Una supercar nata per un anniversario
La Ferrari F40 viene presentata a Maranello nel luglio 1987, in occasione del quarantesimo anniversario del marchio fondato da Enzo Ferrari nel 1947. Non è un semplice restyling: il progetto punta a superare in tutto e per tutto la precedente 288 GTO, di cui eredita l'impianto motoristico e parte dell'impostazione tecnica, ma con un ulteriore salto di prestazioni e di radicalità.
Sviluppata in tempi molto ristretti sotto la guida tecnica di Nicola Materazzi, la F40 viene ricordata anche per un motivo simbolico: è l'ultima vettura stradale del Cavallino approvata personalmente da Enzo Ferrari, che morirà l'anno successivo. Sostituirà idealmente la 288 GTO e aprirà la strada, alcuni anni dopo, alla Ferrari F50.
Motore
V8 2.9 litri biturbo
Motore e prestazioni
Il cuore della F40 è un V8 a 90 gradi di 2.936 cm³, posizionato in posizione centrale-posteriore longitudinale, sovralimentato da due turbocompressori con intercooler e alimentato a iniezione elettronica. La potenza dichiarata è di 478 CV a 7.000 giri/min, abbinata a 577 Nm di coppia massima a 4.000 giri/min, scaricati a terra tramite un cambio manuale a 5 rapporti e trazione esclusivamente posteriore.
Numeri che all'epoca la resero una delle vetture stradali più veloci mai realizzate, con una velocità massima dichiarata di 324 km/h: la F40 fu tra le prime automobili di serie a superare la soglia dei 320 km/h, mantenendo il record di velocità per un'auto stradale fino ai primi anni Novanta.
L'assenza di servosterzo, ABS e qualsiasi controllo elettronico di trazione rende la guida della F40 particolarmente diretta e impegnativa, richiedendo sensibilità e attenzione da parte del pilota: una caratteristica che oggi viene considerata parte del suo fascino, ma che all'epoca fu anche oggetto di critiche per la difficoltà di gestione ai limiti.
Potenza massima
478 CV a 7.000 giri/min
Design e materiali
La linea della F40 porta la firma di Pininfarina, con lo stile sviluppato sotto la supervisione di Leonardo Fioravanti e Aldo Brovarone. Le forme, dominate dal grande alettone posteriore e dal frontale molto basso, sono studiate quasi interamente in funzione dell'efficienza aerodinamica.
Dal punto di vista costruttivo, la F40 rappresenta una svolta per Ferrari: è la prima vettura stradale del marchio realizzata impiegando in modo diffuso materiali compositi come il kevlar e la fibra di carbonio, oltre alla fibra di vetro, per contenere il peso complessivo. Il telaio è un traliccio tubolare in acciaio irrigidito da pannelli compositi, mentre i finestrini laterali e il cofano motore sono realizzati in plexiglas trasparente. All'interno, l'abitacolo è ridotto all'essenziale: niente rivestimenti in pelle, niente moquette, niente impianto audio, per risparmiare ogni chilogrammo possibile.
Velocità massima
324 km/h dichiarati
Le versioni speciali: LM, Competizione e GTE
Accanto alla versione stradale, la F40 ha generato diverse declinazioni pensate per le competizioni. La F40 LM, sviluppata con la collaborazione di Michelotto, è una versione da corsa con potenza superiore destinata a campionati come l'IMSA e, negli anni successivi, al BPR Global GT Series.
La F40 Competizione è una serie limitata realizzata su richiesta di clienti facoltosi, con motore ulteriormente potenziato e allestimento ancora più estremo rispetto alla vettura stradale. La F40 GTE, evoluzione successiva firmata sempre Michelotto, ha gareggiato nella seconda metà degli anni Novanta con motore maggiorato e cambio sequenziale, rappresentando l'ultimo capitolo agonistico della famiglia F40.
Anni di produzione
1987-1992
La F40 oggi: un mito del collezionismo
A distanza di decenni dalla fine della produzione, la Ferrari F40 resta una delle vetture più desiderate dai collezionisti di tutto il mondo. Gli esemplari stradali in buone condizioni raggiungono quotazioni di diversi milioni di euro, mentre le versioni da competizione più rare, come la F40 LM, possono superare abbondantemente questa soglia nelle aste internazionali.
Il valore di un esemplare dipende fortemente da fattori come chilometraggio, stato di conservazione, storia di manutenzione e originalità di telaio, motore e carrozzeria: la certificazione Ferrari Classiche, che attesta l'autenticità dei componenti, è spesso decisiva nel determinare le quotazioni più alte. Trattandosi di un'auto complessa e con componenti particolari come i serbatoi in gomma e l'impianto turbo, la manutenzione richiede competenze specialistiche ed è generalmente affidata a officine dedicate alle vetture storiche del marchio.









