale. Migliaia di ore in galleria del vento sono state dedicate a ottimizzare il flusso d'aria e generare carico aerodinamico senza penalizzare eccessivamente la resistenza.
La carrozzeria è configurata come targa a due posti, con tetto rigido rimovibile che permette di trasformare la vettura in una spider a cielo aperto.
Velocità massima
325 km/h
F50 GT: il capitolo racing rimasto un progetto incompiuto
Parallelamente alla vettura stradale, Ferrari sviluppa insieme a Dallara e Michelotto una versione da competizione, la F50 GT, pensata per il campionato BPR Global GT Series e capace di superare i 750 CV. Il progetto viene però abbandonato quasi subito, complice il clima di incertezza regolamentare legato alle omologazioni speciali di quegli anni (la stessa vicenda che coinvolse rivali come la Porsche 911 GT1), e solo pochissimi telai vengono effettivamente completati.
Anni di produzione
1995-1997
Rarità e valore da collezione: la F50 oggi
Ferrari limitò volutamente la produzione a 349 esemplari, uno in meno rispetto alla domanda stimata dal mercato, applicando inoltre la regola di un'unica vettura per cliente e un vincolo di due anni prima della rivendita, per scoraggiare la speculazione. Tra i primi acquirenti figurano personaggi noti come il pugile Mike Tyson e il calciatore Diego Armando Maradona.
A distanza di trent'anni la F50 è diventata uno dei modelli più ricercati dai collezionisti di Ferrari classiche: sul mercato dell'usato le quotazioni si attestano ormai su cifre di diversi milioni di euro per esemplare, in funzione di stato di conservazione, colore e provenienza.









